Home Musica del Novecento Storia della musica Pop Kate Bush: Tra genio e follia

Kate Bush: Tra genio e follia

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Kate Bush

Questa settimana parliamo di una cantante inglese che ha ottenuto un vastissimo successo pur non tradendo mai la qualità nelle proprie produzioni, ma reinventandosi, spesso ricorrendo a soluzioni stilistiche stravaganti ma comunque brillanti, ci riferiamo ovviamente a… Kate Bush!

Premessa

Kate Bush

Kate Bush nasce artisticamente nel 1975, quando produce un suo demo che arriva direttamente all’orecchio di David Gilmour dei Pink Floyd, il quale, impressionato, aiuta la ragazza a realizzare un demo dal suono più pulito e professionale da poter spedire alle varie case discografiche. La giovane cantante firma ben presto un contratto con la EMI presentando un sound vagamente Progressive, genere che stava spopolando in Inghilterra. Nonostante le attenzioni riservatele, la Bush è ancora troppo acerba per poter essere lanciata sul mercato e passano due anni prima che ella cominci a lavorare al suo primo album, dal quale verrà estratto un successo mondiale…

Kate Bush – “Wuthering Heights” (1978)

tratto dall’album di esordio di Kate Bush, The Kick Inside. Brano ispirato dall’omonimo romanzo di Emily Brontë, esso riprende molte situazioni del libro, narrate dal punto di vista della sfortunata protagonista Cathy. Il fantasma della tragica eroina torna dall’oltretomba per strappare l’anima del suo amato Heathcliff, ripercorrendo febbrilmente l’agonia dei suoi ultimi giorni, in preda a incubi e oscuri presentimenti. La Ballad Pop Rock assume dunque grande potere suggestivo, quasi mistico; e soprattutto nelle strofe, la voce della Bush acquista dei tratti lacrimosi che possono efficacemente evocare i lamenti di uno spirito tormentato. L’esibizione possiede una connotazione ancor più straordinaria se si tiene conto della giovane età della cantante. Il pezzo complessivamente convince sia pubblico che critica raggiungendo la posizione 1 in Inghilterra, Italia e Irlanda. Proprio nello Stivale diventerà inverosimilmente un tormentone estivo, aggiudicandosi la vittoria al Festivalbar.

Kate Bush – “Babooshka” (1980)

tratto dal terzo album della cantante, Never For Ever. Singolo Pop dalle reminiscenze barocche, rappresenta ironicamente la storia di una donna ormai non più giovane che, per testare la fedeltà del proprio marito, si finge un’avvenente donna russa di nome Babooshka. La grottesca vicenda, degna di un film di Almodovar, si sviluppa in un crescendo di morbosità da parte di entrambe le parti, che si scoprono complici di un gioco di seduzione e inganno, tornando a provare emozioni che credevano sepolte da tempo nella routine del matrimonio. Il ritmo cadenzato e concitato suggerisce un’idea di declamazione piuttosto che di esibizione musicale, contribuendo a evidenziare una deliberata ricerca di teatralità da parte della Bush. Il singolo raggiunge la top 5 in Inghilterra, Italia, Irlanda e Francia, confermando l’incredibile successo dell’artista.

Kate Bush – “Running Up That Hill” (1985)

Probabilmente è il pezzo più celebre della cantante inglese. Primo estratto dall’album Hounds Of Love, ha una struttura decisamente più classica rispetto agli altri brani sopra elencati. Una ballad in perfetto stile anni’80, molto emozionale e toccante, che indaga sui sentimenti di due amanti e su come, a causa delle incomprensioni, si possa arrivare ad odiare la persona che più si ama. Il patto che Kate vorrebbe proporre a Dio consiste nel poter restare accanto al proprio partner al di là di ogni ostacolo, cercando di condividere empaticamente ogni stato d’animo attraverso un continuo scambio di ruoli ed esperienze. Il singolo ottiene come al solito uno strepitoso riscontro in tutta Europa, raggiungendo la posizione n°3 in Inghilterra e riuscendo stranamente a imporsi persino negli Stati Uniti, dove però si ferma al trentesimo posto. Da segnalare una cover piuttosto celebre ad opera dei Placebo, datata 2003.

Conclusione

Kate Bush continuerà ad essere un nome di punta nel panorama del pop britannico fino alla prima metà degli anni ’90, quando deciderà di allontanarsi dalle scene. Tornerà alla ribalta solo nel 2005 e nel 2014 passerà inaspettatamente alla storia per essere la prima artista femminile a piazzare ben otto album in classifica contemporaneamente, segno che nonostante lo scorrere del tempo l’arte della Bush risulta indimenticata.

Anche per questa volta è tutto, alla prossima con Pop Gems!

Alfredo Gabriele Galassi

http://http://www.katebush.com/

http://http://www.officialcharts.com/chart-news/kate-bush-sets-new-official-chart-record-__7536/

http://http://www.progarchives.com/Progressive-rock.asp

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