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La gente di Leonardo Bianchi: it’s the new populismo

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La gente

Uscito nel 2017 per Minimum Fax, La gente. Viaggio nell’Italia del risentimento è il primo titolo pubblicato da Leonardo Bianchi, laureato in giurisprudenza all’Alma Mater di Bologna, giornalista e news editor per VICE. Il libro si propone come un’analisi delle pratiche dell’esercizio del potere degli ultimi dieci anni. Il punto di partenza di Leonardo Bianchi è il libro inchiesta del 2007 La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili.

La gente: il dogma della casta

È proprio da La casta che tutto ha inizio (“not with a bang, but with a whimper”), almeno secondo l’analisi di Leonardo Bianchi. È infatti La casta che spinge il dibattito politico a toni sovversivi, di lotta contro lo status quo. Se prima di allora il ‘gentismo’ era allegato alla retorica di personaggi politici carismatici, quale sopra ogni altro in Italia l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in quanto capaci di gestire il consenso, di accontentare; dalla pubblicazione de La casta, il gentismo è stato incanalato soprattutto da realtà sociali e politiche di matrice conservatrice, talvolta sovversive, in ogni caso a destra dello spettro dei partiti.

La pratica del gentismo non è solo retorica, è chiamata all’azione; è, forse, anti-retorica: scevro di contenuti, il discorso gentista è giubilo, è attivismo, è protesta contro i potenti. Si ottiene consenso attraverso l’individuazione di un nemico da bersagliare, un nemico che incarni tutti i disvalori indicati dall’insieme-gente.


Fake news ante litteram, la comunicazione gentista fa largo uso di un’informazione manipolata, fino alla produzione di vere e proprie notizie false, facilmente diffuse poi grazie all’utilizzo dei social network. Le fake news sono benzina sul fuoco dell’indignazione, un’indignazione perenne mirata al nemico, alla casta; non c’è mediazione, l’obiettività è una sottigliezza. La giusta conseguenza, dunque, è credere acriticamente a tutte le tessere che s’inseriscano bene nel puzzle del proprio dissenso.

Post-verità: dal 1992 è un termine coniato per indicare la mancanza d’impatto della verità sul giudizio degli individui. Non conta quale sia la versione più aderente al reale, ma quella più aderente alle proprie idee.

Chi è la gente?

Uno degli aspetti più interessanti del libro di Leonardo Bianchi è che l’autore riesce ad illustrare quanti e quali fenomeni siano guidati da questo indirizzo poco scientifico, approssimativo – ma violento nello spirito – del potere politico. Il gentismo dà impressione di vicinanza alla gente, di comprensione dei reali problemi da cui la gente è afflitta; il gentismo è apartitico, perché il suo interlocutore non è un cittadino elettore, perché il gentista fa politica ma è disgustato dalla politica (quella della casta, chiaramente). Eppure, come suddetto, il gentismo è collaudato in una serie di contesti di destra (estrema).

la gente
Giampiero Belotti protesta contro la manifestazione delle Sentinelle in Piedi nel 2014 con i simboli de “Il Grande Dittatore” di Chaplin.

Leonardo Bianchi dispiega i fenomeni meno gloriosi dell’ultimo decennio: dal razzismo violento e prepotente di Casa Pound (al fianco della Lega di Borghezio) alle proteste dei forconi, dalle scie chimiche agli antivax. Gli elementi in comune più evidenti di queste manifestazioni sono la pressoché completa disinformazione e l’adesione viscerale. L’archetipo cui il gentismo si rivolge è un uomo italiano puro, cattolico intransigente, macho. La risposta è un nostalgico ricordo dei tempi del Duce o la commozione malcelata di fronte all’apparizione mistica di Alessandro Di Battista a “Circondare il Parlamento”.

La gente non rischia la disillusione: anche quando si confronta con la realtà, può sfoderare una serie di notizie fabbricate da fonti più attendibili dei servi della casta. La scienza, le lobby farmaceutiche, la casta politica, le sette famiglie di banchieri: tutto e tutti sono complici di un ordine mondiale destinato ad annientare la gente, che deve necessariamente ribellarsi e resistere.

Non importano i dati oggettivi o la testimonianza, la gente ne sa di più e riconosce la falsificazione.

Come combattere la gente

Tutto sarebbe più semplice se, alla fine del suo testo, Leonardo Bianchi ci aiutasse a trovare i modi per combattere il gentismo, per combattere una deriva gentista – ma, cosa ancor più pericolosa, autocratica – che sembra allungarsi e arricciare i suoi tentacoli anche attorno al nostro vicino di casa, agli affetti che ci circondano. Eppure una risposta semplice non c’è. Forse non è possibile restaurare comunicazione di altro tipo – forse comunicazione di altro tipo non è più fruibile per tutti?

Certo, delle risposte devono esserci, quanto meno utili a spiegarci da cosa deriva un’ondata di irrazionalismo oscurantista che eravamo riusciti ad allontanare per un po’. Forse dipende dall’alto tasso di analfabetismo, dalla disperazione delle famiglie toccate dalla crisi, dalla disoccupazione giovanile, dalla fuga di cervelli, da un giornalismo predatorio che ricerca la notizia portentosa per ottenere audience. O forse la sfiducia in un sistema che collassa su sé stesso e di cui reggono il peso soprattutto i poveri.

Leonardo Bianchi, però, ci dice quale non è la risposta: ignorare la voce della gente.

Oriana Mortale

Bibliografia

Bianchi Leonardo, La gente. Viaggio nell’Italia del risentimento, Roma 2017.

Mologni Mara, Ironizzò vestito da nazista sulle ‘sentinelle’ anti gay. La Procura di Bergamo: “Non c’è reato”, Larepubblica.it, consultato il 15/09/18.

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