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Grizzly: un peluche da 650kg

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Grizzly maschio

Il termine “ grizzly “ identifica generalmente tutte le sottospecie di orso bruno ( ursus arctos ), presenti in Nord America, ovvero Ursus arctos horribilis ( il grizzly propriamente detto ); Ursus arctos middendorffi ( il kodiak, membro più grande della specie ) ed Ursus arctos gyas ( orso bruno peninsulare ). Onde evitare fraintendimenti, ultimamente il termine grizzly ha ceduto il passo alla definizione di “ orsi bruni nord americani “, identificando come grizzly soltanto U. a. horribilis ( Ord, 1815 ).

Dimensioni grizzly
Dimensioni di un grizzly, rapportate ad un uomo di due metri.

Un’evoluzione recente

Gli antenati del moderno grizzly migrarono, dall’Eurasia in America, circa 50.000 anni fa, in un periodo relativamente recente, rendendo il “ cugino americano “ dell’orso bruno non molto diverso da sottospecie euroasiatiche come l’orso bruno dell’Ussuri ( U. a. lasiotus ) o l’orso bruno della Kamchatka ( U. a. beringianus ).

Avvistato durante spedizione di Lewis e Clarck, e da essi definito grizzly a causa del colore del manto, fu classificato nel 1815 come Ursus horribilis, ritenendolo specie a se stante rispetto ad Ursus arctos europeo, e successivamente annesso a quest’ultima come sottospecie. Recenti studi del DNA mitocondriale portano a supporre una differente classificazione tassonomica, ancora incerta.

area di distribuzione grizzly
Areale di distribuzione di u. a. horribilis

Il grizzly: seicento chili di muscoli, artigli, denti, ed una passione per i tuberi

Raggiungendo un peso di circa 100 kg, per una femmina adulta dell’entroterra, e del doppio nel caso di un maschio adulto dei territori centrali ( il peso degli esemplari costieri, a causa della grande disponibilità di cibo, si attesta sui 200 kg per le femmine ed i 400 kg per i maschi, con record di 650 kg ), i grizzly sembrerebbero dei temibili predatori. Ed infatti le bacche non hanno vie di scampo. Utili per integrare la dieta con vitamine, minerali e zuccheri, i grizzly riescono a mangiare fino a 30.000 bacche al giorno, rendendosi di fatto estremamente utili come dispersori di semi; inoltre buona parte della loro dieta è composta da radici, tuberi, piante e, straordinariamente, insetti.

Nonostante dunque questi animali seguano una dieta onnivora, la struttura digerente, caratterizzata da un corto tratto intestinale, nonché gli artigli di dieci centimetri, corredati da canini lunghi come quelli di un leone, suggeriscono una buona predisposizione per nutrirsi di qualcosa di più proteico di mirtilli e lamponi.

Un orso adulto è in grado di raggiungere velocità superiori ai 50 km/h, più di un cervo o di un alce, che non a caso sono tra le prede preferite, insieme al pesce, del secondo predatore terrestre per dimensioni, che non esita tuttavia a divorare carogne di animali uccisi da altri predatori.

Grizzly mangia bacche
Grizzly all’attacco delle sfuggenti bacche.

Lunga vita, gobba e grandi dormite

Definire con precisione la vita media di un grizzly può risultare difficoltoso, principalmente a causa della caccia e della competizione intra e conspecifica, tuttavia si stima che si protragga sino a venticinque anni, con picchi di quaranta per animali in cattività; spesso gli esemplari femminili, che conducono una vita più tranquilla e quasi priva di scontri per il predominio territoriale, e che rimangono di dimensioni più ridotte, attirando in misura minore le attenzioni dei cacciatori, riescono a raggiungere i trenta anni. Buona parte di questa lunga vita ( dai cinque ai sette mesi l’anno ) viene passata in ibernazione, in tane poste ad altezze raramente inferiori ai 1800 metri, dove generalmente gli orsi si ritirano durante una tormenta di neve, in modo da ridurre le possibilità di essere trovati da altri predatori. Il letargo è preceduto da un attività conosciuta come “ iperfagia “, per cui ,in preda ad una inestinguibile fame, gli orsi riescono ad accumulare fino a 180 kg di grasso derivante in buona parte dalle pelli dei salmoni o, per le popolazioni dell’entroterra, delle trote; il grasso viene accumulato sulla groppa dove, contrariamente ad altri orsi bruni, i grizzly presentano una pronunciata gobba ( assente nell’estinto grizzly californiano ).

