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Man Ray, il creatore della fotografia surrealista

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Man Ray

Man Ray nacque a Filadelfia, con il il nome di  Emmanuel Rudzitsky, il 27 Agosto 1890. Ultimata la scuola superiore, rifiutò una borsa di studio in architettura per dedicarsi unicamente all’arte. Fece l’acquisto della sua macchina fotografica nel 1914, per fotografare le sue opere. L’anno successivo, a Ridgefield, nel New Jersey, verrà presentato a Marcel Duchamp, suo futuro grande amico.

Man Ray e il periodo parigino (1921-1940)

Le violon d'Ingres

 

Il periodo che Man Ray trascorse a Parigi si dimostrò forse il più fervido dal punto di vista della sua produzione. Fu lì infatti che si sviluppò l’originalità della sua Arte. Parigi era allora il fulcro del movimento artistico internazionale del Dadaismo. E Man Ray vide Parigi come la sua terra promessa. Egli tendeva a quel tempo verso uno sviluppo bidimensionale della sua pittura, forse a causa della fotografia. Sia Man Ray che Marcel Duchamp scoprirono nella fotografia uno strumento ideale per la creazione artistica.

Perchè? Essa contemperava la loro esigenza di ottica della precisione. Entrambi credevano che per un artista è l’espressione di un’idea ad avere la massima importanza. Il 22 Luglio 1921, Duchamp presentò Man Ray all’intero gruppo dadaista formato da André Breton, Jacques Rigaut, Louis Argon, Paul Eluard e sua moglie Gala, Théodore Fraenkel e Philippe Soupault.

Man Ray divenne ben presto il braccio destro di Breton il quale si servì di lui inviandolo presso gli studi degli artisti a fotografare le loro opere e gli artisti stessi. In seguito Man Ray ebbe modo di conoscere il sarto Paul Poiret e nel 1924 iniziò a lavorare regolarmente per Vogue. Contemporaneamente accrebbe il suo successo pubblicando opere più personali per Littérature, Les Feuilles Libres, The Little Review e last but not the least Vanity Fair.

La Rayografia

Rayografia

 

Ciò che indubbiamente però ha reso celebre l’artista è stata la scoperta della rayografia sul finire del 1921 o all’inizio del 1922. Man Ray fu il genio della manipolazione fotografica, produsse effetti quali la doppia esposizione e la solarizzazione e in controtendenza con gli altri fotografi, egli utilizzò la fotografia come uno strumento privo di adulterazioni. Realizzò le sue opere ritagliando, ritoccando, capovolgendo e invertendo le foto e perfino realizzando foto senza la macchina fotografica. In sintesi creò la fotografia surrealista.

Ma cos’è la rayografia?

E’ il procedimento in cui gli oggetti sono appoggiati direttamente su carta fotosensibile e in seguito esposti alla luce per pochi secondi. Sviluppando poi la carta con la procedura standard si ha un’immagine in cui il bianco e nero sono invertiti. Come lo stesso artista ebbe modo di spiegare, egli stava “cercando di fare con la fotografia quello che facevano i pittori, ma usando la luce e i prodotti chimici invece dei colori, e senza il supporto ottico della macchina fotografica“. Fu proprio la rayografia a dimostrare che la fotografia era qualcosa di creativo, capace di esprimere attraverso le immagini l’inventiva dell’artista.

 

Sara Giustino

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