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Digit Ratio, la chiromanzia del futuro

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digit ratio

L’evoluzione degli arti superiori, con la specializzazione della mano ha offerto enormi possibilità all’uomo, rivelandosi una delle caratteristiche chiave per spiegare la posizione di dominio che l’homo sapiens ha assunto nel corso della sua storia naturale.

Non sorprende quindi che la mano abbia da sempre suscitato grande interesse nell’uomo stesso, animale curioso e che tende per natura ad essere osservatore della realtà che lo circonda e lo riguarda.

Le indagini che l’uomo ha compiuto su stesso e sul suo corpo lo hanno portato a correlare alcuni particolari presenti nelle mani con tratti della personalità e del carattere, facendogli pensare di poter prevedere il futuro di un individuo attraverso l’ispezione del suo principale organo tattile.

Chiromanzia: prevedere il futuro osservando le mani

La chiromanzia è un’antica arte che consiste nel prevedere l’indole ed i tratti di un individuo mediante la semplice osservazione di particolari segni posti sul palmo della mano. Diversi autorevoli autori ,ne hanno parlato in periodi storici anche molto distanti, segno delle origini antiche del metodo, ma anche della continuità che esso ha avuto nel corso della storia.

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Agrippa

Tra i più antichi manoscritti a riguardo citiamo le opere di Aristotele e di Plinio, ma anche gli studi di Paracelso e Agrippa, risalenti al Rinascimento. Secondo quanto riportato, il Cielo, inteso come influsso divino ed astrologico, determinerebbe contemporaneamente sia il carattere degli uomini, sia le linee della mano.

Le dita, invece, “appartenevano” ognuna ad una diversa divinità, e quindi la lunghezza delle falangi permetteva di prevedere diversi aspetti e situazioni che il futuro avrebbe potuto riservare.

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Digit ratio: la “chiromanzia” scientifica

Gli scienziati moderni hanno invece osservato un’interessante correlazione esistente tra il rapporto in termini di lunghezza tra l’indice e l’anulare (rapporto 2D:4D, o digit ratio) e l’esposizione al testosterone durante lo stadio fetale.

Poiché il testosterone influisce sul carattere e lo sviluppo sessuale del soggetto, è stato ipotizzato che la digit ratio potrebbe permettere di prevedere alcuni aspetti legati al comportamento degli individui in età adulta.

Manning et al. hanno indagato, nel 2003, circa la connessione suddetta tra digit ratio e struttura del gene recettore degli androgeni (ormoni sessuali tipicamente maschili, ma importanti anche nelle donne).

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scatter plot che mostra la correlazione tra le variabili

In questo gene il numero di ripetizione CAG (una tripletta di nucleotidi, unità base del DNA, che ricorre in successione) in una specifica regione è correlato con la sensibilità al testosterone. Minore è il numero di ripetizioni della tripletta, maggiore è la sensibilità. Lo studio ha dimostrato che negli individui con recettori più sensibili il rapporto 2D:4D è inferiore ad 1 (indice più corto) e diventa più piccolo all’aumentare della sensibilità del soggetto.

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Tabella che raccoglie i dati della ricerca

Digit ratio ed effetti sul testosterone

Il testosterone appartiene alla categoria degli androgeni, gli ormoni sessuali maschili. Esso infatti prodotto principalmente da cellule specializzate presenti nei testicoli (cellule di Leydig), a partire dal colesterolo e sotto l’influsso dell’ormone luteinizzate, secreto dall’ipofisi e regolato dai ritmi circadiani, e quindi dalla quantità di luce, dal momento della giornata (la produzione è massima al mattino e durante le ore di sonno) e dalle fasi lunari.

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Il testosterone è un ormone di massima importanza. La sua azione clinica comincia già in età prenatale, portando allo sviluppo dei genitali esterni, e continua durante tutta la vita, delineando il comportamento, la maturazione dei caratteri sessuali primari e secondari, e determinando l’aggressività e la libido.

Gli studi sulla digit ratio hanno dimostrato la correlazione tra il rapporto 2D:4D e diversi aspetti legati alla produzione e alla sensibilità ormonale, e in special modo al testosterone.

Uomini con un indice più corto dell’anulare (digit ratio <1) secondo sono risultati, secondo alcuni sondaggi , sessualmente più appetibili, sia per caratteristiche fisiche (caratteri maggiormente androgeni) che comportamentali.

Un 2D:4D minore è stato anche collegato alle dimensioni del pene, sia da eretto che da flaccido (il testosterone determina, tra le altre cose, anche lo sviluppo dei genitali), alla simmetria facciale (tratto di grande importanza, perché segnale di salute genetica) ed ad una ridotta frequenza di cancro alla prostata.

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Anche attitudini come il successo nello sport e la creatività musicale sono prevedibili dall’osservazione del rapporto indice/anulare.

La digit ratio è un tratto studiato anche nelle donne, nelle quali pure è presente, sebbene in misura assai ridotta, il testosterone. In questo caso però, le considerazioni sono rovesciate: un rapporto 2D:4D >1 è collegato ad una maggiore femminilità, e soprattutto, alla fertilità. 

Possiamo quindi dire che forse i chiromanti non sbagliavano nell’intuizione di poter “prevedere il futuro” osservando le mani, e che la digit ratio in futuro potrà avere un ruolo importante anche nei test clinici.

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

Micheal C. Whitlock , Dolph Schluter – Analisi statistica dei dati biologici – Zanichelli

Sitografia

http://roberttrivers.com/Publications_files/Manning%20etal2014.pdf

http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/testosterone.html

http://www.livescience.com/49883-finger-length-in-men.html

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