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Panza di Biumo: una collezione tra arte e natura

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Villa Panza di Biumo
veduta della villa al tramonto
Giuseppe Panza di Biumo
Giuseppe Panza di Biumo nel 1989 insieme ad una scultura lignea Arte dei Lobi, Burkina Faso
Giuseppe Panza di Biumo (Milano 1923-2010) esponente dell’alta borghesia milanese, risponde all’etichetta del collezionista ossessivo e geloso, legato all’arte da un’attrazione quasi patologica.
Phil Sims
Veduta d’insieme dell’Ingresso con opere di Phil Sims

Una passione che nutre sin da giovane ma che si concretizza in acquisizioni materiali di opere d’arte intorno alla metà degli anni Cinquanta. Sarà un viaggio in America a determinare però il suo raggio d’interesse e di conseguenza anche il volto della sua collezione; così egli spiega infatti la sua scelta: “La ragione del mio interesse per l’arte americana ha origine dalla conoscenza del continente americano […] un paese nuovo, aperto all’avvenire, che affronta un diverso modo di vivere allentando i legami con il passato e con la cultura europea”.

Se l’Informale è il suo punto di partenza, con opere di Fautrier, Kline e Tàpies, da qui passa a Rothko e Rauschenberg, e poi in linea con i tempi quando nei primi anni Sessanta, acquista opere della pop art, Oldenburg, Rosenquist, Lichtenstein e Segal, che tuttavia segnano soltanto una breve tappa del percorso, e diametralmente opposta alla successiva  e più corposa raccolta di opere  di Judd, Serra, Morris, Flavin, Kosuth, Lewitt, Turrell, Long, Kawara, etc, nomi che rappresentano le tendenze dell’arte minimalista, concettuale e ambientale, che si conclude negli anni Ottanta e Novanta, alla scoperta di un gruppo di artisti monocromi come Sims, Simpson, Fredenthal e quasi unico italiano Ettore Spalletti.

Collezione Panza di Biumo
Veduta d’insieme della Sala Spalletti

‘’le caratteristiche che più mi colpivano della villa erano la luce, l’orizzonte visibile in tutte le direzioni. Era un grande spazio verde, sospeso tra cielo e terra.  L’idea di poter vivere in quell’ambiente mi rendeva felice. Così è stato fino ad oggi e così sarà per coloro che verranno dopo di me.

La Villa alla quale si riferiscono le parole di Giuseppe Panza, è la Villa Menafoglio Litta Panza, situata nel cuore di Varese, affacciata sulla città e il colle di Biumo Superiore, edificata in origine come ‘’villa di delizie’’ nella seconda metà del XVIII secolo. Notevole complesso a tre piani, immerso nel verde e acquistato nel 1935 da Ernesto Panza di Biumo, industriale milanese nonché padre di Giuseppe Panza, quest’ultimo decide di farla da dimora esclusiva per la sua celebrata collezione d’arte contemporanea.

James Turrell
James Turrell, Sky Space I, 1974

In un necessario connubio tra arte e architettura, scaturito dalla formazione di opere site-specific (create appositamente per interagire con la spazio espositivo) l’ala dei “Rustici” agli inizi degli anni Settanta viene riformulata in base alle esigenze degli artisti californiani Turrell e Irwin, a cui questa parte della dimora è dedicata, oltre che al minimalista newyorkese Flavin, di cui è conservata la più grande concentrazione di opere perennemente esposte. Ecco allora che l’architettura viene negata, sottratta di muri o tetti, spazi neutri, aperture sul cielo e la natura circostante, per un dialogo tra esterno e interno, visibile e invisibile, per creare nuove situazioni percettive visive e ottiche. L’altra grande parte della collezione si svolge nell’ala padronale, i cui ambienti sono contraddistinti da un equilibrato accordo tra opere d’arte, soprattutto grandi monocromi e statuette d’arte primaria (Africana e Precolombiana) insieme con arredi del XV-XIX secolo, espressioni artistiche cronologicamente distanti tra loro.

Robert Irwin
Robert Irwin, Portal Room, 1973
Dan Flavin
Corridoio del primo piano dell’ala dei Rustici con luci laterali provenienti da opere di Dan Flavin

L’atmosfera che si respira percorrendo gli spazi interni della Villa o gli ordinati giardini circostanti è quella silenziosa che trascina e sollecita uno stato di concentrazione e di meditazione interiore, dove è proprio l’arte che spinge ad ascoltare in profondità noi stessi e le nostre percezioni; ed è  proprio grazie alla donazione di Giuseppe Panza compiuta nel 1996 al FAI (Fondo Ambiente Italiano) della Villa e parte della Collezione Panza di Biumo se oggi è possibile provarne l’esperienza. Altre opere sono state invece cedute nel tempo ad alcuni prestigiosi musei americani come il MOCA (Museo d’arte contemporanea di Los Angeles) e il Guggenheim  Museum di New York.

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, che si terranno il 21 e il 22 marzo 2015, anche la Villa e la Collezione Panza di Biumo saranno interessate da eventi e visite speciali, accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni di due istituti di Varese, la partecipazione ad un party in fluo (il cui dress code sarà rigorosamente bianco), la possibilità della visita nello spettacolare Ganzfeld di Turrell, ed inoltre la mostra fotografica del regista tedesco Wim Wenders intitolata “America”, in mostra fino al 29 marzo.

Per ulteriori informazioni si rimanda ai siti:

http://www.fondoambiente.it/eventi/Index.aspx?q=giornate-fai-di-primavera-2015-villa-e-collezione-panza

http://www.wimwendersvillapanza.it/

http://www.fondoambiente.it/Cosa-facciamo/Index.aspx?q=-villa-e-collezione-panza-bene-fai

 

Marina Borrelli

 

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