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Perché Breaking Bad non avrà una sesta stagione

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Che sia una storia vecchia, che risale addirittura all’agosto 2014, ancora non tutti ne sono al corrente. Che una sesta stagione di Breaking Bad avrebbe fatto gola a molti, questo è poco ma sicuro. Che il ritorno di un evergreen della serialità moderna, come sua maestà Walter White, avrebbe rimesso col sedere sul divano tutti i nostalgici, su questo non ci piove (pare proprio, infatti, che secondo le dichiarazioni del creatore della serie Vince Gilligan al The National Report, WW sarebbe riapparso vivo e vegeto).

Che, però, la notizia di una sesta stagione di Breaking Bad sia una bufala bella e buona, è ancora più assodato. Contenti i creduloni perché, nonostante le dichiarazioni siano venute per bocca dei creatori della serie (nonché dello spin-off Better Call Saul), in pochi sanno davvero cosa sia il National Report.

National Report is a website which posts fictional articles related to world events. It is described by Snopes.com as a fake news site, by FactCheck.org as a satirical site and by Caitlin Dewey of the Washington Post as part of a fake-news industry, making profits from “duping gullible Internet users with deceptively newsy headlines.

Il National Report è un sito web che, per mestiere, sforna fake in quantità industriale. Il fake in questione, ad ogni modo, risale al 2014, quando il sito – un po’ alla Lercio – tirò fuori dal cappello lo scoop dell’anno sulle serie tv, dove Vince Gilligan spiegava di aver in mente, e che fosse in dirittura d’arrivo, la sesta stagione di Breaking Bad: “Bryan mi ha chiamato qualche mese fa e mi ha detto che aveva fatto un incredibile sogno in cui Walt si svegliava in ospedale circondato dalla Dea e finiva per evadere di prigione e scoprire che aveva dei fan. E’ una storia sulla redenzione, ha una premessa dark. Non posso dare altri dettagli, ma diciamo che Walt ha degli affari in sospeso da portare a termine, e sono sicuro che non ha a che fare con l’insegnamento della scienza a scuola”.

Breaking Bad
Anche l’agenzia ANSA cadde nel tranello nell’agosto 2014, pubblicando la notizia sul suo sito ufficiale e poi ritirandola non appena scoperta la bufala.

Breaking Bad, sesta o settima stagione? Nessuna delle due…

Svelato l’arcano, dunque, perché la notizia è senz’altro un fake. E non è tutto: negli ultimi giorni, infatti, sono di nuovo aumentati i fan creduloni e la notizia ha ripreso piede su Facebook e su alcuni spazi web, con chi ha riesumato vecchi articoli di blog – spacciandoli per attuali – in cui Aaron Paul (Jesse Pinkman) parlava addirittura di una settima stagione.

Tutto meno che una voce affidabile, quella di Paul che, nel tentativo di fare uno scherzo all’audience dell’HuffPostLive, ci ha rimesso gran parte della sua credibilità. L’ultima season di Breaking Bad, infatti, fu realizzata in due blocchi separati da 8 episodi ciascuno; facile, dunque, che l’attore abbia confuso l’epilogo della 5×16 con una fantomatica 6×08 e che, parlando di una settima stagione, si riferisse in realtà a quella che per noi sarebbe una sesta.

Perché Breaking Bad non può continuare?

Ebbene, Breaking Bad non continua. E non potrebbe essere altrimenti: Breaking Bad non può continuare, e se lo facesse staremmo parlando sì di cifre esorbitanti, di incassi e di ascolti da capogiro, senza la certezza, però, di un prodotto che sia davvero all’altezza.

Oltrepassare l’epilogo della quinta stagione, d’altronde, è di per sé un’impresa ardua e complessa, che significherebbe deglutire tutto d’un colpo lo spavento e la perdizione che si è provati nelle ultime scene e ammettere di nuovo Walter White fra i vivi.

Insomma, non esiste Breaking Bad senza il suo protagonista assoluto. E farlo rientrare in una nuova stagione, visti i precedenti e quella splendida “My baby blue” che tanto ci ha fatto osannare – anche da morente – un personaggio dallo spessore unico, sarebbe una palese speculazione.

Certo, non sarebbe difficile reinventarsi una trama, dal momento che – come poche – Breaking Bad ha saputo far interessare i suoi fan a ogni singolo personaggio, da Jesse Pinkman al più lascivo Mike Ehrmantraut.

Le ipotesi sono parecchie e ben quotate, e non diffideremmo – anzi – se mai si dovesse davvero decidere per un continuo della serie. Al momento, comunque, ci piace riassaporare la pienezza e l’impatto emotivo di un finale da cui non ci si poteva aspettare di meglio, e magari rivisitarlo nostalgicamente attraverso uno, due e anche tre spin-off, che siano su Saul Goodman o chissà. È solo un’idea.

Fonte immagine in evidenza: androidiani.com

Nicola Puca

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