La vita di Aleksandr Griboedov, drammaturgo russo

La vita di Aleksandr Griboedov è stata ricca di avvenimenti significativi. Figura incredibilmente poliedrica , ha dato un importante contributo politico con la sua attività di ambasciatore e diplomatico, e ha donato alla letteratura una delle opere teatrali più rappresentative del panorama culturale russo: la commedia “Che disgrazia l’ingegno!”.

La vita di Aleksandr Griboedov

Aleksandr Griboedov: vita
Aleksandr Sergeevič Griboedov

Infanzia e primi studi

Aleksandr Sergeevič Griboedov nasce a Mosca, probabilmente nel 1794 (i documenti di nascita furono distrutti nell’incendio della città nel 1812).

Il padre, Sergej, è un militare a riposo, mentre la madre, Nadežda, proviene da una famiglia aristocratica. Donna particolarmente autoritaria, affida l’educazione dei figli a precettori tedeschi, e insegna loro a suonare il piano e l’arpa.

Nel 1806, Griboedov inizia a frequentare l’Università di Mosca. Frequenta i corsi di lettere e di diritto, si interessa alla filosofia, alla mitologia e alla storia dell’arte.

Oltre al russo, possiede una perfetta conoscenza delle altre lingue slave e perfeziona, durante i suoi studi, le lingue europee antiche e moderne, e impara l’arabo, il persiano e il turco.

Esperienza a San Pietroburgo

Nel 1812, mentre Napoleone si appresta a marciare su Mosca, Griboedov si arruola come volontario nel corpo degli ussari. La madre, preoccupata per la sua salute e la sua sicurezza, lo fa trasferire presso un altro reggimento, più lontano da Mosca.

Nel 1815 abbandona l’esperienza militare e si sposta a San Pietroburgo. Lì incontra amici che aveva conosciuto a Mosca, ed è proprio nella capitale che Gribaedov inizia a scrivere alcune scene della commedia “Che disgrazia l’ingegno!”.

Gli anni che trascorre a San Pietroburgo gli consentono di entrare in contatto con l’atmosfera culturale della città, caratterizzata da svariati dibattiti politici sulla democrazia, che hanno come principale mezzo di espressione le società segrete e i propri membri.

Sempre nella capitale, incontra Pavel Katenin, drammaturgo e traduttore. Non solo diventa il mentore di Griboedov nell’arte della commedia, ma è una delle persona a cui quest’ultimo affida i suoi manoscritti prima di pubblicarli.

Il “duello dei quattro”

Proprio a San Pietroburgo, alla fine del 1817, Griboedov fu coinvolto in quello che è conosciuto come il “duello dei quattro”. Il motivo alla base di tale duello è la gelosia che riguarda la ballerina Avdot’ja Istomina e due dei suoi pretendenti.

Griboedov, nel tentativo di evitare il conflitto, si trova coinvolto in un duello che vede contrapporsi i contendenti e i loro rispettivi padrini.

Uno dei due padrini denuncia Griboedov, accusandolo di essere l’organizzatore del duello. A causa di questo scandalo, nel marzo del 1818 Griboedov fu nominato segretario di una complessa missione diplomatica in Persia.

Missione in Persia

Griboedov arriva a Teheran il 3 marzo del 1821. Durante il viaggio scrisse le sue “Annotazioni di viaggio”, in cui si fondono la noia e le osservazioni sul Caucaso.

I suoi impegni in Persia impediscono a Griboedov di dedicarsi alla letteratura e alla stesura della sua commedia. I diplomatici si trovavano quotidianamente a dover fare i conti con la popolazione locale e la difficile posizione politica che occupano.

L’attività di diplomatico di Griboedov ha i risultati sperati, e viene permesso il rientro dei prigionieri russi dalla Persia. Per il suo impegno Griboedov viene promosso al grado di assessore di collegio. Nel febbraio del 1822 viene poi trasferito a Tbilisi, in Georgia, dove inizia con più costanza a lavorare alla stesura di “Che disgrazia l’ingegno!”.

Ritorno in Persia e morte

Dopo un breve periodo trascorso a Mosca e il matrimonio con Nina Čavčavadze, giovane di un’aristocratica famiglia di Tbilisi, Griboedov è costretto a far ritorno a Teheran.

A Teheran si occupa di alcuni dettagli dell’accordo che era stato precedentemente stipulato tra Russia e Persia. In particolare, Griboedov si impegna nella liberazione di molte donne armene e georgiane che erano diventate concubine di uomini molto potenti.

Appare chiaro che questi ultimi non vedono di buon grado l’impegno di Griboedov. Uno di loro guida una folla che, il 29 gennaio del 1829, irrompe nell’ambasciata russa a Teheran e uccide Griboedov.

Erika Fardella

Fonti:

-“Che disgrazia l’ingegno!”, a cura di Marco Caratozzolo, Marchese editore.