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The Waste Land: l’attuale deserto di Eliot

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Ad ogni conflitto epocale segue un periodo di stoica accettazione; è così nelle grandi nazioni, è così nello spirito individuale. Se le dinamiche storiche hanno ingrigito il piacere del corpo, lo spontaneo cammino della giovinezza, quale elemento potrà essere trasformato in poesia? Thomas Stearns Eliot canta il declino del continente, una nuova Waste Land.

Waste Land
Bosch; Christ descent into Hell

Waste Land: struttura e contenuti

Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.

La Terra Desolata può essere intesa al pari di una grande silloge di volti, illusioni e caratteri. Siamo nel deserto del secolo, un campo arido sul quale è caduta la falce della Second World War. Oltre questo stato di alienazione, che ha legato ogni uomo e ogni donna, nella Weste Land, le pause e i versi appartengono ad una voce posta oltre i limiti del tempo, dello spazio. Abbiamo dunque il saggio passo di Tiresia, il profeta tebano, colui che sperimentò le pulsioni di ambo i sessi; segue poi il cavaliere del Santo Graal, con le sue radici spirituali.

L’opera è divisa in cinque parti: The Burial of the Dead, con la cardine opposizione tra sterilità e infertilità; A Game of Chess, che vede un nuovo scontro tra il presente squallore e il meraviglioso passato; The Fire Sermon, corona della triste alienazione; Death by Water, il naufragio dell’anima; What the Thunder Said, ultimo trionfo della religione.

Tema portante della Waste Land è dunque il contrasto tra la fertilità di un mitico passato e la sterilità della società moderna, una sterilità quasi metafisica, applicabile al divino, all’anima, al mondo. Il poema riflette le conseguenze disastrose degli eventi del XX secolo, aculei capaci di minare il repertorio culturale e la coscienza umana.

The Fire Sermon

Io Tiresia, benché cieco, pulsando fra due vite,

Vecchio con avvizzite mammelle di donna, posso vedere

Nell’ora violetta, nell’ora della sera che contende

Il ritorno, e il navigante dal mare riconduce al porto,

La dattilografa a casa all’ora dei tè, mentre sparecchia la colazione, accende

La stufa, mette a posto barattoli di cibo conservato.

Waste Land

Questo frammento del Fire Sermon preludia al tragico, ma attuale epilogo della scena. Il nudo fianco della dattilografa  sarà cinto da un giovane, il quale caricherà l’amplesso di tali pulsioni da ardere la bellezza di un istinto. Siamo in un inferno quasi dantesco, quel Dante tanto amato da Eliot e che pare giocato in un corpo e in un appartamento.

 La sua vanità non pretende che vi sia un’intesa, ritiene

L’indifferenza gradita accettazione.

(E io Tiresia ho presofferto tutto

Ciò che si compie su questo stesso divano o questo letto;

lo che sedei presso Tebe sotto le mura

E camminai fra i morti che più stanno in basso.)

Appagato il desiderio, la donna si alza e cammina sul piacere con il passo della rassegnazione. La speranza di udire il cosmo oltre il ventre, deve essere abbandonata sulle scale e nel disordine di una metropoli, senza volto, cadavere tra i cadaveri.

 Juxtaposition e Objective Correlative

Peculiarità di Eliot sono due tecniche poetiche degne di nota: Juxtaposition e Objective Correlative. Il primo viene usato dal poeta per alternare elementi prosaici ad altri sublimi. Espediente tratto dal simbolismo francese di Laforgue e Rimbaud, ne abbiamo prova anche solo nello scontro linguistico fra Tiresia e l’impiegata. L’interna composizione è lambita da un mistico velo che cade piano sulle assenza del reale.

Per quanto riguarda l’objective correlative, quest’ultimo va inteso come un nuovo modo di interpretazione. Una serie di eventi, oggetti sono in grado di spiegare un’emozione. L’oggettivo correlativo diffonde, inoltre, i filosofici intenti dell’io, quello poetico e quello fittizio. Una sola scena è in grado di riassumere il bieco venire di una Morte costante.

Deserto e universo: la concezione poetica

La base della produzione poetica di Eliot è una precisa concezione del tempo. Il continuo uso di citazioni e rimandi esplica l’eterno ritorno della storia ai suoi abusi. Se è vero questo, è anche vero che, allo stesso modo, la grande poesia non va più relegata al suo periodo, alla sua corrente. Una poesia universale, un insieme di concetti vivi nel cuore di ogni uomo, si ritrova anche nell’epitaffio del poeta:

In my beginning is my end, in my end is my beginning

Waste Land

 

 Silvia Tortiglione

 

Fonti:

T.S. Eliot; The Waste Land, III ed.; Mursia 1993

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