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Ordoviciano-Siluriano: la prima grande estinzione

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Durante i cinque eventi fondamentali che sono riconosciuti come “estinzioni di massa”, la vita sulla Terra ha corso il rischio di scomparire del tutto. I fenomeni conosciuti come “big five“, il primo dei quali di verifico durante l’Ordoviciano, rappresentano momenti drammatici per l’intera biodiversità planetaria, e sono momenti di transizione biotica in cui la biosfera cambia profondamente: i biomi, dopo essere andati vicini al tracollo, devo trovare un nuovo assetto. Le estinzioni liberano le nicchie ecologiche occupate precedentemente, e si assiste ad un replacement evolutivo.

I paleontologi hanno individuato diverse cause scatenanti dietro questi tragici fenomeni, che si pensa possano essere iniziati in seguito ad eventi da impatto o motivi geologici (spesso connessi alla stessa deriva dei continenti), non escludendo però cause climatologiche e legate al mare (al livello e/o alla direzione delle correnti oceaniche).

L’incertezza circa le cause scatenanti è da ricercare nella difficoltà di reperimento di prove a sostegno di una o dell’altra ipotesi. Ciò che si conosce è lo sconquasso ecologico che ne è conseguito: un collasso degli ecosistemi, a cui segue una fase di recovery, della durata di circa 10 milioni di anni.

Durante questo momento di transizione, le specie iniziano una nuova radiazione evolutiva. Sono i piccoli animali a giovare di questa situazione, e la strategia riproduttiva di tipo R, che consiste nel produrre una prole numerosa, badando poco alla sopravvivenza del singolo, risulta essere la più vantaggiosa (Lilliput effect). Gli organismi meno adatti di questa radiazione, definiti mostri promettenti, scompaiono non appena la competitività dell’ecosistema torna a livelli standard.

Ordoviciano-Siluriano: la prima estinzione di massa

L’Ordoviciano(505-438 milioni di anni fa) è il secondo dei periodi geologici nei quali i paleontologi suddividono il Paleozoico. La diffusione della fauna interessò ambienti quasi esclusivamente acquatici, che conobbero una biodiversità assai maggiore rispetto al periodo precedente, il Cambriano.

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È sul finire dell’Ordoviciano che gli studiosi inquadrano il primo evento di estinzione di massa. In un tempo ristretto su scala geologica, sul finire del periodo, al limite col successivo, il Siluriano, sparì dalla faccia della Terra circa l’85% delle forme di vita.

Il fenomeno conosce due picchi, nel Rawtheyano e al termine del Hirnantiano, separati da un breve lasso di tempo, nei quali il tasso di estinzione degli organismi tocco livelli molto alti.

In questo caso i fenomeni che causarono il collasso ecosistemico globale furono senz’altro legati all’ambiente marino, pool di biodiversità praticamente esclusivo in questo caso. Secondo le ipotesi più accreditate, il periodo Hirnantiano conobbe bruschi cambiamenti del livello del mare, inquadrati in una forte regressione nel medio/alto ed in una repentina trasgressione sul limite Ordoviciano/Siluriano.

ordovicianoQuesti cambiamenti del livello del mare furono molto probabilmente causati a loro volta da due eventi di glaciazione molto spinti, estesi regionalmente (e talvolta ancora maggiormente). A sostegno di quest’ipotesi, sono stati ritrovati depositi glaciali risalenti al tardo Ordoviciano anche nel deserto del Sahara.

Le glaciazioni sono probabilmente figlie a loro volta di un capovolgimento delle correnti oceaniche, che furono relativamente rapidi e causarono la scomparsa di gran parte della fauna in determinate sezioni.

Estinzione Ordoviciano: cosa si è perso

Il tragico evento di estinzione di massa che ebbe luogo nell’Ordoviciano riguardò l’85% della vita, ed ebbe fortissime conseguenze su tutto il Pianeta. Le specie più colpite furono quelle di acque tropicali. Quelle che vivevano in ambienti più freddi e profondi erano più adatte a sopravvivere al cambio di temperatura.

ordovicianoTra i trilobiti scomparvero ben 24 famiglie su 38. Questi piccoli artropodi marini avevano conosciuto fino ad allora un discreto successo evolutivo, contando su di un piano strutturale eclettico e reso resistente da un esoscheletro chitinoso mineralizzato.

Anche gli echinodermi furono molto colpiti: tra i Pelmatozoa, gli echinodermi a vita sessile e dal bauplan colonnare, adatto alla loro vita sospensivoro/microfaga, si assistette ad rapido declino, soprattutto tra i cistoidea e gli edrioasteroidea.

ordovicianoI brachiopodi, invertebrati marini a guscio bivalve, persero ben 13 famiglie, e in questo clade è possibile osservare la tendenza evolutiva a spostarsi verso habitat di acque sempre più profonde, lasciando campo ai molluschi lamellibranchi che ne occuparono le nicchie liberate.

Anche l’ambiente di scogliera fu letteralmente sconquassato dal fenomeno: molti coralli fanno parte del record fossile del tardo Ordoviciano. Inoltre, curiose forme di vita come i graptoliti, organismi pelagici a vita coloniale, scomparvero.

La vita però, nonostante la grossa battuta di arresto, riuscì a riprendersi.

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

Andrea Allasinaz – Paleontologia generale e sistematica degli Invertebrati – ECIG

Richard C. Bruca , Gary J. Brusca – Invertebrati – Zanichelli

Sitografia 

http://www.bbc.co.uk/nature/extinction_events/Ordovician%E2%80%93Silurian_extinction_event

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