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Eroina: la droga più pericolosa che esista

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Eroina

L’eroina è un derivato chimico della morfina, la molecola attiva e contenuta nell’oppio che per molto tempo è stato usato come farmaco. I suoi derivati, ovvero morfina ed eroina vengono impiegati nella terapia del dolore.

Che cos’è l’eroina?

Eroina
Formula chimica dell’eroina

Questa droga, il cui nome scientifico è diacetilmorfina, è stata introdotta per trovare una sostanza efficace come la morfina ma con azione più rapida. L’eroina ha sostituito la morfina ma rispetto ad essa genera un effetto collaterale grave: crea dipendenza fisica. Il suo utilizzo come antidolorifico è diffusissimo in alcuni Paese del mondo, ma ciò è rigorosamente limitato agli ambiente ospedalieri: essa viene usata in piccole dosi e per pazienti in condizioni molto gravi e precarie.

Vie di assunzione ed effetti dell’eroina

Non è del tutto chiaro perché l’eroina sia la droga preferita di alcune persone; infatti rispetto alla morfina ha un’azione più rapida che determina una maggiore soddisfazione fisica e psicologica da parte di che ne ha bisogno. Le vie di iniezione di questa droga sono essenzialmente due:

  • inalazione della polvere scaldata,
  • iniezione endovena in soluzione acquosa.
Eroina
Iniezione per via endovenosa

Questa seconda via consente un effetto più rapido e intenso, ma con maggiori rischi sia a livello locale (infiammazione della cute, ematomi e flebiti) che a livello sistemico (overdose, intossicazione acuta a causa delle sostanze usate per il taglio endocardite batterica). Chi fa abuso di questa droga riceve  una sensazione improvvisa di forte benessere e soddisfazione la cui entità varia a seconda della quantità e della qualità della sostanza. Dopo poco tempo dall’inizio del suo uso, il soggetto ne diventa dipendente: si calcola che una vera e propria dipendenza fisica possa avvenire con una quantità di 60 ng di eroina pura iniettata in ripetute somministrazioni. Lo stato di dipendenza tende ad aumentare progressivamente e, man mano che si accresce, le condizioni del drogato peggiorano sempre di più. Questo comporta una diminuzione dell’appetito e l’alimentazione diminuisce con conseguente perdita di peso a scapito della massa muscolare, il colorito appare pallido e l’aspetto fisico appare invecchiato, il fegato e le vie biliari vengono danneggiati, compaiono disturbi dolorosi, perdita di memoria e impotenza. Dal punto di vista psicologico si osserva perdita di interesse del proprio stile di vita  e di lavoro, mentre domina l’impellente necessità di disporre ingenti somme di denaro per comprare la dose di droga. Anche la mortalità è molto elevata e le possibili cause di morte sono l’overdose e il suicidio.

Esiste una cura?

L’unico modo per liberarsi dell’eroina è di farne a meno per un tempo necessario affinché l’organismo se ne possa disintossicare. Ciò comporta sintomi di astinenza che dopo la fase più acuta diventano meno intensi e tendono a scomparire. E’ possibile alleviare i sintomi di astinenza con farmaci non stupefacenti come sedativi, spasmolitici e antivomito.

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Dopo aver superato l’astinenza fisica bisogna fronteggiare quella psicologica in modo che il soggetto possa liberarsi completamente dell’eroina: in questa fase è fondamentale l’aiuto e il sostegno di uno psicoterapeuta, ma anche di comunità specializzate.

Roberta Miele

Bibliografia

F. Riboldi – Stop alla dipendenza dall’eroina: il coraggio di cambiare… e poi la gioia – De Vecchi Editore.

Webgrafia

http://www.sanpatrignano.org/it/eroina-e-oppiacei.

 

 

 

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