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I fratelli Grimm: molto più che semplici fiabe

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Tra i principali esponenti del tardo romanticismo tedesco (Spätromantik o Jüngere Romantik), Jacob e Wilhelm Grimm hanno contribuito a fondare con approfonditi studi e fitte ricerche il thesaurus canonico della lingua tedesca e a formare con le loro fiabe un’identità nazionale, presupposto fondamentale per l’unificazione culturale e politica della Germania.

La passione per la letteratura e la filologia

Destinati a intraprendere gli studi giuridici, i due fratelli sviluppano, durante gli anni universitari a Marburgo, un forte interesse nei confronti della letteratura e della filologia germanica, passione che li porterà a insegnare presso l’università di Gottinga. Purtroppo, la loro permanenza nel piccolo centro sassone sarà breve: a causa di un’accesa protesta per la politica anticostituzionale del duca Ernest August I dello stato di Hannover, i Grimm vengono allontanati insieme ad altri cinque professori (per tale motivo, questo gruppo è ricordato ancora oggi con il nome de “I sette di Gottinga”). Soltanto dopo il licenziamento e il trasferimento a Berlino, i due fratelli cominceranno a lavorare alla loro opera più grandiosa: il Deutsches Wörterbuch.

Deutsches Wörterbuch: origine e sviluppo del tedesco

Il Dizionario della lingua tedesca è indubbiamente il lavoro più completo ed esaustivo sulla storia della lingua tedesca e l’impresa più importante dopo la traduzione di Lutero della Bibbia. I 33 volumi, composti tra il 1854 e il 1970 grazie al contributo di numerosi studiosi germanofoni, costituiscono un’opera per tutto il popolo con il fine di chiarire il funzionamento del Wortschatz tedesco: attraverso esempi testuali vengono presentati i diversi termini in uso a partire da Lutero fino a Goethe. Inoltre, i due fratelli Grimm sono consapevoli del fatto che il loro lavoro di ricerca linguistica possa essere utile per incoraggiare l’unificazione culturale e la rivendicazione di uno Stato nazionale tedesco unito e liberale.

Gli altri lavori dei fratelli Grimm

Grimm
Cappuccetto rosso

In realtà,  il campo prettamente filologico è solo uno dei tanti ambiti in cui si esprime l’ininterrotta fatica dei due studiosi, ai quali si devono gli oramai classici Kinder- und Hausmärchen (Fiabe per i bambini e per le famiglie, 1812-1814). Inoltre, Jacob concepì, in quattro poderosi volumi, una grammatica comparata di tutte le lingue germaniche nelle loro prime fasi (Deutsche Grammatik, 1819-1837), una Deutsche Mythologie (Mitologia germanica, 1835) e una storia del diritto tedesco (Deutsche Rechtsaltertümer, 1828), mentre Wilhelm approfondì lo studio delle leggende del passato con le Deutsche Heldensagen (Leggende eroiche germaniche, 1889).

Le fiabe: tradizione oppure invenzione?

Con i famosi Kinder- und Hausmärchen il tardo romanticismo tedesco raggiunge la sua massima aspirazione, ossia conquistare indistintamente tutto il popolo. Infatti, le fiabe dei Grimm divennero subito e continuano ancora oggi a essere un “libro di famiglia“; inoltre, sono, dopo la Bibbia, il libro più letto in Germania. Dietro al modello ideale dei Grimm vi è la sincera e a tratti ricercata ingenuità dei favoleggiatori romantici (tra i quali ricordiamo Achim von Arnim), il simbolismo di Novalis e anche la raffinata prosa del Meister goethiano.

Le intenzioni dei Grimm

Grimm
I fratelli Grimm a lavoro.

L’intento dei Grimm, all’epoca bibliotecari a Kassel, era quello di scrivere non solo un libro educativo per i bambini e per le famiglie, ma anche un testo fedele alla tradizione popolare. I due fratelli si proponevano quindi la più scrupolosa fedeltà affinché nulla del tesoro folcloristico tedesco andasse perduto. Inoltre, compresero la necessità di “purificare” i testi dialettali, trascrivendoli in un tedesco chiaro e vivo.

Durante la stesura, Jacob e Wilhelm difesero sempre l’autenticità della loro raccolta e la genuinità della poesia orale (Naturpoesie), registrata dalla viva voce del popolo senza alcuna interferenza (da qui la distinzione dalle Kunstmärchen, ossia quelle fiabe frutto di un unico autore). Ma già le edizioni successive smentiscono sia l’ipotesi dell’origine tedesca delle fiabe, in gran parte attinte al repertorio francese di Charles Perrault, sia la presunta estrazione popolare delle anonime voci narranti, da attribuire piuttosto al ceto medio svizzero e francese.

Pia C. Lombardi

Bibliografia

M. Freschi, Storia della civiltà letteraria tedesca: Dalle origini all’età classico-romantica, Torino, UTET, 1998.

U. Kindl, Storia della letteratura tedesca: Dal Settecento alla prima guerra mondiale, Milano, Laterza, 2008.

L. Mittner, Storia della letteratura tedesca: II. Dal pietismo al romanticismo (1700-1820), Torino, Piccola Biblioteca Einaudi, 1971.

 

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