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A proposito di lei di Banana Yoshimoto

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A proposito di lei: la trama

A proposito di lei di Banana Yoshimoto è la storia di Yumico che, rimasta orfana dopo la morte di entrambi i genitori, perde la percezione della realtà e con essa parte della propria memoria, conducendo così una vita nostalgica e solitaria. Il tempo scorrerà inesorabile e sempre uguale, sarà il ritorno di Shoici, figlio della sorella gemella della madre di Yumico e quindi suo cugino, a stanare la donna dal proprio rifugio e a restituire una fragile speranza ad un cuore ormai rassegnato. Dopo la dipartita della madre e la seguente lettura del testamento, Shoici cercherà Yumico, come richiesto nelle ultime volontà e trovandola in un pessimo stato, nel tentativo di riportare la luce esplorerà il buco nero che si rivelerà essere la sua anima. Da bambini Shoici e Yumiko erano stati molto uniti e questo elemento sembrerà essere la chiave per riportare Yumico alla vita. Con estrema pazienza e dedizione, Shoici farà in modo che Yumico riviva passato, istante per istante, segno dopo segno. I suoi ricordi sono sepolti sotto un mare di angoscia e dolore; gli eventi vissuti dalla donna sono drammatici e dai risvolti inaspettati. Yumico ricorderà l’ omicidio compiuto dalla madre e il passato inizierà a prendere forma lasciando che i ricordi le invadano l’anima fino a giungere ad un’ultima grande rivelazione, forse la più dura e triste che Yumico e Shoici dovranno affrontare.

I misteri dell’occulto; il tempo e le sue rivelazioni

Il mondo in cui la Yoshimoto introduce il lettore con il suo romanzo, è il mondo dell’occulto; si tratta di un mondo inesplorato, lontano da quella che è possibile definire la quotidianità dell’essere. È un mondo costituito da ricordi che assumeranno forme evanescenti, lontane, ma non così tanto da non poterle toccare. Yumiko si renderà protagonista di un viaggio nel quale riscoprirà luoghi della propria infanzia e non sempre si tratterà di luoghi presenti e vivi, talvolta si tratterà dei luoghi della memoria, quelli impossibili da individuare ma scientemente esistenti. È necessario comunque rendere distinguibili le diverse tipologie di esplorazione dell’anima compiute dalla protagonista; da una parte quelle che avverranno all’esterno e che coinvolgeranno i sensi, come ad esempio la visita alla tomba del padre; dall’altra la scoperta di meandri inesplorati del proprio essere, ricordi che tassello dopo tassello, ricreeranno il puzzle della vita.

Il suo sarà un viaggio ricco di emozioni; quelle emozioni che straziano l’anima e distruggono le certezze, quelle emozioni che inesorabili insorgono dalla demolizione del passato e dopo un istante di grande dolore e freddezza, fioriscono felici. Il suo viaggio sarà tutto questo.

“Dopo nella mia vita credo di avere compensato le brutte azioni commesse quando ero una ragazza malvagia. È stato un cammino terribilmente duro… mi sembrava di essere un diavolo che imita l’angelo. Non si può saltare nessun passaggio, qualunque cosa si cerchi di fare sembra ipocrita, è molto irritante. Questa cosa esisteva dentro di me.”

Banana Yoshimoto

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immagine che ritrae l’autrice

Per procedere con la lettura di un romanzo come a proposito di lei, è in qualche modo necessario approfondire la biografia dell’autrice; Banana Yoshimoto, figlia di Takaaki Yoshimoto filosofo e critico giapponese, nasce a Tokyo il 24 luglio del 1964. la sua biografia è intrisa di passaggi forti che ne caratterizzano lo stile e l’essenza; è corretto fare riferimento alla passione che la Yoshimoto, all’inizio della carriera da autrice, nutra nei confronti dei romanzi horror di Stephen King e di quanto tale passione ne abbia caratterizzato stile. È inoltre necessario aggiungere che il suo primo romanzo, Kitchen (1988), abbia raggiunto un successo esorbitante arrivando, nel giro di breve tempo, anche sul piccolo e grande schermo. Tsugumi è il titolo del lavoro che invece l’autrice pubblica nel 1990; si tratta di un romanzo volto alla provocazione, un romanzo che non lascia scampo e che induce necessariamente ad una profonda riflessione. La tematica è apparentemente comune, ma le modalità con cui l’autrice affronta il mondo dei giovani giapponesi sembra mettere d’accordo tutto il pubblico di lettori. Non mancano di certo le critiche ma il suo successo sembra inarrestabile. Anche a distanza di decenni l’autrice continua ad ottenere risultati positivi; a conquistare il lettore sono di certo le evidenti opposizioni che la Yoshimoto affronta con una disarmante naturalezza. Si tratta di sentimenti contrastanti, agli antipodi, così lontani eppure così complementari; si guardi alle riflessioni felici sulla vita messe in repentina contrapposizione al dolore generato dalla morte, si tenga conto delle anime passionali e vive che prendono forma attraverso i personaggi descritti dall’autrice, per contrapporle alla freddezza disarmante delle vicissitudini che smorzano con determinatezza il percorso delle stesse. Esiste dunque un dinamismo perpetuo che ancora appassiona i lettori di tutto il mondo e li convince che non esista una fine, che ogni cosa sia destinata a durare.

Viviana Gaudino

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