Gli “Spiriti ostinati” di Matteo Pugliese

Fisicità e spiritualità, precarietà ed equilibrio sono le componenti fondamentali, e solo in apparenza contraddittorie, della recente produzione scultorea dell’artista milanese Matteo Pugliese in mostra dal 4 giugno al 15 settembre 2016 a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, nell’Area Festival del parco della Versiliana. L’esposizione dal titolo Spiriti ostinati propone 35 sculture, appartenenti alle tre serie più note di Pugliese, esposte in parte nella villa ottocentesca La Versiliana, in parte nel grande parco verde.

La rassegna, promossa dal  Comune di Pietrasanta e dalla Fondazione Versiliana in seno al progetto S.T.Art “Grandi Eventi”, è curata dalla Imago Art Gallery con l’importante contributo di Banca Versilia LunigianGarfagnana, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Henraux, Nardini Forniture e Policar Group Concessionaria Bmw.

Matteo Pugliese, uno scultore internazionale

Matteo Pugliese, nato a Milano nel 1969, all’età di dodici anni si trasferisce con la sua famiglia in Sardegna ed è su questa bellissima isola che matura il suo interesse per la scultura e per il disegno, che sviluppa autonomamente. Dopo gli studi liceali ritorna a Milano dove nel 1995 si laurea in lettere moderne con una tesi in critica d’arte, perché è l’arte la sua vera strada. Esordisce nel 2001 quando organizza e finanzia un’esposizione di suoi lavori affittando uno spazio espositivo nel centro del capoluogo lombardo. Solo dopo 18 mesi viene inaugurata la sua prima mostra ufficiale in una galleria a Brera e qualche mese dopo lo scultore approda a Bruxelles.

Nel corso degli anni Pugliese ne ha fatta di strada. Oggi è uno scultore che lavora principalmente tra Milano e la Spagna, ma che ha raggiunto fama internazionale: alcune sue opere sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di gallerie italiane e straniere  ed altre sono state battute addirittura da Christie’s e Sotheby’s con prezzi di aggiudicazione sorprendenti.

Spiriti ostinati: la lotta, la quiete, l’infanzia

La mostra inizia dal parco dove si incontra la grande scultura Die Mauer, alta più di sei metri, realizzata da Pugliese nel 2009 in occasione del ventennale dalla caduta del muro di Berlino, che è un’anteprima della serie più classica dello scultore, quella intitolata Extra Moenia, i cui protagonisti sono uomini bronzei che con gesti energici e torsioni delle membra cercano di respingere la materia, di emergere dalle pareti tentando disperatamente di distaccarsene, quasi una rielaborazione personalissima del “non-finito” michelangiolesco al quale l’artista sembra richiamarsi anche nella resa potente della muscolatura. Sono individui privi di certezze e di equilibri che combattono contro se stessi e contro il mondo, si difendono, sperano, scappano, si chiudono in loro stessi, fanno scelte, invischiati in una lotta che dura tutta la vita. Il muro ha quindi un ruolo ambiguo: è l’antagonista della scultura, ma al tempo stesso ragion d’essere e componente fondamentale dell’opera.

Matteo Pugliese, Allotopus Kal-Elis, 2013, ceramica, bronzo, resina e altri materiali Fonte; http://www.clponline.it/
Matteo Pugliese, Allotopus Kal-Elis, 2013, ceramica, bronzo, resina e altri materiali
Fonte: http://www.clponline.it/

A fare da contraltare alla prima serie vi è la seconda, I Custodi, costituita da sculture in bronzo e altri materiali, come marmo e  terracotta. Si tratta non più di figure dinamiche che trasudano forza fisica, ma di opere statiche che vogliono chiaramente essere guardate da un punto di vista frontale. Qui viene meno l’interesse dello scultore per le proporzioni classiche, i corpi diventano tondissimi, i piedi eccessivamente grandi, ma proprio la staticità e le forme piene trasmettono un senso di maggiore sicurezza, assenza di precarietà, quella forza pacata pronta a custodire ciò che si ha di più caro con le armi e le corazze.

Un discorso a parte merita l’ultima serie, quella degli Scarabei, una produzione dal carattere più giocoso che l’artista stesso ha definito «una specie di pausa o di strada parallela» e che gli ha permesso di viaggiare indietro nel tempo ritornando con la memoria alla sua infanzia. 

Matteo Pugliese, Custode Samurai VIII, 2015, marmo di Carrara Fonte: http://www.clponline.it/
Matteo Pugliese, Custode Samurai VIII, 2015, marmo di Carrara
Fonte: http://www.clponline.it/

Realizzati con vari materiali, questi insetti hanno dorsi dai colori sgargianti, una corazza naturale che, come quella de I Custodi, protegge i valori e gli affetti, e che allo stesso tempo reca con sé quegli oggetti e quelle immagini che riportano agli anni più spensierati della vita: un gettone, Snoopy, una caramella, il mantello di Superman.

Infine in mostra sono presenti anche delle sculture inedite realizzati in marmo e vetro soffiato, materiali altri per uno scultore che predilige il bronzo. Quindi Pugliese opta per la sperimentazione di nuovi materiali e tecniche, cimentandosi in un lavoro artistico estremamente libero e vario.

 

Emanuela Ingenito