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Adalberone di Laon e la teoria della società tripartita

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Adalberone, vescovo di Laon e figura controversa della Francia tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo, fu direttamente coinvolto nel passaggio dinastico tra carolingi e capetingi. Uomo di chiesa profondamente invischiato nelle vicende politiche della Francia altomedioevale, è oggi ricordato soprattutto per la sua esposizione della teoria della tripartizione funzionale della società. Ma in cosa consiste la prospettiva esposta da Adalberone di Laon?

Una norma per la società

Il Carmen ad Robertum regem è certamente l’opera più nota del presule di Laon. Il poemetto scritto sotto forma di dialogo tra lo stesso Adalberone e re Roberto II si fonda sull’enunciazione dello schema della tripartizione funzionale, ovvero sulla convinzione che l’armonico funzionamento della società fosse dovuto alla cooperazione di sue tre componenti. Queste distinte  tra loro e caratterizzate in base alle rispettive competenze avrebbero concorso al felice esercizio della collettività.

Quaggiù, alcuni pregano (orant), altri combattono (pugnant), altri ancora lavorano (laborant); le tre componenti coesistono e non sopportano di essere divise. Così sull’ufficio dell’una poggia l’opera delle altre due, ciascuna a sua volta recando sollievo a tutte le altre.

Adalberone di Laon
Qui orant, qui pugnant, qui laborant

Riordinare il mondo alla rovescia

La diretta e quasi epigrammatica formulazione che Adalberone di Laon fa di questa norma della società è però presentata solamente nell’ultima parte del Carmen. L’immagine della società tripartita è infatti proposta dall’autore come soluzione all’iperbolico rovesciamento degli ordinamenti sociali che lo stesso ritrae nelle prime due parti dell’opera. Attraverso il ricorso ad una serie di adynata, Adalberone rappresenta un improbabile mondo in cui il contadino indossa la mitria, i re vestono col saio e i vescovi usano l’aratro. La paradossalità della rappresentazione aumenta allorché il Carmen ad Robertum regem non passa a trattare del monachesimo cluniacense.

Adalberone di Laon e i Cluniacensi

Le sincere istanze di rinnovamento morale del clero secolare e ordinato, che nell’XI secolo avrebbero animato la riforma gregoriana, possono trovare alcuni accenni anche nell’opera di Adalberone. L’improbabile vicenda del monaco, che dopo aver fatto visita al monastero di Cluny ne esce armato in assetto da guerra e bramoso di moglie e figli, riassume in maniera satirica il personale giudizio che Adalberone aveva dell’ordine cluniacense, al quale recriminava contaminazioni mondane e peculiari dell’ordo laico. In sostanza quel che Adalberone condivide col movimento di riforma, che sarebbe stato avviato di lì a pochi decenni, è l’imprescindibile necessità di distinguere il clero, cui sono demandati compiti puramente spirituali, dai laici.

I laici di Adalberone

Se il clero è vincolato a due leggi, quella divina e quella umana, i laici invece solo legati esclusivamente alla seconda. Nello schema trifunzionale di Adalberone, sono laici i nobiles e i servi. Funzione ontologica dei nobili è l’esercizio della guerra e la tutela delle chiese e degli inermi, ma più in generale di tutto il popolo. I nobili, senza distinzioni di rango, fossero essi re o imperatori, sono guerrieri (bellatores) e a loro è demandata l’amministrazione della res publica. I servi invece sono nella prospettiva di Adalberone tutti coloro che vivono della propria fatica, la quale è fonte di sollievo per tutti, i quali proprio dai servi si aspettano di nutrire e che i servi stessi “si aspetta(no) di nutrire”.

È opportuno ricordare che la prospettiva di Adalberone di Laon non è né la prima né l’unica formulazione della teoria della tripartizione funzionale avanzata in epoca altomedioevale, ma è certamente tra le più celebri. Che siano state l’originalità della scrittura del vescono di Laon, oppure la lucida coscienza che l’autore aveva dei processi sociali in corso a consacrare la popolarità della sua prospettiva, sta di fatto che a distanza di secoli, la sua formulazione rappresenta ancora uno dei più dibattuti ambiti di ricerca storiografica.

Antonio Volpicelli

 

Bibliografia

O. G. Oexle, Paradigmi del sociale – Adalberone di Laon e la società triprtita del Medioevo, Carlone Editore

G. L. Potestà, G. Vian, Storia del cristianesimo, Il Mulino

A. M. Rapetti, C. Azara, La Chiesa nel Medioevo, Il Mulino

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