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Sugarcubes: This wasn’t supposed to happen

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Sugarcubes

In questa puntata di Pop Gems ci occuperemo di una band islandese che si è imposta sulla scena musicale underground negli anni ’80, ottenendo notevoli e significativi riscontri in Inghilterra e persino nei ben più tradizionalisti Stati Uniti. Questa band avrà inoltre il merito di lanciare la carriera di una delle icone alternative più famose degli anni ’90: Björk. Stiamo parlando degli Sugarcubes!

Premessa

Sugarcubes

Gli Sugarcubes nascono in Islanda nel 1986 dalle ceneri del gruppo Post-Punk sperimentale KUKL. Da un genere di nicchia virano verso atmosfere più popular, pur conservando la propensione a una certa ricercatezza nei suoni e traendo ispirazione da Talking Heads e B52’s, band in bilico tra New Wave e Post-Punk.  Il successo non tarda ad arrivare e nel 1987 firmano con l’etichetta indipendente britannica One Little Indian e arrivano a pubblicare il loro primo singolo…

Sugarcubes – Birthday (1987)

Versione inglese di un singolo precedentemente pubblicato in islandese, Birthday  è un pezzo fortemente evocativo, quasi mistico. Sospeso tra sogno e realtà, mette in scena l’ingenua spensieratezza dell’infanzia e l’inevitabile e traumatico passaggio a un’età smaliziata. Il testo è oscuro e prevalentemente allusivo ma, volendogli attribuire una narrazione logica, tratta della particolare amicizia che unisce una bambina di cinque anni a una figura maschile adulta non meglio chiarificata. Il singolare rapporto, descritto nelle strofe,  perde man mano i caratteri dell’innocenza per assumerne di tragicamente grotteschi: attraverso una serie di metafore poco esaustive viene descritto un atto di violenza sessuale ai danni della bambina, consumato in una vasca da bagno il giorno del suo compleanno (da qui il titolo). A sottolineare l’efferatezza del gesto sono i vocalizzi lancinanti di Björk nell’inciso, che esprimono al contempo dolore e rabbia e che contrastano nettamente con l’infantile dolcezza e armonia presenti nelle strofe. Altro particolare degno di nota: non viene espresso alcun giudizio morale sugli eventi raccontati; Björk si limita ad assumere il punto di vista della bambina protagonista, addolorato e confuso, ma non inquisitorio. Il singolo, proprio per il suo carattere controverso e affascinante, esercita un fascino immediato sul mercato inglese, e col suo successo trascina l’album che lo include, Life’s Too Good fino alla posizione numero 14 della UK Album Chart.

Sugarcubes – Hit (1991)

Dopo l’uscita di un secondo, debole album, gli Sugarcubes tornano con Stick Around For Joy che viene anticipato dal lancio del singolo dal provvidenziale titolo Hit. Il pezzo si avvicina decisamente di più ai canoni funk-pop dei primi anni ’90 con delle piacevoli reminiscenze degli anni ’80 e un breve intermezzo rap. Lo stile è più o meno ispirato – lo si evince anche dal caratteristico videoclip – ai lavori più gioiosi dei Cure. Anche il tema trattato, quello dell’innamoramento inaspettato, strizza indulgentemente l’occhio a un pubblico meno elitario, guadagnando ampi consensi: il singolo spalanca alla band le porte della Uk Top 40 Singles Chart piazzandosi al numero 17, oltre le più rosee aspettative. Purtroppo il successo non verrà replicato, e gli Sugarcubes si scioglieranno nel 1992, spianando la strada a uno dei debutti più eclatanti nella storia della musica recente… Se volete saperne di più leggete qui.

Per questa settimana è tutto, alla prossima puntata per provare un’incompleta compassione

Alfredo Gabriele Galassi 

http://www.allmusic.com/artist/the-sugarcubes-mn0000919525

http://bjork.com/

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Sugarcubes

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