Storia del teatro italiano

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Uomo e galantuomo Eduardo

Uomo e galantuomo di Eduardo de Filippo: i punti chiave

Uomo e galantuomo: commedia scritta da un giovane Eduardo de Filippo, racconta le "avventure" di una compagnia di guitti che si mescoleranno con altri pasticci comici.
Eduardo- Napoli milionaria

Napoli milionaria! Eduardo e il dramma della guerra

Napoli milionaria! è uno dei più delicati capolavori di Eduardo De Filippo, concepito durante la Seconda guerra mondiale e messo in scena nel 1945.

La gatta Cenerentola: capolavoro teatrale

Scritta e musicata da Roberto De Simone nel 1976, La gatta Cenerentola è un'opera teatrale che si ispira a Lo cunto de li cunti di Basile.

Giacomo Furia, il caratterista a tuttotondo del palcoscenico

Giacomo Furia: vita, curiosità e aneddoti d'un artista partenopeo che oltrepassò in settanta anni di carriera palcoscenici e set cinematografici.
filumena marturano

Filumena Marturano: il coraggio di essere donna

Filumena Marturano: madre, eroina del suo tempo, rappresenta la forza e il coraggio di essere donna nella società del secondo Dopoguerra. Modello e simbolo di donna che combatte per i propri ideali senza mai piegarsi e arrendersi.
malattia

Malattia e alienazione nelle pagine di Pirandello e Mann

In Enrico IV di Pirandello e La montagna incantata di Mann, la malattia è il punto focale che caratterizza le storie di personaggi che si...
Verdi a Napoli

Giuseppe Verdi a Napoli, capitale d’un regno

Giuseppe Verdi a Napoli. Con un breve diario, il suocero del Maestro racconta il loro viaggio a Napoli, capitale europea della Musica.
natale

Natale in casa Cupiello di Eduardo: “Lucarié, fa freddo!”

Natale in casa Cupiello è un commedia teatrale scritta e messa in scena nel 1931 da Eduardo De Filippo. Tra gli interpreti anche Pupella Maggio.
assunta spina

Assunta Spina: il cuore di Napoli creato da Di Giacomo

Assunta Spina è una donna verace nata dalla penna di Salvatore Di Giacomo, che rappresenta tutte le contraddizioni di una Napoli dei primi del Novecento.

Totò, lo scugnizzo napoletano del rione Sanità

« Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire. » Recitava Totò.

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