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Museo del Louvre di Parigi: 16 opere imperdibili

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Museo del Louvre di Parigi: 16 opere imperdibili
Museo del Louvre di Parigi: 16 opere imperdibili

Il Museo del Louvre è uno dei musei più grandi di tutto il mondo, di conseguenza può risultare difficile fare una selezione delle opere da vedere. Il primo passo per una visita indimenticabile è valutare il tempo che si ha a disposizione e decidere che tipo di esplorazione si vuole intraprendere. Alcune opere in particolare sono diventate una vera e propria tappa fissa per i visitatori di tutto il mondo. Nonostante ciò, il Museo del Louvre conserva dei capolavori indiscussi che però passano spesso inosservati. Scopriamo insieme 16 tra le opere e le esposizioni imperdibili del Louvre.

Le 16 opere imperdibili del Louvre

La Gioconda e le Nozze di Cana

Gioconda presso il Museo del Louvre
La Gioconda di Leonardo Da Vinci

Uno dei quadri più famosi di tutto il mondo è sicuramente La Gioconda. Anche nota con il nome di Monna Lisa, la Gioconda è un dipinto a olio su tavola realizzato da Leonardo Da Vinci tra il 1503 e il 1504. La Gioconda è in assoluto il dipinto più visitato di tutto il Museo del Louvre con una media di circa 30.000 visite ogni giorno. Come molti sanno, la fama di quest’opera dipende molto dall’enigmaticità sprigionata dal sorriso della donna ritratta. Anche l’identità incerta del soggetto dipinto contribuisce alla generale cripticità del ritratto. Tradizionalmente, infatti, si sostiene che l’opera rappresenti Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo. Sono molte le testimonianze a sostegno di questa ipotesi. Una delle più note è senza dubbio quella di Giorgio Vasari. Egli scrisse infatti che “Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie”.

Come abbiamo detto, però, molte opere all’interno del Museo del Louvre non godono della giusta fama. È il caso dell’enorme dipinto che si trova proprio di fronte alla Gioconda. Le Nozze di Cana è un olio su tela realizzato da Paolo Caliari detto il Veronese nel 1563. Fu Napoleone a portarla in Francia l’11 Settembre 1797 in seguito alle spoliazioni napoleoniche della Repubblica di Venezia. La scena dipinta dal Veronese mostra l’episodio della tramutazione dell’acqua in vino durante un matrimonio a Cana. In quest’opera è presente uno dei tratti caratteristici del Veronese. Egli, infatti, era solito trasporre le scene bibliche nella propria epoca. Fra i 130 personaggi rappresentati, infatti, è possibile riconoscere lo stesso Veronese, Tiziano e personalità di spicco come Giulia Gonzaga e Francesco I di Francia.

I gioielli della Corona francese al Museo del Louvre

Una delle esposizioni più belle del Museo del Louvre è senza dubbio quella dei gioielli della Corona francese. Collocani nella Galerie d’Apollon, questi gioielli sono gli unici esemplari sopravvissuti in seguito alla vendita di realizzo della Terza Repubblica. La collezione è costituita da molti pezzi, tra cui corone, collane, diamanti e orecchini! Un bellissimo pezzo presente nella stessa sala è la Parure di zaffiro della Regina Amelia, le cui pietre sembrano essere appartenute all’Imperatrice Giuseppina. I gioielli appartenevano al Re Luis-Philippe I che, in seguito alla sua incoronazione, decisa di donarli alla moglie Amelia.

