Home Scienze Paleontologia Dinosauri: come si sono estinti?

Dinosauri: come si sono estinti?

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L’estinzione dei dinosauri è solo una delle grandi estinzioni di massa della storia del pianeta Terra. Circa 65 milioni di anni fa, sul limite tra Cretaceo, l’ultimo periodo dell’era Mesozoica, e Terziario (limite KT), ebbe luogo l’ultima grande estinzione di massa delle cinque verificatesi fino ad ora. Durante i “Big Five” la vita è andata vicina al tracollo: gli ecosistemi collassavano, e con loro tutti gli altri organismi.

Pur non essendo affatto stata la più tragica, l’estinzione del limite KT è probabilmente la più famosa. Questo perché fu quella che determinò la scomparsa, insieme a tante altre forme di vita, dei dinosauri, creature tra le più affascinanti ed iconiche che abbiano mai calcato la terra del nostro pianeta.

Limite KT: l’estinzione dei dinosauri

I dinosauri (dal greco: “lucertole terribili”)  sono forse i vertebrati fossili più famosi. Comparvero nel Triassico Superiore, all’incirca 230 milioni di anni fa, e arrivarono in poco tempo a dominare le faune terresti per ben 165 milioni di anni, fino appunto all’estinzione del limite KT.

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Herrerasaurus

I primi dinosauri furono piccoli carnivori bipedi, ma già alla fine del Triassico comparvero i primi grandi erbivori quadrupedi. Durante il Giurassico e il Cretaceo poi si diversificarono in una grandissima varietà di forme, sempre più specializzate.

I modelli con cui gli studiosi ricostruiscono le estinzioni di massa possono essere divisi in un due grandi gruppi:

  • quelli che sostengono che il processo sia iniziato a causa di un evento improvviso, ma di lunga estensione temporale;
  • e quelli che prevedono un’estinzione pressoché istantanea delle forme di vita interessate.

È ovviamente impossibile distinguere questi intervalli di tempo: a livello geologico appaiono esattamente identici nella documentazione. Esistono perciò tantissime controversie sulla datazione degli eventi che portarono i dinosauri e le altre creature a scomparire nel limite KT.

Gli esperti sembrano però far pendere l’ago della bilancia dal lato del catastrofismo. La maggior parti di loro infatti sostiene che tutto derivò da una serie di eventi catastrofici che si susseguirono in un breve lasso di tempo, nell’ordine di qualche mese.

Il modello dell’estinzione dei dinosauri

Sono stati elaborati diversi modelli con l’intento di ricostruire l’evento di estinzione di massa del KT, ma la domanda di base riguarda sempre, si base, lo schema delle cose: le specie si estinsero gradualmente, nell’arco di milioni di anni, oppure contemporaneamente e in breve tempo?

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In realtà, le evidenze scientifiche raccontano che alcuni gruppi scomparvero in modo catastrofico proprio al limite del KT, mentre altri taxa erano in crisi già da molto tempo addietro. Animali come gli ittiosauri, enormi “draghi marini” che dominarono gli ambienti acquatici mesozoici, scomparvero già decine di milioni di anni prima, mentre altri, abbondanti nel Giurassico, come ammoniti e pterosauri, si erano fortemente ridotti, sia a livello quantitativo che qualitativo.

Per quanto riguarda i vertebrati terrestri, i dati stratigrafici indicano una chiara estinzione di massa proprio sul limite KT. Circa 28 famiglie su 89 scomparvero, con una perdita del 31% della biodiversità. A livello globale, si persero invece 64 su 210 famiglie (30%).

I dati confermano che i rettili, complessivamente, e proprio i dinosauri in particolare, subirono una perdita a dir poco devastante alla fine del Cretaceo. Molte famiglie tra quelle scomparse erano però rappresentate da una singola specie presente in una singola località geografica. Ciò rende difficoltoso studiare l’estinzione a livello globale.

Un’altra difficoltà che si aggiunge alle precedenti risiede nella poco abbondanza fossilifera dei sedimenti continentali. Gli affioramenti marini sono quantitativamente più rilevanti rispetto a quelli terrestri, e tracciare una ricostruzione delle estinzioni in ambiente acquatico diventa un’impresa più fattibile e precisa.

Ottenere invece un inquadramento stratigrafico preciso e soddisfacente della scomparsa dei dinosauri è un compito ben più complicato, e probabilmente non saremo mai in grado di decidere con esattezza il tempo che impiegarono per uscire di scena.

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

Michel J. Benton – Paleontologia dei Vertebrati – Franco Lucisano Editore

Andrea Allasinaz – paleontologia generale e sistematica degli invertebrati – EciG

Sitografia

http://science.nationalgeographic.com/science/prehistoric-world/dinosaur-extinction/

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