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Don Zauker inside: intervista all’autore Emiliano Pagani

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Don Zauker

Il mondo dei fumetti non ha come protagonisti soltanto integerrimi supereroi e personaggi dalle mille doti: il Bel Paese ha partorito un fumetto incentrato su un sacerdote arrogante, manesco, ignorantissimo, egoista, bugiardo; l’incarnazione dei peggiori vizi dell’uomo: Don Zauker. Noi de La Cooltura abbiamo intervistato Emiliano Pagani, autore dei testi di Don Zauker, e non solo, per saperne di più.

1) Allora Emiliano, iniziamo con una domanda introduttiva per dare qualche
informazione ai lettori che non ti conoscono: chi è Don Zauker?

Don Zauker esorcistaDon Zauker è un fumetto sulla totale mancanza di senso critico che caratterizza molte persone, di fronte alle religioni e, in questo particolare caso, davanti alla Chiesa Cattolica.

Don Zauker è un sedicente esorcista che opera in un mondo in cui Dio e il Diavolo non esistono (cioè, il nostro mondo) e, forse proprio a causa di ciò, è un truffatore, un bugiardo, un ladro, è arrogante, manesco, ignorantissimo, egoista; è l’incarnazione dei peggiori vizi dell’uomo e non fa assolutamente niente per nasconderlo.

Ma peggiori di lui sono le persone che gli concedono credito, che lo venerano e ne giustificano il comportamento, inchinandosi non davanti alla persona, ma al vestito che porta.

Perché l’abito FA il monaco, questo Don Zauker lo sa.

E se ne approfitta.

2) Come nasce l’idea di un personaggio come Don Zauker?

Don Zauker L’idea di un personaggio come Don Zauker è nata in piena epoca Giovanni Paolo II, quando il papa e quello che diceva ogni giorno erano sempre sotto l’attenzione di tutti i media nazionali, un po’ come sta succedendo oggi, per dire… Io e Daniele Caluri (l’autore dei disegni) non ne potevamo davvero più e allora, come valvola di sfogo abbiamo creato il personaggio di Don Zauker. Ecco, DZ è principalmente una nostra terapia per non finire sul lettino di uno psichiatra.

3) Vi sono dei fumetti e/o fumettisti di riferimento per te?

Eh, tantissimi e di mille generi diversi, davvero. Non saprei dove cominciare e dove finire. Facciamo così, te ne dico due che hanno ispirato il nostro lavoro su Don Zauker: Torpedo, di Bernet e Abuli e Preacher, di Ennis e Dillon.

4) Quale dovrebb’essere, secondo te, la funzione della satira?

Domanda molto difficile a rischio di risposta noiosa e supponente. La satira dovrebbe provare a risvegliare le coscienze, dovrebbe smascherare il potere ( e non  parlo del potere politico – o almeno, non solo _ intendo anche e soprattutto il pensiero dominante, il conformismo) dovrebbe ribaltare il punto di vista su alcune questioni, dovrebbe reclamare e conquistare maggiore libertà di critica e di espressione per tutti, anche per quelli che la attaccano. Ma la satira ha le sue regole, poche, ma ci sono. Altrimenti diventa altro, persino il suo opposto, cioè: lo sberleffo. Ma come dicevo, sono questioni molto lunghe e complesse sulle quali ognuno ha la sua idea e sulle quale spesso si discute animatamente. Per fortuna, direi…

5) Per molti anni hai collaborato presso il Vernacoliere: cosa hai da dire
riguardo a quest’esperienza?

Don ZaukerIl Vernacoliere è stato un’ottima palestra. Ho iniziato a pubblicare le prime cose che non avevo ancora 18 anni e fortuna che c’era il Vernacoliere, anche perché a quei tempi internet non esisteva e altre alternative non c’erano. Al Vernacoliere ho avuto modo di conoscere e confrontarmi con altri autori e ho imparato tantissimo, a livello di libero pensiero e di gestione della libertà di espressione, dal direttore, Mario Cardinali. E’ stata un’esperienza bellissima e molto formativa. Ora che le nostre strade si sono separate, auguro ogni bene al Vernacoliere e spero che abbia la forza e la qualità per andare avanti ancora per molti anni.

6) Nel tuo curriculum c’è la scrittura di un numero di Dylan Dog: come ti
sei trovato a gestire un personaggio non tuo?

