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Misty Copeland: la rivoluzione black del balletto

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Misty Copeland
Misty Copeland
Misty Copeland

Una piccola bambina afroamericana con pochi soldi e poche speranze. Misty Copeland è nata a Kansas City, nel Missouri, ed è cresciuta in una famiglia talmente povera, che della sua infanzia ricorda le camere di Motel in cui dormiva insieme ai suoi  cinque fratelli e i suoi genitori continuamente in fuga dalla povertà.

La danza è arrivata nella sua vita solo 13 anni, un’età tarda per chiunque conosca la carriera di una ballerina. Ma Misty è stata una bambina precoce: dopo tre anni lavorava già sulle punte. E’ riuscita a portare avanti lo studio del balletto solo grazie alle borse di studio e a un’adozione, che l’allontanò per un periodo dalla sua condizione familiare. Subito dopo sono arrivate le prime esperienze lavorative e poi l’inevitabile fama mondiale. Oggi Misty Copeland è l’unica solista afroamericana dell’American Ballet Theatre, ed è stata considerata dal settimanale americano Time, una tra le persone più influenti al mondo.

La storia di Misty Copeland.

Misty Copeland
Misty Copeland

La sua storia è stata una continua lotta contro la povertà nonché una sfida continua contro i canoni estetici del balletto che spesso costringono le artiste afroamericane nelle retrovie. Ma Misty non ha mollato ed oggi ha il corpo scolpito da anni di allenamenti e sacrifici, un corpo che è riuscito ad imporsi dentro e fuori i teatri. Misty è così considerata l’autrice di una vera e propria rivoluzione nel mondo della danza classica. Non a caso il New York Times scrive: “ha infranto una barriera che durava da 75 anni, per la prima volta nella sua storia (di oltre 75 anni) l’American Ballet Theater, principale compagnia di danza classica di New York, ha scelto una ballerina afroamericana come prima ballerina”.

In un’intervista a Vogue la ballerina ha dichiarato:

Il colore della mia pelle non è stato discusso durante i miei anni di studio della danza, durante i quali non mi è stato presentato come un problema. Ma ero consapevole di essere una ragazza nera. Mia madre è sempre stata chiara nel nel dirmi che sono una ragazza nera e che come tale sarei stata considerata. Sono cresciuta con questa consapevolezza. Ma non pensavo al colore della mia pelle quando iniziai a danzare, non mi vedevo in alcun modo diversa dalle altre ragazze. E penso che ciò sia stato di grande aiuto all’inizio”.

Misty Copeland
Misty Copeland

Questa rivoluzione black del balletto, Misty Copeland l’ha raccontata nella sua autobiografia dal titolo Life In motion (Vita in movimento), che è la storia di chi riesce a cambiare un destino che sembra segnato. Non è l’unico libro della ballerina, ne ha anche firmato uno per bambini dal titolo Firebird, un vero e proprio inno a coltivare i propri sogni.

Credo che da bambina non ci fossero molti sogni in cui sperare – ha dichiarato a Vogue – non ricordo di aver avuto un grande sogno e di aver pensato che fosse possibile realizzarlo. Quando ho iniziato a frequentare le lezioni di danza non credo di aver realizzato che impegno mi stessi assumendo, semplicemente mi piaceva e prima di allora non avevo mai amato far nulla a tal punto quindi ho semplicemente detto di Sì. Da quel momento in poi non ho voluto più smettere: era una fuga dalla quotidianità e dai problemi di soldi. Solo quando ho visto la mia prima performance con l’American Ballet Theatre (ABT) ho davvero iniziato a sognare.

Il destino ha voluto che ad una ragazzina tredicenne di una città nell’entroterra del Sud della California venisse offerto l’ingresso ad una delle professioni più esclusive e costose, grazie al fatto d’essersi trovata in un campo da basket dove stava frequentando lezioni di danza gratuite.

Ho partecipato alle mie prime lezioni di danza presso il Boys and Girls Club, in un campo da basket – dichiara Misty al mensile – è lì che sono stata scoperta. La danza non è mai stata per me un hobby. Cynthia Bradley, la mia prima insegnante, ha chiarito sin da subito che si trattava della scelta di una professione e che, se decidevo di prendermi l’impegno, lei mi avrebbe insegnato e allenata per i successivi quattro anni, portandomi al livello necessario per diventare una professionista

Misty CopelandUna rivincita su tutti quelli che, in risposta al suo sogno di danzare uno dei ruoli principali del balletto ossia quello di Odette ne Il lago dei cigni, le hanno sempre ricordato che non solo le sue qualità fisiche non rispecchiavano quelle della protagonista, ma soprattutto che Odette è il cigno bianco. E lei quel cigno l’ha danzato, ed è stato il più recente successo di Misty, l’ultima produzione de The Washington Ballet la vede, infatti, protagonista nel ruolo di Odette ne Il lago dei cigni. “La gente è così abituata a un certo tipo di ballerina per determinati ruoli che è incredibile poter essere un cigno di colore” ha dichiarato Copeland in un’intervista alla BBC. Questo è, del resto, il sogno americano: Misty Copeland ieri ballava in un campo da basket, oggi è non solo una stella del balletto ma anche una richiestissima testimonial di moda. È infatti la testimonial della campagna virale di Under Armour“I will what I want” seguitissima sul web.

La storia di Misty ci insegna che in qualunque nazione tu sia nato, qualunque sia il colore della tua pelle, la sfida è sempre una, grande: superare i propri limiti ed arrivare dove sembra impossibile arrivare.

Suania Acampa

Sitografia

www.vogue.it

www.huffingtonpost.it

 

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