Nella Galerie d’Apollon è presente anche la tiara di smeraldi della duchessa Maria Teresa. Si tratta di un diadema in oro, diamanti e smeraldi. Questo gioiello fu un regalo di nozze da parte del marito della duchessa, Louis Antoine duca d’Angoulême. Anche la tiara di perle dell’Imperatrice Eugenia si trova al Museo del Louvre. Questo meraviglioso diadema è fatto d’oro, diamanti e perle e fu prodotto da Gabriel Lemonnier intorno al 1853. Anche questo diadema è stato un regalo di nozze, ma questa volta da parte di Napoleone III a sua moglie Eugenia de Montijo.

gioielli della corona al Museo del Louvre
I gioielli esposti in una teca presso il Louvre

In ultimo, all’interno della lussureggiante teca, è possibile vedere due dei simboli della monarchia francese per eccellenza. Si tratta della Corona dell’Imperatrice Eugenia di Francia e della Corona di Luigi XV. La prima venne realizzata appositamente per Eugenia in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1855. Il gioiello è costituito diamanti e smeraldi incastonati, motivi ad aquila e piccole palme. La seconda, invece, è stata realizzata nel 1722 dagli orefici Auguste Duflos e Claude Rondé. La corona originale era composta dal Diamante Régent sulla parte anteriore, 282 diamanti, 64 pietre preziose (zaffiri, rubini, smeraldi e topazi) e 230 perle.

Gli appartamenti di Napoleone III

Tra le esibizioni più interessanti del Museo del Louvre quella dedicata agli appartamenti di Napoleone III. Collocati sul primo piano dell’ala Richelieu, gli appartamenti di Napoleone III manifestano tutta l’opulenza e la ricchezza del tempo. Questa piccola parte del museo è in realtà l’ultimo esempio decorativo rimasto dell’epoca di Napoleone III. Non si tratta, infatti, degli effettivi appartamente del Bonaparte. Il re viveva con la moglie Eugenia alle Touileries. Queste stanze erano utilizzate da Achille Fould, Ministro di Stato, il quale decorò personalmente le decorazioni secondo lo stile di Luigi XV. La piccola esposizione comincia con un piccolo ingresso che anticipa l’abbondanza delle stanze successive.

appartamenti di napoleone al museo del Louvre
La sala da pranzo di rappresentanza

La prima sala che si può visitare è l’enorme salone di rappresentanza. Si tratta di una gigantesca camera adornata con oro, damaschi rossi, sete e bronzi. Particolarmente bello è l’affresco che decora il soffitto, realizzato da Charles-Raphael Marechal. L’opera celebra l’unione del palazzo del Louvre e di quello delle Tuileries avvenuta per mano dello stesso Napoleone III. Questa unione faceva parte di un progetto, realizzato dal Re, denominato Grand Dessein. Insieme al salone di rappresentanza, anche la sala da pranzo di rappresentanza è stata decorata in maniera tale da comunicare l’enorme ricchezza del tempo. L’elemento che sicuramente attira l’attenzione è l’enorme tavolo costruito per far accomodare fino a 50 commensali. Le pareti e i soffitti sono abbelliti con rigogliose scene esotiche.

Gli appartamenti sono costituiti anche da alcune sale più piccole, ma ugualmente ricche di decorazioni. Si tratta di stanze il cui utilizzo era più quotidiano. Un esempio peretto è la sala da pranzo piccola. Questa camera presenta molti degli elementi estetici che caratterizzano la sala da pranzo di rappresentanza. Qui è possibile ammirare un meraviglioso affresco, molto più luminoso e rilassante rispetto agli altri.

La zattera della Medusa e la Libertà che guida il popolo

La zattera della Medusa è un emozionante olio su tela realizzato da Théodore Géricault tra il 1818 e il 1819. Questo è stato il primo grande lavoro dell’artista. Géricault scelse con molta cura il soggetto, così da attirare l’attenzione di un pubblico vasto. Il dipinto rappresenta il momento in cui i naufraghi della fregata francese Méduse scorgono la nave Argus. L’artista si dedicò ad uno studio scrupoloso ed approfondito sul corpo umano e sulla luce prima di cimentarsi nell’opera. Il dipinto venne acquistato dal Museo del Louvre subito dopo la morte di Géricault. Questa meravigliosa opera costituisce un vero e proprio punto di rottura con lo stile neoclassico adottato fino a quel momento. La prassi voleva infatti che le scene rappresentate fossero formali, così da contenere quanto più possibile la teatralità e l’emotività.

