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Verdena: Endkadenz Vol.1, una recensione

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Sono tornati i Verdena. Con il primo volume di Endkadenz si mostrano protagonisti della scena rock italiana: qui la recensione ufficiale de laCOOLtura.

Uscito il 27 gennaio, ecco Endkadenz Vol. 1 dei Verdena, il sesto album della band di Alvino (Bergamo), formatasi nel 1995, con componenti i fratelli Ferrari (Alberto per voce, chitarra e pianoforte, Luca per batteria, percussioni e synth) e Roberta Sammarelli per il basso.

Rappresenta il primo volume di un doppio CD, con il secondo lavoro che uscirà questa estate: un doppio album – come dice Roberta Sammarelli – perché fare un unico lungo CD sarebbe risultato noioso, un po’ come se Lars Von Trier, il suo regista preferito, avesse fatto un solo film per Nymphomaniac.

Verdena: artisti alla maturità

verdena

Dimenticate quindi WOW. Endkadenz rappresenta un lavoro differente, senza l’uso del piano elettrico. La differenza si nota subito con Ho una fissa, il primo pezzo del CD, con un lavoro genuino, rock. Mai banale la ricerca sul solco del rock psichedelico dei tre, e Puzzle lo dimostra, mentre con Un po’ esageri, il primo singolo estratto dall’album, è chiaro che i Verdena sono in un punto decisivo, forse finale, del loro percorso di maturità.

Insomma, con le prime tre canzoni di Endkadenz Vol.1, la band si mette in una buona luce ed il resto dell’album va a confermare l’impressione iniziale: Rilievo è di una bellezza che colpisce, con le percussioni a fare da protagonisti, così come Alieni fra di noi. Da segnalare l’omaggio a Lucio Battisti in Contro la ragione. Il CD termina con Funeralus, il vero significato di Endkadenz: un omaggio a Mauricio Kagel, un pazzo – così definito dalla band – che avrebbe voluto costringere il percussionista, durante i suoi spettacoli,  ad infilarsi con tutto il busto nel timpano e rimanerci dentro alcuni minuti, per dare la cadenza finale (End + kadenz), l’ultimo colpo di un CD che sembra già completo, eppure vedrà un suo gemello nascere questa estate.

Come sempre i testi raccontano qualche storia da decifrare, in pieno stile Verdena, ma come precisa Alberto in un’intervista rilasciata a Repubblica:

 «io so di cosa parlano i miei testi. Non hanno significati diversi, come pensa qualcuno. Io non vorrei dar fastidio alla musica con un concetto troppo forte. Ma non vorrei nemmeno essere troppo poco fastidioso da non essere forte nel testo».

Endkadenz conferma due cose. I Verdena sono la migliore rock band italiana sulla grande scena e sono gli unici che possono avvicinarsi al concetto spesso utilizzato di Nirvana italiani.

Per chi desidera andarli a vedere dal vivo, domenica 8 marzo i Verdena saranno alla Casa della Musica. Appuntamento consigliato. 

Voto: 4,5 / 5

Traccia Consigliata : Rilievo / Un po’ esageri

http://https://www.youtube.com/watch?v=r6RxxYqQgHg

Diego Sbriglia

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