Home Attualità Interviste Intervista a Valeria Fedeli: “Col nuovo governo nulla di positivo per i...

Intervista a Valeria Fedeli: “Col nuovo governo nulla di positivo per i ragazzi”

526
Valeria Fedeli
Valeria Fedeli ha lasciato cinque mesi fa la testa del dicastero all’Istruzione, Università e Ricerca al suo successore, Marco Bussetti (indipentente di area Lega), ma non l’impegno nel mondo della scuola e della formazione.

Attualmente Valeria Fedeli è senatrice del Partito Democratico dopo aver presieduto il MIUR nei due anni di governo Gentiloni in cui si è posta come ideale continuazione del lavoro iniziato dalla sua predecessore Stefania Giannini che diede a battezzo la cosiddetta riforma della Buona Scuola.
L’abbiamo incontata alla Leopolda 9 in cui ha presieduto i tavoli di discussione che hanno visto ragazzi (e non) di tutta Italia discutere sulla situazione attuale dell’istruzione in Italia individuandone le problematiche, le prospettive e facendo anche autocritica verso le politiche adottate dai governi targati Partito Democratico.

Quali sono i problemi del mondo dell’istruzione rilevati alla Leopolda e idee che stanno uscendo fuori, quelle più interessanti e di impatto?

La cosa più interessante in cui c’è stata la convergenza di tutto il tavolo è questa: scuola, università e ricerca sono l’infrastruttura immateriale fondamentale per un paese, quindi dovrebbe riguardare la politica dell’insieme del paese. Questo significa che dobbiamo puntare a far riconoscere la funzione docente come determinante e decisiva professionalmente, perché se non abbiamo una qualità di chi deve insegnare poi non possiamo pretendere una qualità della formazione delle ragazze e dei ragazzi, da questo punto di vista dobbiamo puntare a far diventare sempre di più quella del docente come una professionalità riconosciuta, preparata, selezionata e retribuita per mettere al centro la qualità della formazione per i ragazzi e le ragazze,

fedeli ministro istruzione

Cosa si aspetta da questo governo per quanto riguarda l’istruzione?

Drammaticamente hanno già deciso che torna ad essere un settore non strategico per il paese su cui si può tagliare le risorse, invertendo così la rotta che avevamo seriamente avviato. Quindi non ci aspettiamo nulla di positivo per i ragazzi e per il paese.

Donatella De Mena e Giacomo Sannino

Commenti

Commenti