La Libertà che guida il popolo è un famosissimo olio su tela realizzato da Eugène Delacroix nel 1830. Il dipinto rappresenta tutte le classi sociali unite contro l’oppressione. Esse sono guidate da Marianne, ovvero la personificazione della Francia, che in questo dipinto simboleggia la libertà. Marianne è rappresentata con abiti moderni, intenta ad avanzare sulla barricata con la bandiera francese nella mano destra e un fucile nella sinistra. Il dipinto è ricco di simbologia politica, come ad esempio il tricolore che richiama i valori della rivoluzione del 1789. Il berretto frigio, invece, è il simbolo dell’idea repubblicana dai rivoluzionari. Il ragazzino che affianca Marianne rappresenta invece la lotta dei giovani contro l’ingiustizia della monarchia assoluta. Un elemento particolarmente drammatico del dipinto è il cadavere di un insorto seminudo con indosso un solo calzino. Si tratta in realtà di un omaggio alla zattera della Medusa di Géricault.

libertà che guida il popolo al museo del louvre
La Liberta che guida il popolo di Delacroix

Le opere antiche del Museo del Louvre

Scriba rosso al Museo del Louvre
Lo Scriba Rosso

Il Museo del Louvre vanta una vastissima collezione di opere antiche. Una delle più famose è senza dubbio lo Scriba Rosso. È infatti uno degli esemplari più importanti di arte egizia dell’Antico Regno. Secondo la tradizione, la scultura viene attribuita alla IV dinastia. Nello specifico, viene associata a Pehernefer, un alto ufficiale egiziano che operò sotto i regni dei faraoni Huni e Sneferu. L’opera è stata realizzata tra il 2620 e il 2350 d.C. e probabilmente faceva parte di una scultura più grande. Si tratta di una statua realizzata in pietra calcarea dipinta che raffigura uno scriba all’opera. La statua è finemente modellata nei minimi dettagli. Nella mano destra c’era probabilmente un pennello, che però è andato perduto. Il volto dello scriba è caratterizzato da un realismo decisamente notevole. Gli occhi in particolare sono stati realizzati con composti di magnesite bianca screziata di rosso e di cristallo di rocca.

Una delle esposizioni più spettacolari di tutto il Louvre è quella dei Lamassu dal palazzo di Khorsabad. Costruiti a Khorsabad per il re assiro Sargon II, i Lamassu risalgono al periodo tra il 721 e il 705 a.C. Questi reperti di oltre 4 metri sono stati realizzati in alabastro e gesso. Si tratta di divinità alate dal corpo taurino e dalla testa umana. Originariamente erano collocati alle porte delle città e nei principali passaggi del palazzo. Il loro scopo era quello di intimidire gli estranei e proteggere gli abitanti. I Lamassu sono stati realizzati per guardare sempre in avanti, verso un ideale spettatore. Un elemento assolutamente singolare è la disposizione delle gambe di questi esseri. Frontalmente, le zampe e gli zoccoli risultano allineati. Osservandoli lateralmente, si noterà la presenza di una quinta zampa che simula il movimento.

I marmi più belli del Museo del Louvre

Nike al Museo del Louvre
La Nike di Samotracia

Curiosando tra le sale del Museo del Louvre, è facile incappare in qualche statua di marmo. Tra le più famose c’è sicuramente la Nike di Samotracia. Attribuita a Pitocrito, la Nike è stata realizzata probabilmente a Rodi tra il 200 e il 180 a.C. Questa scultura venne realizzata per commemorare la vittoria nella battaglia dell’Eurimedonte. L’opera raffigura Nike, la giovane dea alata della vittoria sportiva e bellica, figlia del titano Pallante e della ninfa Stige. La caratteristica principale di questa scultura è l’estremo dinamismo che comunica.

