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Quattro chiacchiere sui Webcomics: le Ranocchiate di Tiz (Parte I)

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Ranocchiate

Webcomics: il fumetto che sbarca su Internet

L’avvento degli eBook e dei dispositivi digitali ha di sicuro segnato un brusco cambiamento di rotta riguardo la fruizione dell’informazione e dei libri.

Come tutte le rivoluzioni culturali, l’entusiasmo dei “progressisti” è controbilanciato da tutti quei puritani che continuano ad elogiare il cartaceo quasi a guisa di feticismo: la copertina, le pagine ruvide, l’odore dell’inchiostro e il posto sulla mensola.

E se tra il 2006 e il 2008, le vendite degli eBook registravano cifre da capogiro, da poco è giunta notizia che solo negli States, si è registrato un calo del 10% delle vendite, contrariamente alle previsioni degli analisti, fiduciosi addirittura di un netto sorpasso delle “tavolette” sui libri.

Insomma, il cartaceo non demorde e pare che per ancora parecchi anni, gli scaffali dei lettori non rimarranno vuoti.

Ma cosa succede se ci si sposta da saggi e letteratura per discutere di fumetti e web? Probabilmente non è così semplice.

La “Nona Arte” è nata ed è sempre vissuta sulle riviste e sui “giornalini“, la cui cura editoriale è corpo e tempio inviolabile delle storie a baloons.

Molto differentemente dal libro, alcuni componenti essenziali quali la grafica e la copertina, assumono prerogative indispensabili e inscindibili per commerciare un fumetto, connettendosi soprattutto al culto del collezionismo.

Che speranze durature ha dunque un fumetto che viene privato di tali caratteristiche per nascere e consumarsi sul web?

Lo abbiamo chiesto a Tiziano Tiberia, in arte Tiz, autore di “Ranocchiate” e giovane esponente della generazione di fumettisti indipendenti italiani armati di tavolette grafiche e social networks.

Ranocchiate
L’autore Tiziano Tiberia si racconta tra le vignette

• Allora Tiziano, quando è nata esattamente la tua passione per i fumetti? Ricordi quali sono state le tue prime letture?

<<So che sembrerà banale dirlo, ma ricordo di aver sempre avuto la passione per i fumetti, sin da quando ancora non avevo imparato a leggere. E ricordo benissimo che già da piccolo mi piaceva tantissimo inventare storie: confesso che delle volte ritagliavo i personaggi dai fumetti per fargli vivere le avventure che dicevo io! Adesso fortunatamente non lo faccio più!
Sulle prime letture non ho dubbi: come molti, sono cresciuto con Topolino. Ne ho letti tantissimi, e continuo ancora oggi. Poi con il tempo ho allargato i miei orizzonti e al momento penso di essere un lettore abbastanza “onnivoro“, leggo un po’ di tutto.>>

• Quale è stato il tuo percorso di studi e come è stata percepita da quelli che ti stavano attorno, la decisione di disegnare fumetti?

<<Sono laureato in Belle Arti. Ho frequentato l’Accademia, indirizzo Media Art, quando ho capito che dovevo fare qualcosa di creativo nella mia vita. Mi ha aiutato molto per imparare le basi e mi ha fornito degli strumenti che utilizzo sia nel lavoro “vero” (sono un grafico) sia nei fumetti, specialmente grazie ad alcuni Professori davvero in gamba, che ringrazio!
Ad ogni modo chi mi conosce bene sa che ho sempre disegnato, quindi il fatto che abbia iniziato a farlo continuativamente e a pubblicare sul web non credo abbia stupito nessuno! Certo, qualche commento “simpatico” sul crescere e smetterla di pensare ai pupazzetti c’è sempre, ma ormai non ci faccio caso.>>

Ranocchiate
La Vignetta #524

• Quali sono stati i tuoi primi lavori e in che modo sei giunto a “Ranocchiate” ?

