Home Arte Contemporanea Arte del XXI secolo Ultravisione, i Voyageurs di Bruno Catalano

Ultravisione, i Voyageurs di Bruno Catalano

2017

Figure impressionanti, bronzi di grandezza naturale fluttuanti nell’ambiente circostante, sono i Voyageurs  di Bruno Catalano. Viaggiatori impertinenti, dotati di un proprio bagaglio a mano ma privati della loro fisicità, quasi come se un ordigno gli fosse scoppiato dinanzi e la deflagrazione ne avesse provocato lo smantellamento delle membra. Disposti spesso in angoli di piazze o su percorsi accidentati essi rappresentano la figura dell’emigrante, colui che abbandona le sue origini per cercare la “Terra promessa“.

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In un certo senso è il percorso che ha caratterizzato la vita di Bruno Catalano, artista francese originario di Marsiglia, che dopo molti anni passati a solcare i mari a bordo di navi a 30 anni sceglie di dare sfogo al suo estro di scultore. Ciascuna scultura si caratterizza per una defezione fisica, una mancanza irrimediabile che non si può colmare ma che crea un corridoio visivo verso lo sfondo retrostante che l’osservatore è costretto a scrutare.

Il viaggio di colui che scappa per necessità o per dovere è l’oggetto della sua narrazione scultorea. Un viaggio del quale non si conosce la meta, non si conosce nè il quando nè il perchè, quello che è certo è il sentimento di sofferenza che accomuna i migranti. La tensione dei corpi è palpabile pur essendo questi quasi privi di un sostegno concreto, un sostegno che colmi il vuoto materiale della propria fisicità.

L’ equilibrio è l’elemento base, ciò che permette ad ogni figura di camminare, di intraprendere il suo percorso che lo condurrà alla sua sconosciuta meta, lontana da tutto ciò che gli è più caro. Le opere in un certo senso sembrano anche sfidare l’osservatore, costui osservando da varie angolazioni è portato ad avere una visione totale della scultura integrando le parti mancanti con i simboli dello sfondo retrostante. I pezzi mancanti di ogni corpo sono proprio gli organi che danno la vita, sottolineando il paradosso dell’esistenza di questi personaggi essendo privi dei loro ingranaggi vitali.

bruno catalano 3[4]Una caratteristica di queste opere è il materiale utilizzato, il bronzo un materiale che rende anonima la cromia dell’opera. Questo è un risultato voluto dallo stesso artista, i personaggi non hanno un colore preciso della pelle, degli occhi o dei capelli e questo permette a tutti gli uomini di ogni razza o etnia di identificarsi in queste figure e divenire loro compagni di viaggio.

Bruno Catalano nasce nel sud della Francia nel 1960, ha vissuto in Marocco
 fino all’età adolescenziale e poi ha intrapreso il suo percorso da marinaio. Oggi vive a Marsiglia da più di un decennio e nel suo studio si è dotato di un’assistente particolare, la figlia Emilie.

Vincenzo Morrone

http://brunocatalano.com/

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