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Il cane, specchio di una grande storia.

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E se fosse di più di un semplice cane?

Quanti di voi, durante la routine di tutti i giorni, accarezzando il proprio cane, dal tascabile chihuhaua messicano all’immenso alano danese , sanno che in quel corpo così pieno di fiducia e devozione nei vostri confronti si cela l’animo di un antico discendente che non ha fatto che sfruttare la relazione con l’uomo per procurarsi un pasto?

Ovviamente, se ponessimo la riflessione sul rapporto uomo-cane in questi termini, il senso della celeberrima frase “il cane è il migliore amico dell’uomo” andrebbe in frantumi, ma grazie a reperti fossili di tutte le epoche, testi e testimonianze, ai giorni d’oggi l’addomesticamento del cane risulta un processo ben chiaro ed definito. Osserviamo in primis come sia totalmente errata la dizione, tipica di chi di cinofilia se ne intende poco, “il cane discende dal lupo”.

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Pitture rupestri rappresentanti le prime interazioni di caccia

Tale affermazione sarebbe corretta se fosse esistita una speciazione istantanea (processo per il quale una specie si crea a causa di modificazioni ambientali o similia) per cui da canis lupus, figura che nell’immaginario collettivo si identifica con il male, l’eterno nemico di Cappuccetto Rosso nell’omonima favola, si fosse giunti al canis lupus familiaris, l’attuale compagno di giochi di bambini e di famiglie intere.

Tale processo risulta errato perché coloro che sono effettivamente i progenitori dei nostri compagni di vita non sono altro che lupi con bassa territorialità, bassa aggressività e con una maggiore docilità che ha permesso loro, in relazione anche ad una bassa soglia di fuga (dove per soglia di fuga s’intenda la distanza esistente per l’animale che gli permetterebbe di fuggire da un eventuale pericolo), di avvicinarsi alle primitive comunità umane senza ritenerle un reale pericolo.

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Prime forme di insediamento e convivenza uomo-cane

Tali progenitori dei cani, che potremmo definire “pseudocani”, hanno iniziato a seguire le carovane dei nostri antenati nei loro spostamenti in cerca di prede, nel periodo in cui l’uomo era ancora una animale nomade e predatore. Gli attuali studi molecolari sul DNA di alcune razze canine hanno mostrato come questo processo simbiontico uomo-cane si sia sviluppato in Asia orientale, in particolare in Cina, dal momento che molte delle razze selezionate mantengono una percentuale di DNA riconducibili ad alcune razze orientali.

Modificazioni fisiche e comportamentali  dovute all’addomesticamento

Appurato che il lupo dunque sia diventato un simbionte dell’uomo, aiutandolo nello scovare le prede e infine dividendole con lui, il punto cruciale per cui ancora oggi si dibatte è come sia possibile che dal lupo, tozza creatura dei boschi, atta alla corsa e alla caccia, si sia giunti a razze quali levrieri, barboncini o addirittura razze brachicefale.

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Levriero selezionato per la corsa

Si è parlato a lungo di selezione da parte dell’uomo dei caratteri che potevano essere utili a seconda di diversi scopi (ad es. mascelle grosse per i cani da guardia, oppure orecchie che possano spostare l’aria incanalandola nelle narici come nei beagle da caccia), ma un evento del tutto casuale avvenuto negli anni ‘50 ha potuto in parte svelare il mistero.

In Russia, per sopperire al grande gelo di quelle terre, si allevavano volpi (canidi appartenenti al genere Vulpes) per poterne sfruttare il pellame. Proprio in un allevamento di volpi da pelliccia si ebbero dei risultati che dimostravano la selezione dei caratteri fisici del cane in relazione alla docilità. Difatti, lo scienziato russo Dmitri K. Belyaev, osservando che alcune volpi erano più socievoli e avevano una soglia di fuga più bassa rispetto ad altre, decise di allevarle.

Belayeav
Belayeav e le sue volpi addomesticate

Nel giro di poche generazioni ciò che cambiò non fu solo il carattere delle volpi, divenute ormai docili, ma anche i caratteri fisici: ad esempio la pigmentazione del pelo cambiò da nero e bianco, divenendo, in alcuni casi, a macchie; crebbero le dimensioni fisiche; le orecchie da ben dritte divennero cadenti; si presentò, infine, un carattere che mancava in lupi e volpi, ovvero l’abbaiare.

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Volpe con caratteri fisici “addomesticati” quali orecchie pendenti e colori diversi

Così venne dimostrato che la selezione dei caratteri fisici dei nostri canidi domestici è correlata alla loro docilità nei nostri confronti, e fu ipotizzato che lo stesso processo fosse avvenuto anche per il lupo a contatto con gli uomini della Preistoria.

Allora, prima di poggiare la mano sulla testa del vostro migliore amico a quattro zampe, ricordatevi che in lui risiede l’anima di un grande predatore che ci ha concesso la sua compagnia, e che come tale va rispettato.

Stefano Capodanno

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