<<“Lavori” è un parolone. Prima di Ranocchiate ho iniziato e abbandonato una miriade di storie e storielle, a volte rimaste solo nella mia mente, altre volte messe su carta, ma mai niente che mi soddisfacesse a pieno. Quando ho scoperto che c’era effettivamente qualcuno che metteva i suoi fumetti sul web (ho scoperto per primi Makkox e eriadan) e che c’era quindi un potenziale pubblico a cui mostrare i miei lavoretti, ho pensato di buttarmi anche io! Ed è nato Ranocchiate, che con il tempo è cresciuto e si è modificato insieme a me, diventando quello che è oggi.>>

• Ogni fumettista che si rispetti ha i propri “totem”, i propri canoni e i propri “spiriti guida”. Non posso esimermi dal farti la domanda che probabilmente avrai letto centinaia di volte: perchè proprio dei Ranocchi?

<<In realtà non credo di averlo mai spiegato, ma non è che ci sia molto da dire. Ho sempre avuto una passione per gli animali “discriminati” dagli altri, come gli anfibi e i rettili. Cioè, ci vuole poco a voler bene a cani e gatti carini, ma perché non si dovrebbe voler bene anche ad un ranocchio? E quindi, quando ero alla ricerca di un animale-totem che mi rappresentasse, quale scelta migliore? Sono sempre stato un po’ ranocchio anche io!>>

Ranocchiate
L’autoironia di Tiziano Tiberia nella prima vignetta di “Ranocchiate” 2.0

• Sfogliando tra le strisce, ho percepito un’atmosfera abbastanza “disneyana”, ma quali sono state per te le influenze maggiori per Tod e compagni?

<<Questo per me è un grandissimo complimento. Come detto, sono cresciuto a pane e Topolino, quindi è normale che abbia cercato di inserire un po’ dello stile Disney in quello che faccio. Ultimamente ho anche studiato a fondo lo stile di artisti come Cavazzano e la Ziche, per migliorare il tratto, e spero di esserci riuscito.
Le influenze comunque non si fermano al mondo Disney: Sturmtruppen, Lupo Alberto e i Peanuts sono stati fondamentali, e in tempi più recenti Zerocalcare mi ha aperto un mondo! Dal lato webcomic non posso nascondere che almeno inizialmente sono stato profondamente influenzato dai lavori di Eriadan, dalle Mostrip di Albo e ovviamente da Sio!>>

• Parlando ancora di impressioni, ho concepito “Ranocchiate” come una serie di strisce dal gusto “slices of life”, come verrebbe definita oltreoceano. L’amicizia, il rapporto di coppia, la nostalgia degli anni passati. Quanto c’è della tua vita in “Ranocchiate” e quanto invece c’è di inventato?

<<Come detto prima, inizialmente sono stato profondamente colpito ed influenzato dai lavori di eriadan, che nel suo webcomic racconta(va) la sua vita in maniera onirica e trasognata. Anche io, inizialmente, decisi di intraprendere questa strada e raccontare quello che mi capitava attorno, in maniera romanzata e metaforica, ma pur sempre ispirandomi a quanto mi succedeva davvero. Con il tempo mi sono reso conto che forse la mia vita non era poi così interessante, o forse non ero io bravo come eriadan nel renderla appetibile a tutti, quindi ho piano piano abbandonato questa strada per un approccio più libero. Ovviamente la vita quotidiana è sempre presente, e il mio vissuto reale si intreccia a quello di Tod, ma non in maniera così stringente come prima.>>

• Passiamo adesso all’ “artiglieria pesante”, cosa è per te un Webcomic? Ranocchiate può essere definito tale?

<<La definizione di Webcomic è in effetti abbastanza variabile. Dal mio punto di vista, può definirsi webcomic qualunque fumetto nato e pensato per la sua prima pubblicazione sul web. Ovviamente questo da il via a tanti nuovi approcci che la carta non permette: formati particolari, tavole potenzialmente infinite, possibilità di inserire effetti audio/video nelle vignette, tavole interattive… certo, in questo modo il fumetto va a “contaminarsi” con altri media, e i confini si fanno più labili.
Detto questo, sì, credo che Ranocchiate sia a tutti gli effetti un Webcomic.>>

Ranocchiate
La Vignetta #551

L’intervista continuerà la prossima settimana nella seconda parte dell’articolo.

Gioacchino D’Antò

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