Home Scienze Alimentazione Allattamento naturale: perché è meglio di quello artificiale?

Allattamento naturale: perché è meglio di quello artificiale?

325
allattamento al seno

Allattamento naturale: un tabù insensato

latte di formulaL’allattamento naturale al seno materno è una pratica che per fortuna sta conoscendo un sempre maggiore successo nei paesi più sviluppati, nonostante persista la resistenza di una percentuale di donne che, per motivi culturali e sociali, rifiutano l’idea dell’allattamento naturale soprattutto nei luoghi pubblici, preferendovi in alternativa il latte artificiale (o latte di formula).

Ma sono due pratiche davvero equivalenti per la salute del bambino? Tantissimi hanno univocamente concluso che l’allattamento naturale è decisamente migliore e più desiderabile per la salute del bimbo e della madre stessa.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento al seno e la facilitazione dello stesso anche nei luoghi pubblici. Si tratta di una posizione condivisa anche dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità della Repubblica Italiana.


Ma allora quali sono i vantaggi del latte materno, e quali invece gli svantaggi del latte artificiale?

Composizione del latte materno

Il latte è molto più che una semplice bevanda: può essere infatti definito un vero e proprio tessuto analogamente al sangue, con il quale infatti condivide numerosi aspetti. Così come il sangue, il latte è composto da una frazione liquida ( un’emulsione composta da acqua, biomolecole e sali minerali) e da una frazione cellulare, essenzialmente globuli bianchi.

colostro
da sx a dx: colostro, latte di transizione e latte maturo

Il latte materno, la cui produzione inizia subito dopo il parto grazie alla produzione di prolattina e ossitocina, cambia la propria composizione in base all’epoca post-partum. Si passa dal colostro (liquido giallastro prodotto i primi 3 giorni) fino ad arrivare al latte maturo (dopo i 10 giorni) che ha un maggior contenuto in zuccheri e grassi ma minore concentrazione di proteine, cellule e sali minerali.

Il latte quindi, data la presenza di zuccheri, lipidi e proteine, è evidentemente una bevanda nutriente necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico del bambino e garantirne il corretto sviluppo. Nei primi 6 mesi di vita si pratica l’allattamento esclusivo, mentre nel secondo semestre lo si integra attraverso lo svezzamento per i cibi solidi.

Ma ciò non è sufficiente a descrivere le importantissime proprietà del latte materno. Oltre a molecole dalla funzione esclusivamente nutritiva, sono contenute in esso fondamentali componenti impossibili da riprodurre in formule artificiali. Il latte vaccino non è un valido sostituto del latte materno poiché di composizione significativamente differente e inadatta al fabbisogno del bambino.

La funzione immunitaria del latte materno

Data la fisiologica immaturità del sistema immunitario neonatale, la selezione naturale ha fornito al latte materno le proprietà di difendere il bambino dalle infezioni a cui andrà incontro durante l’infanzia. Queste proprietà sono forniti da proteine e cellule con funzione antimicrobica.

anticorpi
rappresentazione degli anticorpi circolanti

Le più importanti sono sicuramente le immunoglobuline di classe A, ovvero anticorpi deputati al riconoscimento e alla neutralizzazione dei microbi a livello della mucosa digestiva e respiratoria.

Vanno inoltre ricordate il lisozima, proteina enzimatica capace di degradare la parete batterica, e la lattoferrina, proteina che lega il ferro impedendo ai batteri di usarlo per le proprie necessità.

Infine vi sono i globuli bianchi (linfociti, macrofagi e neutrofili), che contribuiscono a proteggere il bambino da batteri e virus.

Funzioni metaboliche del latte materno

Negli ultimi anni si sta ponendo l’accento su altre funzioni che il latte avrebbe nel regolare il metabolismo del bambino. Gli attori molecolari di queste funzioni non sono ben chiariti ma è possibile che possano essere coinvolti alcuni fattori di crescita ed enzimi che operano trasformazioni biochimiche all’interno dell’intestino del bambino. Tutto ciò renderà ragione di quello che verrà riportato in seguito a proposito di alcune patologie legate al mancato allattamento naturale al seno.

A quali malattie predispone l’assunzione di latte artificiale?