Dylan DogMi sono trovato bene. Dylan Dog è un personaggio importante nell’immaginario collettivo italiano e anche per questo quando ci si avvicina a lui occorre farlo sempre nel massimo rispetto. Tra i Bonelli è forse quello che ha regole più elastiche, ma questo non vuol dire che non le abbia. Anche Dylan Dog ha delle regole che devono essere rispettate. Una volta capito questo, c’è ampissimo margine per lavorare e cercare di scrivere una storia che sia di Dylan ma che mantenga il tuo sitle. Io penso di esserci riuscito, anche grazie alla lungimiranza di Roberto Recchioni, poi, quando il fumetto andrà in edicola, vedremo cosa ne pensano i lettori.

7) Cosa pensi del panorama fumettistico italiano?

Non sono la persona più adatta a parlare del panorama fumettistico italiano. Leggo poco e quasi tutti fumetti anglosassoni o francesi. Credo che in Italia ci siano tantissimi bravi disegnatori, tanti bravi scrittori, ma pochi editori che abbiano coraggio e fiducia nel provare qualcosa di nuovo o di diverso. Certo, è anche vero che il mercato è quello che è. L’edicola è un rischio altissimo e le fumetterie sono sempre più in difficoltà, ma questo è un problema di cultura che c’è da sempre nel nostro Paese, nel quel un fumetto di Gipi è considerato comunque qualcosa da ragazzini o da nerd, mentre un libro della Littizzetto è letteratura. C’è molto di sbagliato in tutto ciò.

8) E invece cosa pensi del panorama giornalistico italiano?

Eh, qui le cose vanno anche peggio, a mio parere. Mi pare che i grandi nomi del passato non siano stati adeguatamente rimpiazzati e ho l’impressione che in molti facciano di tutto pur di compiacere o, al limite non contrariare, la propria parte politica di riferimento. Per non parlare del rincorrere le mode, i consensi e i likes, sottolineando e promuovendo qualsiasi ignobile cazzata, tipo la famosa collina di destra di Repubblica.it, per dire.

9) Perché, secondo te, personaggi come Don Zauker sono così rari nel Bel
Paese?

Don Zauker Non è esattamente così. O meglio: prima di Don Zauker, sì, fumetti che affrontassero argomenti vicini alla religione in maniera ugualmente irriverente, coraggiosa, cattiva e innovativa non ce ne erano molti. Negli ultimi anni invece, ce ne sono anche troppi. Certo, ognuno a modo suo e ognuno con un proprio pubblico di riferimento, però ci sono e sono tutti fumetti di buon successo. Don Zauker continua però, a nostro parere, ad essere un fumetto diverso dagli altri. Sia per il fascino del personaggio, che per le storie, i disegni, il tipo di umorismo, la cattiveria e il modo di raccontare alcune vicende

10) C’è qualche progetto in cantiere di cui puoi fornirci qualche
anticipazione?

Nirvana Emiliano PaganiIntanto a giugno uscirà l’ultimo, imperdibile, episodio di Nirvana, la serie che, sempre con Daniele Caluri, portiamo avanti dal 2012, per Paninicomics. Poi in questi giorni siamo impegnati a portare in giro il nostro spettacolo, il Don Zauker Talk Show. Sì, perché il successo di Don Zauker ha portato anche a scrivere e produrre uno spettacolo dal vivo. Uno spettacolo nel quale non si parla, ovviamente del fumetto ma se ne cerca di mantenere lo spirito, attraverso immagini e filmati, interamente realizzati da me e Daniele che ci occupiamo anche della conduzione sul palco. Poi, altri progetti… sì, in cantiere ci sono altri lavori ma per ora è ancora presto per parlarne. Diciamo che, dopo tanti anni di opera sul versante satirico/umoristico, ci piacerebbe cambiare completamente genere.

11) Grazie ancora per l’intervista. Ha un ultimo messaggio da lasciare ai
lettori?

Un messaggio? E chi sono, il papa? Facciamo così: stasera, quando tornerete alle vostre case e troverete i vostri figli intenti a leggere qualche fumetto che va di moda, date loro un forte calcio nel culo e dite che quello è il calcio di Don Zauker.

Sitografia

  • Sito ufficiale: http://donzauker.it/

Don Zauker

Davide Esposito

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