Un’altra meravigliosa opera in marmo è senza dubbio l’Ermafrodito dormiente, realizzata da Gian Lorenzo Bernini intorno al 1620. Questa scultura raffigura il personaggio della mitologia greca Ermafrodito, figlio di Ermes e Afrodite. Si tratta di un soggetto molto ricorrente durante il periodo ellenico e nell’antica Roma. Ne esistono infatti molte versioni. Ciò che più colpisce di quest’opera è la morbidezza delle linee realizzate dal Bernini. Ogni piega e ogni dettaglio del materasso risulta infatti estremamente realistica.

ermafrodito dormiente
Ermafrodito dormiente

Tra le sculture più famose di tutto il Museo del Louvre c’è sicuramente Amore e Psiche. Si tratta di un bellissimo gruppo scultoreo realizzato da Antonio Canova tra il 1787 e il 1793. L’opera raffigura uno dei momenti più lirici dell’Asino d’Oro di Lucio Apuleio. Canova ha voluto immortalare l’attimo che precede il bacio. Ogni singolo elemento di questo gruppo scultoreo trasuda un erotismo raffinato e sottile. La composizione è estremamente dinamica ed equilibrata. Le due figure si incrociano e danno vita ad una morbida e sinuosa X al cui centro si trovano i volti dei due amanti. La scultura si colloca perfettamente nell’estetica del Neoclassicismo. Nonostante ciò, la scelta di sospendere il bacio dei due amanti attribusce all’opera quel concetto del “sublime” tipico del Romanticismo.

Ritratto di Luigi XIV

Ritratto di Luigi XIV
Il ritratto del Re Sole

Ritratto di Luigi XIV è un dipinto a olio su tela realizzato da Hyacinthe Rigaud nel 1701. Il ritratto fu commissionato dallo stesso Luigi XIV poiché il nipote, Filippo V di Spagna, aveva espresso il desiderio di possedere un ritratto del sovrano francese. Purtroppo per Filippo, al re piacque così tanto da tenerlo per sé a Versailles, commissionando un’altra copia per il nipote. Questo dipinto divenne successivamente il ritratto ufficiale del re Luigi XIV. Il ritratto raffigura il Re Sole negli anni della sua maturità, ovvero 63 anni. Per realizzare questo enorme dipinto, Rigaud realizzò inizialmente una piccolo ritratto del volto che inserì successivamente in una tela più grande. Successivamente, dipinse lo sfondo e il resto della figura.

Luigi XIV è rappresentato a figura intera, con una posa di tre quarti a sinistra che evidenzia il vigore e l’eleganza del monarca. Questa scelta non fu casuale, poiché il ritratto mirava a mostrare il corpo del re come simbolo del potere. Il pesante e lussuoso drappeggio che avvolge il re contribuisce a dare importanza alla sua figura. Il tessuto è infatti disposto in maniera tale da creare una figura piramidale in cui il sovrano occupa la cima. La colonna nera alle spalle del re ha un valore simbolico molto potente, poiché rappresenta la stabilità e l’asse di congiunzione tra poteri terreni e divini. Un dettaglio interessante riguarda la posa della gamba sinistra, leggermente portata in avanti. Questa posizione conferisce infatti dinamismo all’opera.