La mancata assunzione del latte naturale in favore di quello artificiale predispone verso condizioni patologiche che sono state ben evidenziate da diversi studi nel corso degli anni. Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come alcune patologie fossero in proporzione più presenti in coloro che non avevano ricevuto allattamento al seno.

Le prime malattie a cui sono predisposti tali bambini sono ovviamente le malattie infettive, in particolare quelle respiratorie (soprattutto polmoniti) e gastro-intestinali.

obesitàCi sono sicuramente anche le malattie metaboliche, in particolare obesitàdiabete mellito di tipo 2, ipertensione e dislipidemia (che vanno a comporre la cosiddetta Sindrome Metabolica). Uno studio ha stimato che l‘allattamento artificiale aumenta il rischio di sviluppare obesità del 32% rispetto all’allattamento naturale.

allergiaUn’altra categoria di patologie per cui l’allattamento artificiale sembra rappresentare un fattore di rischio sono le malattie allergiche e auto-immuni: è stato infatti registrato un aumento del rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 1, asma bronchiale, dermatite atopica, morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. Si pensa infatti che alcune proteine del latte materno possano avere un ruolo nel promuovere la “tolleranza immunitaria” ed evitare lo sviluppo di reazioni infiammatorie che danneggino il corpo stesso.

QIAlcuni studi hanno addirittura associato il consumo di latte artificiale con un minore QI dei bambini rispetto a quelli allattati con latte materno naturale; altri hanno evidenziato un maggiore rischio di insorgenza di alcuni tumori ematologici come leucemia acuta linfatica (+23%) e mieloide (+18%).

Una metanalisi ha infine dimostrato come i neonati allattati al seno in maniera esclusiva abbiano un rischio minore di Sindrome da morte improvvisa del lattante.

Vantaggi per la madre

Oltre ai suddetti vantaggi per il figlio sono stati inoltre evidenziati dei benefici nella nutrice che allatta. Infatti l’allattamento e anche lo stesso contatto “pelle a pelle” con il bambino regolano la produzione di alcuni ormoni, in particolare di ossitocina ed estrogeni.

Kagaroo Mother Care
Kagaroo Mother Care

L’ossitocina è un ormone che gioca un ruolo fondamentale nell’induzione del parto, ma ha anche una funzione di stimolo alla lattazione e di rafforzamento nel legame affettivo tra madre e figlio (tanto da essere stato chiamato l’ormone dell’amore).

La modulazione dei livelli di estrogeni invece provocherebbe una più rapida e armonica riduzione del peso corporeo nel post-partum, una riduzione del rischio di siluppo di osteoporosi e soprattutto di tumori estrogeno-sensibili (primi su tutti quelli di mammella e ovaio).

Controindicazioni all’allattamento naturale

Ci sono tuttavia condizioni in cui l’allattamento al seno è sconsigliato, e perciò è obbligato l’utilizzo di latte di formula. Tra queste ci sono alcune malattie infettive (HIV, malaria, tubercolosi), l’assunzione di alcuni farmaci o sostanze stupefacenti da parte della madre, e infine alcune malattie del neonato (es. galattosemia, allergia alle proteine del latte ecc) che possono richiedere un’alimentazione altamente specifica.

L’allattamento naturale dunque è sicuramente preferibile a quello artificiale, tuttavia è importante non colpevolizzarsi in caso di impossibilità ad allattare al seno; il benessere della diade madre-figlio è prioritario per il corretto sviluppo psicologico e biologico del bambino, perciò prima di tutto è importante crescere il bimbo con serenità e amore materno.

Antonio Spiezia

Bibliografia

Abbas A.K., Aster J.C., Kumar V., Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie (IX edizione), Seregno, Edra Masson, 2015

Principi N., Rubino A., Pediatria generale e specialistica, Casa Editrice Ambrosiana, 2017

Sitografia

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27336781

http://www.who.int/topics/breastfeeding/en/

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1926&area=saluteBambino&menu=alimentazione

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK215837/

https://www.surgeongeneral.gov/library/calls/breastfeeding/index.html

https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1469-445X.2000.tb00014.x

https://europepmc.org/abstract/med/16300936

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejm199401133300201

http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2011/06/08/peds.2010-3000.short

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S003139550570290X

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1466&area=nutrizione&menu=allattamento

http://www.epicentro.iss.it/argomenti/allattamento/raccomandazioni.asp

Commenti

Commenti