Durante il periodo del letargo le femmine danno alla luce da uno a tre cuccioli pesanti soltanto 500 grammi, che rimarranno al seguito della madre per i successivi due anni, raggiungendo i cinquanta chili di peso, raggiungendo infine la maturità sessuale ai cinque anni di età. Considerando anche i tre anni successivi all’abbandono dei cuccioli da parte della madre, in cui essa non si riprodurrà, i grizzly sono in assoluto i mammiferi con la più bassa attività riproduttiva, in Nord America.

Grizzly in letargo
Accumulate le riserve di grasso, seguiranno circa sei mesi di letargo.

Rapporto con altre specie

Il principale rischio per un grizzly, oltre ovviamente ad un grizzly più grande, sono i branchi di lupi grigi ( canis lupus ). Quando il lupo grigio fu reintrodotto nello Yellowstone National Park, si cominciarono ad osservare delle dispute tra questi due super-predatori, occupanti simili nicchie ecologiche. Nello specifico, solitamente, i grizzly rintracciano le prede uccise dai lupi e tentano di scacciare questi ultimi. Generalmente, se il branco dei lupi è molto numeroso, due o tre membri distraggono l’orso, permettendo alla restante parte del branco di nutrirsi, viceversa, nel caso di piccoli gruppi, l’orso riesce a rubare i resti del pasto, in aggressioni che comunque non portano quasi mai alla morte di uno dei due contendenti. Raramente sono stati osservati episodi di conflitto non derivati dal possesso del cibo. Tuttavia in almeno due episodi, sono stati documentati grizzly attaccare, uccidere e mangiare lupi adulti o cuccioli.

Per quanto riguarda invece l’orso nero americano ( Ursus americanus ), il combattimento viene generalmente evitato, in quanto quest’ultimo preferisce fuggire, spesso arrampicandosi, e lasciare libero spazio al grizzly, piuttosto che contrastarlo.

Un discorso a se stante va invece fatto per quanto riguarda il rapporto con il più grande carnivoro terrestre ( titolo condiviso con il kodiak ). L’orso polare ( ursus maritimus ) condivide i territori più a nord con il grizzly, e con esso, tal volta, si accoppia. Sin ora sono stati documentati due esemplari, per altro scambiati inizialmente per orsi polari ed uccisi. Uno nel 2006 ed un secondo nel 2010. Il “ nanulak “ è dunque un ibrido ed una via di mezzo, fisicamente parlando, tra questi due ursidi. Dal grizzly prende gli impressionanti artigli, lunghezza minore e testa tondeggiante, dall’orso polare, muso allungato, superficie inferiore delle zampe ricca di pelo e colore bianco.

Recenti studi hanno inoltre dimostrato che nel patrimonio genetico dell’odierno grizzly, ad una base originaria dell’orso bruno eurasiatico, si aggiunge genoma di orso polare, derivante da accoppiamenti avvenuti nel pleistocene, dando origine dunque ad un fenomeno di introgression line.

grizzly contro lupi
Spesso i predatori all’apice della catena alimentare, si scontrano per le prede.
nanulak
Un ibrido grizzly-orso polare.

Curiosità

Negli areali di caccia dei “ grizzly costieri “, la quantità di azoto presente nel terreno è molto maggiore della norma, presumibilmente a causa delle carcasse di salmone non ingerite dagli orsi che, in periodi di grande abbondanza, si limitano a consumare le parti più grasse, ovvero testa e pelle.

grizzly mangia pelle di salmone
I grizzli mangiano per prima cosa la pelle dei salmoni, più ricca di grassi.

Ruggero Amato

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