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Neonomicon: il terrore lovecraftiano secondo Moore

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Neonomicon

<<Dico che il sentimento più antico e più radicato nel genere umano è la paura.
E la paura più antica è quella dell’Ignoto>> [H. P. Lovecraft, “Saggio sull’orrore soprannaturale nella letteratura“]

Neonomicon e Providence: il cerchio si chiude

Quando la nostrana Panini annunciò l’arrivo nelle fumetterie italiane di “Providence“, i lettori italiani tirarono subito un sospiro di sollievo.

Questo perché l’ultima opera di Alan Moore, che chiuderà la trilogia lovecraftiana, sarà finalmente distribuita a Novembre in una testata nuova di zecca, che comprenderà i tre volumi di “Providence” (la famigerata Panini Comics 100% HD)

Insomma, la casa editrice modenese ha avuto fiuto ed è riuscita ad accaparrarsi i diritti di pubblicazione del terzo lavoro della coppia Moore/Burrows, dopo aver assistito al “tutto esaurito” dei primi due capitoli (“Il Cortile” e “Neonomicon“) editi invece dalla milanese BAO, che ne ha tratto una pregevole edizione cartonata con sovraccoperta diventata ormai poco reperibile.

Vicende editoriali a parte, a Novembre la trilogia del Lovecraft a fumetti avrà un capitolo conclusivo (che tra l’altro fungerà da prequel e sequel dei primi due episodi) e, da oltreoceano, giungono già delle inquietanti (e stuzzicanti) covers illustrate da Jacen Burrows.

Ma per quanto riguarda i primi due capitoli?

Neonomicon
Una delle variant cover di “Providence”, in uscita a Novembre in Italia

Tributi e rivisitazioni: l’horror da Lovecraft al fumetto

Sia chiaro: il Neonomicon si è da subito configurato come il lavoro più ermetico ed ostico del Bardo di Northampton, una lettura abbastanza elitaria e a senso unico, che da un lato ha sicuramente attirato l’attenzione per tutti i fanatici dei racconti di H. P. Lovecraft, ma dall’altro ha fatto storcere il naso a tutti coloro che si aspettavano effettivamente quella che al tempo fu (grossolanamente) definita come “Il Watchmen che incontra Lovecraft“.

Questo perchè, tra le righe, il Neonomicon può essere letto come un appassionato tributo di Moore alle opere del terrore cosmico del Solitario di Providence.

Egli stesso si è dichiarato un fervente studioso della produzione di Lovecraft e, in un’intervista concessa a Bleeding Cool nel Marzo scorso, ha addirittura dichiarato l’intenzione di voler rivalutare e riportare in auge con la trilogia i miti lovecraftani, rivisitandoli in chiave moderna ma preservandone l’essenza terrificante che ha da sempre contraddistinto i racconti.

In altre parole, si tratta di lavorare ad un’opera a fumetti di genere horror che possa trasmettere le medesime atmosfere angoscianti e orrifiche di uno scrittore la cui fama è maturata soltanto decenni dopo la morte. Tutt’ora Lovecraft viene considerato tra i maestri del genere horror e fantascientifico, il “Copernico della letteratura del terrore” secondo Fritz Leiber, altro esponente della letteratura a tinte nere.

La natura di tale affermazione trova significato nel fatto che Lovecraft rovescia il concetto di terrore, elevandolo ad una condizione cosmica e cosmogenica.

Il terrore viene quindi inteso come una immortale essenza che avvolge tutto l’universo, popolato da oscure e orripilanti divinità indifferenti nei confronti della vita organica ma che ne rappresentano al tempo stesso il tessuto cosmico.

Ma anche il terrore come condizione eterna dell’essere umano: colui che persegue la conoscenza e vuole scrutare oltre il consentito poserà inevitabilmente gli occhi sull’abisso, che lo condurrà alla pazzia.

Di tutti questi aspetti, che trascendono la mera narrativa e sconfinano nella metafisica e nella cosmologia, Moore riesce a trarre gli aspetti più malleabili per adattarli alla Nona Arte.

Neonomicon
Lo scrittore di Providence (1890 – 1937)

 

Dai racconti al fumetto

La storia del Neonomicon comincia con una città simile a tutte quelle ideate da Alan Moore: polverose ed oscure metropoli che nascondono innumerevoli segreti.

Tre detective indagano su una truculenta scia di omicidi che li porterà a conoscenza di un bizzarro personaggio dal nome di Johnny Carcosa (chiaro riferimento al Re Giallo di Robert W. Chambers, altro importante esponente della narrativa horror) ed un culto segreto ispirato ai miti lovecraftiani.

Quello che sembra essere un canonico thriller fatto di ricerche e serial killer è solo un pretesto per fornire a Moore uno dei temi da lui preferiti: il sovrannaturale e la magia, che si concretizzano in sequenze oniriche e caleidoscopiche, di difficile approccio ma di un estremo fascino, che solo la poetica del Magus di Northampton sa regalare.

Solo in seguito Neonomicon si tramuta repentinamente in un delirante e grottesco viaggio nell’orrore e nell’ignoto, tra creature abissali dagoniane e punk rockers che inneggiano ai culti di R’lyeh.

Ma soprattutto, tanto sesso esplicito e tanta violenza: non c’è da stupirsi se l’opera fu bandita da una biblioteca del South Carolina dopo aver turbato una quattordicente ignara del contenuto.

Alle matite, Jacen Burrows si destreggia con uno stile estemamente pulito, quasi asettico e realisticamente crudele. Ma a quanto pare, si trova perfettamente a suo agio anche nelle scene più dinamiche e sanguinolente. Non a caso ha lavorato alle illustrazioni di Crossed, altro fumetto hardcore e parecchio controverso, in cui non risparmia arti mozzati e violenze di natura sessuale.

Neonomicon
Una variant cover dell’opera, a cura di Jacen Burrows

Per concludere…

Il Neonomicon non è di certo un’opera di facile approccio, ma è la chiara dimostrazione che Alan Moore rimane uno dei più talentuosi autori di fumetti del nostro secolo.

Non sarà tra le letture preferite di chi magari ha apprezzato capolavori del genere supereroistico quali Watchmen e la run di Miracleman; il Neonomicon infatti potrebbe essere annoverato tra le produzioni più “adulte” e selettive del corpus di Moore, insieme alla violenza e al misticismo di “From Hell” e alla sessualità onirica e deviata di “Lost Girls

Pertanto, non ci resta che aspettare il capitolo conclusivo di questo tremendo e folle connubio dello Sciamano di Northampton e del Solitario di Providence per tirare le somme…

Intanto, il morto Cthulhu sogna e attende

 

Gioacchino D’Antò

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