L’incoronazione di Napoleone

Questo è uno dei dipinti più apprezzati e visitati di tutto il Museo del Louvre. Realizzato dal pittore Jacques-Louis David tra il 1805 e il 1807, l’opera rappresenta l’incoronazione di Napoleone Bonaparte e di Giuseppina di Beauharnais il 2 dicembre 1804. In questo dipinto, David ha inserito 80 persone realmente esistite, il cui scopo all’interno della tela è quello di mostrare la nuova aristocrazia. In primis, si possono facilmente riconoscere Napoleone, in piedi e in abito da cerimonia, e Giuseppina, inchinata davanti a lui. Non molti sanno, però, che questo dipinto ha subito delle modifiche da parte dello stesso David. Il capo ed il busto erano leggermente piegati all’indietro dato che la scena avrebbe dovuto concentrarsi sull’auto-incoronazione. Fu però necessario rivedere l’estetica del dipinto, poiché la figura di Napoleone reclinato non trasmetteva i giusti principi. Bonaparte venne infatti ridisegnato in posizione perfettamente verticale.

incoronazione di napoleone
L’incoronazione di Napoleone

Anche Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, è presente in questo quadro. Nonostante la donna non fosse realmente presente all’incoronazione, Napoleone ordinò a David di inserirla ugualmente. Ella infatti non si era presentata in segno di protesta personale verso il matrimonio del monarca con Giuseppina. Tra le figure rappresentate da David ci sono anche le sorelle di Bonaparte, Elisa, Paolina e Carolina. Tra le personalità di spicco dipinte dal grande artista compare anche Gioacchino Murat. Lo scopo finale di questa tela era di creare una rottura con il regime precedente. Il fatto che Bonaparte si incoroni da solo sancisce in maniera definitiva il suo assoluto potere. La prassi voleva infatti che l’incarico di conferire l’autorità imperiale spettasse al Papa. L’importanza e la sacralità di questo momento vengono evidenziate ulteriormente dal fascio di luce che illumina lo spazio occupato da Napoleone e Giuseppina.

Le opere di Giotto al Museo del Louvre

crocifisso di giotto al louvre
Il Crocifisso di Giotto

Tra le tantissime opere conservate al Museo del Louvre, ci sono alcuni dipinti attribuiti a Giotto. Collocati sul primo piano dell’ala Denon, i lavori di Giotto rappresentano una vera e propria rivoluzione nell’arte medievale. Egli infatti è stato uno dei primi ad introdurre il concetto di prospettiva. Il Crocifisso del Louvre è una delle tre opere visibili nel museo. Si tratta di una croce sagomata realizzata orientativamente nel 1315. La croce è stata dipinta con colori a tempera e oro. Giotto era un grande osservatore della realtà, e le sue opere rispecchiano a pieno questa sua attenzione. I suoi personaggi sono sempre molto espressivi. I gesti, i movimenti e anche le espressioni del viso restituiscono tutta la vitalità umana. La Vergine Maria e San Giovanni, visibili sulle due estremità della croce, rappresentano magnificamente la straordinaria capacità di Giotto.

La Stigmate di san Francesco è la seconda delle tre opere di Giotto presenti al Museo del Louvre. Realizzato tra il 1295 ed il 1300, questo dipinto venne realizzato per la chiesa di San Francesco di Pisa. L’opera mostra quattro scene, di cui tre fanno parte della predella. La scena principale mostra il momento in cui san Francesco riceve le stimmate da parte di Cristo volante con sembianze serafine. Qui, Cristo è rappresentato con delle ferite che emettono raggi di luce. Questi raggi colpiscono le rispettive zone del corpo di Francesco. Anche quest’opera mostra una particolare caratteristica di Giotto, ossia la dinamicità. Per quanto concerne invece le tre scenette inferiori, si ritiene che siano in stretta relazione compositiva con gli affreschi di Assisi. La predella mostra infatti queste tre scene: il Sogno di Innocenzo III, l’Approvazione della Regola francescana e San Francesco predica agli uccelli.

