Home Eventi Spettacoli teatrali Il mercante di Venezia al Teatro Galleria Toledo

Il mercante di Venezia al Teatro Galleria Toledo

1521

Ci si ritrova magicamente catapultati in una laguna quando si entra nel Teatro Galleria Toledo per veder rappresentato Il mercante di Venezia. 

I personaggi sono lì sul palco ad aspettare pazientemente che il pubblico si accomodi, seduti, in attesa, con i piedi immersi nell’acqua che c’è in scena, in questa magica atmosfera familiare, resa così intrigante grazie ai riverberi dell’acqua che si riflettono sulle pareti del teatro. Giochi di luce e di acqua.

Il mercante di Venezia: La trama

Il mercante di Venezia di William Shakespeare è storia conosciuta: Antonio, innamorato di Porzia, per conquistare la donzella chiede l’ennesimo prestito al fidato amico Bassanio, ricco mercante di Venezia, che però al momento non dispone di denaro liquido perché ha dei traffici in mare che devono ancora giungere in porto.

Sicuro della riuscita dei suoi affari, Bassanio decide comunque di chiedere un prestito all’ebreo Shylock che gli concede i 3000 ducati a patto che, se entro lo scadere dei termini non gli avrà restituito la somma prestabilita, il mercante dovrà ripagarlo con una libra di carne presa dal suo corpo.
Il giovane Antonio riesce ad arrivare a Porzia ma qualcosa va storto: le navi di Bassanio naufragano ed il mercante cade in rovina.

Shylock pretende il suo pagamento ma con la destrezza di Porzia viene trovata una falla nel contratto tra l’ebreo ed il mercante e la storia termina felicemente senza spargimenti di sangue. Tutti ne escono vincitori tranne Shylock che perde tutto il suo patrimonio e soprattutto la sua dignità.

La regia

La regia di Laura Angiulli al Teatro stabile d’innovazione galleria Toledo oscilla tra classicità e la modernità: il testo shakespeariano è sinceramente rispettato ma con la geniale trovata dell’acqua sul palco la regista fa un salto di qualità, immergendo totalmente lo spettatore nel contesto veneziano.

Il mercante di Venezia galleria toledo

Acqua che però non serve unicamente come impianto scenografico ma anche come messaggio metaforico: gli attori camminando la smuovono, la accarezzano, addirittura la rendono partecipe del dialogo e ci fanno capire quanto quell’acqua simboleggi gli stati emotivo dei personaggi.

L’acqua è piatta e tranquilla quando i due innamorati si scambiano parole dolci ma tempestosa quando la rovina dei personaggi è vicina.

Una forte reinterpretazione è stata data poi al rapporto tra Bassanio e Antonio: nell’opera originale c’è un leggerissimo sentore che il mercante possa essere innamorato dell’amico, in questa rivisitazione l’amore omosessuale di Bassanio per Antonio è invece evidenziato senza remore (confermato anche da un bacio che i due si scambiano quando la morte di Bassanio pare ormai certa).

L’opera della diversità

Il mercante di Venezia diviene così l’opera della diversità: non solo l’amore omosessuale ma anche, e soprattutto, il contrasto tra ebrei e cristiani.

l’ebreo Shylock è il diverso per eccellenza, ghettizzato, deriso, maltrattato. È il cattivo, la pecora nera, ma come mai proviamo tanta compassione per questa incarnazione del male? Forse perché il Bardo nel ‘600 aveva la mente più aperta di una qualunque persona del ventunesimo secolo, forse perché il monologo dell’ebreo non è così sbagliato in fin dei conti:

“Egli m’ha vilipeso in tutti i modi, e una volta m’ha impedito di concludere un affare per un milione.

Ha goduto per le mie perdite e ha dileggiato i miei guadagni,

ha disprezzato la mia razza, ha intralciato i miei buoni affari,

ha allontanato da me i miei buoni amici e mi ha aizzato contro i nemici!

E tutto questo per quale ragione? Perché sono ebreo! E dunque?

Non ha forse occhi un ebreo? Non ha mani, organi, membra, sensi, affetti e passioni?

Non si nutre egli forse dello stesso cibo di cui si nutre un cristiano?

Non viene ferito forse dalle stesse armi?

Non è soggetto alle sue stesse malattie?

Non è curato e guarito dagli stessi rimedi?

E non è infine scaldato e raggelato dallo stesso inverno e dalla stessa estate che un cristiano?

Se ci pungete non versiamo sangue, forse?

E se ci fate il solletico non ci mettiamo forse a ridere?

Se ci avvelenate, non moriamo?

E se ci usate torto non cercheremo di rifarci con la vendetta?

Se siamo uguali a voi in tutto il resto, dovremo rassomigliarvi anche in questo.

Se un ebreo fa un torto a un cristiano, a che si riduce la mansuetudine di costui? Nella vendetta.

E se un cristiano fa un torto a un ebreo quale esempio di sopportazione gli offre il cristiano? La vendetta.

I protagonisti

Tutto questo, l’amore di Antonio per Porzia, l’amore di Bassanio per Antonio, la truce sconfitta sia morale che fisica di Shylock e l’importanza del denaro nella vita della Venezia del XIV-XV secolo sono stati sapientemente trasmessi sul palco da Laura Angiulli e dal suo cast composto da Paolo Aguzzi, Giovanni Battaglia, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Stefano Jotti, Antonio Marfella, Caterina Pontrandolfo, Fabiana Spinosa e Antonio Speranza.

Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Galleria Toledo nei giorni 12, 13, 14, 19, 20 e 21 gennaio 2018 facendo rivivere Il mercante di Venezia con nuova luce, ma sempre con il giusto rispetto che si deve ad un’opera di tale portata.

Daniela Diodato

Il mercante di Venezia galleria toledo

Commenti

Commenti

CONDIVIDI