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I love shopping di Sophie Kinsella: il segreto del successo

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I love shopping
In foto, Sophie Kinsella, nome d’arte di Madeleine Wickam.

Sophie Kinsella

Autrice di una delle saghe cartacee più amate degli ultimi anni, Sophie Kinsella, all’anagrafe Madeleine Wickam, è una di quelle scrittrici che o si amano o si odiano. Nata a Londra il 12 dicembre del 1969 anch’ella, come la protagonista del suo romanzo più famoso, comincia a scrivere per alcune riviste finanziarie per poi passare successivamente alla narrativa. I primi romanzi pubblicati sono fimati con il suo vero nome e ottengono un discreto successo, tuttavia è solo nel 2000 e con lo pseudonimo   di Sophie Kinsella che raggiunge la vera fama grazie alla pubblicazione dell’ormai best-seller The Secret Dreamworld of a Shopaholic (in Italia I love shopping).

 La storia

La trama si concentra sulle (dis)avventure della giornalista finanziaria Rebecca Bloomwood, dipendente della rivista “Far fortuna risparmiando”. “Becky”, nonostante il suo lavoro, nasconde però un grande segreto: è infatti una “shopping-dipendente”, incapace di rifuggire il richiamo delle suadenti vetrine della Londra più chic e alla moda. La sua ossessione per lo shopping la porterà ad accumulare sempre più debiti, che la condurranno, in seguito, verso una vita del tutto nuova e ad affrontare situazioni imbarazzanti e, per il lettore, comiche.

I love shopping: un romanzo di successo

I love shoppingLungi dal voler ritrovare, all’interno del romanzo, elementi “trascendentali” bisognerà tuttavia sottolineare alcuni aspetti interessanti che rendono l’opera un piccolo capolavoro del suo genere. È infatti possibile ritrovare, all’interno del testo, una sorta di denuncia al consumismo: i negozi, con i loro “sconti d’occasione”, rappresentano l’emblema fondamentale di un’economia che si fonda, in un certo qual modo, sull’inganno; le carte fedeltà che, con l’accumulo di punti, “regalano” un omaggio non sono forse uno specchietto per le allodole? Spendere 40£ per vincere un asciugamano che ne vale 20£ non è forse un esempio di come le grandi società siano sempre più disposte ad ingannare i clienti pur di ricavarne un guadagno? Sebbene le situazioni vissute dalla protagonista di questo romanzo mostrino la sua accondiscendenza nei confronti di queste offerte effimere non possiamo non notare nel tono dell’autrice un’ironia che conferma questa ipotesi:

La mia attenzione viene attratta da un grande cartello promozionale.

CON L’ACQUISTO DI DUE PRODOTTI PER LA PELLE RICEVERETE IN OMAGGIO UN BEAUTY-CASE CONTENENTE CONFEZIONI DI LATTE DETERGENTE, TONICO E IDRATANTE, UN ROSSETTO AUTUMN BLAZE, UN MASCARA EXTRA STRENGHT E UN CAMPIONE DI EAU DYNAMISANTE. LE SCORTE SONO LIMITATE: AFFRETTATEVI!

Ma è fantastico! Sapete quanto costa un rossetto? E in questo modo te lo offrono gratis! In preda all’eccitazione comincio a frugare fra tutti i prodotti per la pelle cercando di decidere quale comperare. E se prendessi un’antirughe per il collo? Non l’ho mai usata, prima d’ora. E una confezione di idratante rivitalizzante. Riceverò un rossetto gratis: è un affare.

E ancora:

[…] La donna mi porge il beuty-case rosso e lucido che, devo ammettere, è un po’ più piccolo di quanto mi aspettassi. Lo apro, impaziente, ed ecco lì il mio rossetto gratis! È marrone rossiccio, un colore un po’ strano a dire il vero. Ma se lo mescolo con qualcuno dei miei vecchi rossetti e gli passo sopra un po’ di lucidalabbra dovrebbe andare benissimo.

Di certo lo scopo di Sophie Kinsella non è quello di trasmettere importanti nozioni finanziarie o quello di suggerire una determinata condotta da seguire, ella non cerca affatto di aprire il lettore ad una nuova filosofia di vita, giammai! In realtà l’opera ha soltanto due scopi: ossia quello di intrattenere e di far divertire il lettore, e non si può certo dire che la Kinsella non ci riesca! Le imbarazzanti scene (non potremmo definirle in altro modo, poiché prendono vita durante la lettura) vissute dalla protagonista rasentano il comico e l’assurdo, tuttavia non si può fare a meno di identificarsi, leggendo le parole dell’autrice, nel personaggio da lei dipinto con estrema maestria. Sebbene non si abbia mai una vera e completa descrizione di Becky riusciamo in ogni caso ad immaginarla perfettamente mentre, balbettante, si scusa con il quasi “diabolico” Derek Smeath, costantemente alla ricerca del denaro che la giornalista deve alla sua banca o ancora mentre arrossisce imbarazzata dinanzi a Luke Brandon che rivela di essere fidanzato, facendo crollare ogni speranza circa un tentativo di corteggiamento da parte dell’aitante imprenditore e ferendola nell’orgoglio.

I love shopping
Copertina dell’edizione italiana di “I love shopping”, realizzata per la Oscar Mondandori da Cristina Bazzoni

Qual è la chiave del successo di questo romanzo? Come mai attira così tanti lettori e lettrici? La risposta è molto più semplice di quanto si pensi: tutti noi siamo come Becky, tutti noi siamo ossessionati da qualcosa, che sia il cibo, che sia lo shopping, il collezionismo o quant’altro ognuno può rivedere sé stesso in Rebecca Bloomwood. Quella fetta di torta che non avremmo dovuto mangiare perché a dieta, quell’action figure che non avremmo dovuto acquistare per via della mancanza di spazio o ancora quel vestito che potevamo evitare di acquistare, l’elenco potrebbe continuare all’infinito! La verità è che non esiste personaggio più umano di Becky in tutta l’opera. Circondata da figure di carta Rebecca Bloomwood scappa dalle pagine del suo libro per ritrovare un luogo confortevole nella mente e nel cuore dei suoi lettori; è un personaggio (lo è davvero?) così reale da commettere costantemente una serie di errori che anche noi potremmo, o che magari già abbiamo compiuto.

La bolletta che andava pagata entro la fine del mese e che è stata dimenticata sul tavolo in cucina, aver creduto che quel ragazzo ci stesse provando con noi quando in realtà non era affatto così, uscire con qualcuno solo per far contenti gli altri o semplicemente mentire sulla propria vita o nel proprio curriculum, chi non si è “macchiato” di simili colpe? Di certo Sophie Kinsella non sarà la nuova Jane Austen o la nuova Virginia Woolf, e paragonarla a simili giganti della letteratura inglese femminile sarebbe sicuramente un affronto imperdonabile. Tuttavia non possiamo negare che I love shopping riesca a donare qualcosa ai suoi lettori, magari qualche risata, magari qualche palpitazione o forse qualcosa di ben più importante: la certezza di non essere soli.

Raffaele Esposito

Fonti: I love shopping – Sophie Kinsella edizione di Oscar Mondandori, 2000.

Fonti Immagini: Per la scena tratta dal film

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