Home Cinema di Hollywood Cinema di Hollywood moderno (1960-1999) Le 5 battute più divertenti di sempre

Le 5 battute più divertenti di sempre

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Gli studi nel campo della salute affermano che ridere allunga la vita, quindi che risata sia! Chi, dopo un’intensa giornata di studio o lavoro o stress (si aggiunga quello che si preferisce), non desidera rilassarsi sul divano con una fetta di pizza e una commedia leggera?

Dunque facciamoci una bella risata mettendo in rassegna alcune tra le battute più belle della storia del cinema!

battute più divertenti
5) Larry Lipton (Woody Allen) – Misterioso omicidio a Manhattan

“Io non posso ascoltare Wagner, lo sai, già sento l’impulso di invadere la Polonia!”

Ci troviamo davanti a un “giallo” alla Woody Allen, cinico e paradossale, così come lo sono il regista e il protagonista del film. I due coniugi Lipton si trasformano in improbabili detective per risolvere il mistero della morte improvvisa della dirimpettaia. Dopo un primo momento di indecisione, il sarcastico e fondamentalmente paranoico Larry si lascia trascinare, seppure a modo suo, in quest’assurda caccia all’assassino condita dal peculiare e sagace humor di Woody Allen.

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4) Tenente Frank Drebin (Leslie Nielsen) – Una pallottola spuntata

”Pensavo che il modo migliore fosse concentrarsi su questo caso: non volevo che il caso di questo caso venisse risolto per caso, a caso”.

E’ impossibile parlare delle battute più divertenti del cinema senza citare un film con Leslie Nielsen! Una pallottola spuntata, il primo di quella che diventerà una trilogia, è un masterpiece della storia dei film comici, anzi spingiamoci oltre definendolo demenziale. Certo, qui ci allontaniamo dall’umorismo sottile di Woody Allen, ed infatti questa è la celebrazione della comicità assurda e gratuita. Difficile non guadagnarsi anni di vita con le risate che ci fa fare questo film.

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3) Tommy (Stephen Graham), Mickey O’Neil (Brad Pitt) – The Snatch, Lo strappo

Tommy: “C’era solo un problema con gli zingari o rom, non si capisce quasi niente di quello che dicono. Non è un dialetto, non è una lingua, è semplicemente zingaro”.

Mickey: “ Be, dezzo cipai, maccavalli sai!”

Gioco d’azzardo, incontri di boxe, acquisti di roulotte, omicidi, in questa commedia nera abbiamo un pò di tutto, sembrerebbe quasi di vedere un film di Tarantino. Come descrivere questa battuta, quest’umorismo? Inaspettato perché, di certo, non si può dire che la pellicola segui un filo logico addentrandosi nel grottesco con un’esplicita violenza. In effetti non tanto le scene in sé sono divertenti ma è il modo di parlare che si presenta in maniera del tutto inattesa a scioccarci e a trasformare il tutto in una commedia.

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2) Jake “Joliet” Blues (John Belushi) – The Blues Brothers

“Quel giorno finì la benzina. Si bucò uno pneumatico. Non avevo soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!”

Non crederei a nessuno che mi dicesse di non aver mai, almeno una volta nella vita, utilizzato una di queste scuse! Magari non per giustificarsi per aver saltato il proprio matrimonio ma, se non dette tutte insieme, alcune potrebbero essere quasi credibili se usate in una normale situazione. Questa pellicola, che ci dà una fantastica lezione sulla musica blues, è ricca di scene esilaranti in cui è il mix di battute, atteggiamenti e gesti divertenti a rendere il tutto incredibilmente spassoso!

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1) Gaetano (Massimo Troisi), Don Ciro (Giovanni Febbraro) – Ricomincio da tre

Don Ciro: “Loro premiano quelli che sentono più vicini e queste piccole sofferenze noi le dobbiamo offrire al cielo e ringraziarli per essere stati scelti come destinatari di questo regalo. […] Ho capito devo pregare anche per te”. Gaetano: “No, no, lasciate stare Don Ciro per carità, quello è capace che fanno qualche regalo pure a me.”

Per chi non avesse visto il film, il famoso regalo di cui si parla, è la mano amputata del padre di Gaetano, che, ancora incredulo di ciò che gli è successo, invoca un miracolo per riottenere l’arto. Questa commedia, tra le più famose di Massimo Troisi, è intrisa di un umorismo riflessivo e allo stesso tempo allegro. E’ il marchio dell’attore/regista, il quale non ci offre solo attimi di pura comicità ma ci propone differenti temi e una storia sui quali riflettere tra una risata e l’altra.

Celia Manzi

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