La Piramide del Museo del Louvre

L’ultima delle opere imperdibili è in realtà la prima che ogni visitatore ammira quando arriva al Museo del Louvre. Parliamo infatti della maestosa Piramide del Louvre, commissionata dal presidente François Mitterrand nel 1983. Si tratta di una grande strutura piramidale in vetro e ferro, posizionata al di sopra dell’ingresso del museo. L’intento del presidente francese era quello di rendere l’ingresso al Louvre più facile da individuare. Attorno alla Piramide, è possibile ammirare 3 piramidi più piccole e 7 vasche triangolari. Oltre ad illuminare naturalmente l’atrio e il Carousel du Louvre, la Piramide costituisce un meraviglioso ornamento per il Museo, valorizzandone la magnificenza. L’opera venne affidata all’architetto cinese Ieoh Ming Pei, il quale decise di realizzare una struttura totalmente in contrasto con l’architettura circostante.

Successivamente, nel 1993, è stata realizzata una seconda piramide, speculare e rovesciata, al di sotto della prima. La seconda piramide si ferma a pochi centimetri da una terza piramide molto più piccola realizzata in pietra. Nel tempo, la Piramide ha acquisito una moltitudine di significati, principalmente di tipo religioso, esoterico e massonico. In parte, ciò è dipeso dalle caratteristiche della struttura. L’opera è infatti inserita in un trittico di piramidi ed è costituita da 673 pannelli di vetro. Questo numero ha fatto molto scalpore poiché molto vicino alla ben più famosa cifra 666, che nella cosmogonia cristiana rappresenta l’Anticristo. Ad oggi, la Piramide è una delle opere più apprezzate di tutto il museo, probabilmente anche grazie alle leggende cui è stata legata.

Informazioni utili

Orari e Biglietti

Il Museo del Louvre è aperto 6 giorni su 7. Il lunedì, il giovedì e, il sabato e la domenica, il museo è aperto dalle 9 alle 18. Il mercoledì e il venerdì l’orario di apertura si estende fino alle 21.45. Ogni primo sabato del mese, è possibile visitare il museo fino alle 21.45. Il Louvre resta chiuso di mertedì e nelle seguenti date: 1° gennaio, 1° maggio, 14 luglio e 25 dicembre. Recentemente, il Louvre ha modificato le sue condizioni di ingresso, rendendo obbligatoria la prenotazione di una fascia oraria. Il costo del biglietto è di 15€ ed è valido per tutte le collezioni, anche quelle temporanee. Online, il biglietto costa 17€ e consente un accesso rapido al museo.

Il Museo del Louvre è gratuito il primo sabato di ogni mese dalle 18 alle 21.30. Un accesso gratuito è inoltre garantito ad alcune categorie di visitatori (in questi casi è necessario esibire un documento di riconoscimento). Il Louvre è completamente gratis per:

  • i minori di 18 anni;
  • i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni residenti nell’UE;
  • i disabili e relativi accompagnatori;
  • gli insegnanti di educazione Pass;
  • i giornalisti con tesserino;
  • i visitatori disabili e i loro accompagnatori.

Come arrivare al museo

Il Museo del Louvre si trova nel I Arrondissement, ovvero nel cuore della città di Parigi. Il museo è particolarmente facile da raggiungere da tutte le zone della città. In metro, è possibile prendere una qualsiasi linea che si colleghi alla Linea 1 e scendere alla fermata Palais-Royal–Musée du Louvre. In bus, ci sono molte linee che portano al Museo del Louvre. Quelle che portano direttamente al museo sono le seguenti: 21, 24, 27, 39, 48, 68, 69, 72, 81, 95. Per chi viaggia in auto, è possibile parcheggiare il proprio veicolo in un parcheggio sotterraneo. È possibile accedervi dall’entrata Géneral Lemonnière e l’orario di apertura è dalle 7 alle 23.

Un’alternativa piacevole e decisamente molto coinvolgente durante le belle giornate primaverili è Vélib’, il servizio di bike sharing parigino. Con una piccola spesa è possibile noleggiare una bicicletta per 30 minuti e depositarla in una delle oltre 1400 stazioni sparse in tutta la città. Vélib’ mette a disposizione più di 20.000 biciclette nel centro di Parigi e in una buona parte della periferia.

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Rosalba Capozzi

Sitografia

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