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Elvis “the Pelvis” Presley: l’ascesa del re del rock

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ElvisIl rock, nato nei primi anni ’50, aveva bisogno di un personaggio carismatico per poter spiccare il volo ed affermarsi definitivamente negli States: ossia Elvis Presley. Colui che de facto ha dato alla luce il rockabilly, la versione del rock ‘n’ roll con venature country resa popolare da “the Pelvis”, è l’unico artista, insieme ai Beatles e a Micheal Jackson, ad aver venduto oltre un milione di dischi. A cosa è dovuto il suo successo?

L’ascesa di Elvis

That’s All Right, il singolo che convince i discografici a puntare su Elvis, viene pubblicato il 19 luglio. Dopo soli undici giorni il cantante fa la sua prima esibizione dal vivo all’Overtone Park Shell di Memphis: è l’inizio di un lungo tour per il Sud degli States. L’anno successivo il rock si è ormai affermato in tutto il paese, ed Elvis viene nominato artista più promettente dalla Billboard, la rivista che si occupa della famosa superclassifica.

La prima svolta avviene con il cambio di etichetta discografica: al costo di cinquemila dollari, cifra non indifferente tenendo conto dell’inflazione, la RCA rileva il contratto di Elvis dalla Sun Records. Si tratta di svolta perché la RCA fa entrare Elvis nelle case degli americani attraverso la televisione.

Il 28 gennaio 1956 appare per la prima volta in TV, alla CBS. Dopo quattro show televisivi in totale fra gennaio e marzo, il suo nuovo singolo, Heartbreak Hotel, sale in cima alle classifiche.

“The Pelvis”

Ciò che caratterizza Elvis è l’essere l’idolo delle ragazzine. Mancano diversi anni alla Summer of Love, ma la lotta contro i costumi austeri della società statunitense è già iniziata, e il rock ne è uno strumento essenziale.

IElvisl 5 giugno 1956, durante l’esecuzione di Hound Dog, Elvis rotea il suo bacino simulando l’atto sessuale: la stampa il giorno dopo lo stronca, ed Elvis è costretto a riparare, presentandosi nella successiva esibizione televisiva vestito in smoking.

Il sesso, seppure in modo velato, diventa elemento caratteristico di Elvis: Don’t Be Cruel, registrata nel luglio dello stesso anno, allude all’amplesso con gemiti e giochi di voce, pur senza riferirsi nel testo all’atto sessuale in modo esplicito.

Il 21 novembre esce al cinema Love Me Tender, il primo film di Elvis: ormai è una star affermata.

Il 1957 è l’anno dell’arruolamento: il 6 gennaio, due giorni dopo le visite mediche, si esibisce per l’ultima volta all’Ed Sullivan Show prima di partire per il servizio militare. Le telecamere inquadrano solo il busto, per non riprendere i movimenti di bacino di Elvis: ciò porta al risultato opposto, ossia alla nascita del soprannome The Pelvis (il bacino), nuova aggiunta all’aura leggendaria del rocker.

Le ragioni del successo

Il successo di Elvis è nettamente superiore a quello di altre star coeve come Chuck Berry e Buddy Holly, ed è la benzina necessaria per la consacrazione del rock a fenomeno di cultura popolare.

Lo stile di “the Pelvis” è unico: in lui confluiscono il country, la tradizione nera ed anche quella italiana. Ha un carisma innegabile e il suo essere esteticamente piacente lo rende una calamita per tutte le adolescenti.

Egli non è un semplice cantante: è il simbolo della nuova gioventù statunitense, che non ha vissuto la guerra in prima linea e vuole combattere contro la società coeva. Il King of Rock rappresenta l’anticamera della rivoluzione sessuale del decennio successivo: è tutto accennato, poco esplicito, ma anche i suoi gesti di bacino rappresentano un cambiamento epocale per gli States degli anni ’50.

ElvisAlla carica rivoluzionaria del rock dovuta alle sue radici “black“, aggiunge la trasgressione, la carica sessuale. Dà avvio alla rivoluzione, sebbene non la rappresenti a pieno, perché lo shock-Elvis sarà incanalato in forme accettabili, soprattutto grazie alla partenza per il servizio militare.

Saranno altre le stelle che porteranno il rock a parlare esplicitamente di sesso, o che useranno il nuovo strumento per veicolare messaggi politici: ma senza Elvis tutto ciò non sarebbe mai accaduto.

Davide Esposito

Bibliografia

Guaitamacchi E., Elvismania, in Storia del Rock, Hoepli, Milano 2014.

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