Home Letteratura italiana Storia del teatro italiano Cimarosa, il Mozart di Aversa: successi e ingiustizie

Cimarosa, il Mozart di Aversa: successi e ingiustizie

1842
Cimarosa
Ritratto del Maestro Domenico Cimarosa. Museo Certosa di San Martino, Napoli.

Domenico Cimarosa, compositore della Scuola musicale napoletana settecentesca, nasce nel 1749 ad Aversa (CE), antichissima, aristocraticissima e città estremamente popolana. Fu un feudo appartenuto al conte normanno Rainulfo Drengot, offertogli dal duca di Napoli Sergio IV nel 1029.

La ricchezza delle umili origini

Il compositore nasce in un basso d’un modesto palazzo nobiliare, da Gennaro ed Anna Cimmarosa, con due “m”. Il cognome originario della famiglia del Maestro era, appunto, Cimmarosa, che Domenico deciderà poi di modificare, aggraziandolo e ripulendolo da quella greve pronuncia dialettale.

Una famiglia di umili origini. Gennaro era un muratore, che intorno al 1756, durante la costruzione della Reggia di Capodimonte, perse la vita in seguito ad un incidente; ed Anna, onesta e coraggiosa lavandaia, che dovette farsi carico di tutta la famiglia dopo la morte del marito.

I Cimmarosa a Napoli

Dal 1756, quindi, i Cimmarosa vivono a Napoli, perché il capofamiglia, poi tragicamente scomparso, riuscì a trovare lavoro nel cantiere regio.

Ma i ricordi d’infanzia del piccolo Domenico restano ad Aversa, tra i suoi vicoli sempre teatro di recite e cantate. Ed è qui che Domenico riuscì a comprendere e a trovare la sua vera aspirazione: la musica.

Aversa: affezione naturale e viscerale

Cimarosa non dimenticherà mai Aversa. Nonostante il successo conquistato a Napoli (nel Settecento, capitale europea della musica), egli, comunque, sarà sempre devotissimo alla sua città natale, antica fonte d’ispirazione musicale.

La finta parigina

Nel 1773, infatti, il Maestro compone un’opera per il Teatro Nuovo di Napoli, La finta parigina, lavoro di rara raffinatezza. Nella scena iniziale inserisce proprio una piazza di Aversa, popolata e attraversata da numerosi venditori di mercanzia varia: dall’uva Asprinio di Aversa al caciocavallo; dal fritto di calamari alla celebre mozzarella aversana.

Un affresco di tradizioni locali e di colori propriamente napoletani; tanti settecenteschi Trabuco, venditore di cianfrusaglie ne La forza del destino di Giuseppe Verdi.

Peraltro Verdi apprezzava molto Cimarosa, ritenendolo un talento straordinario soprattutto nella composizione di opere buffe.

Damnatio memoriae

Quel sentimento d’affezione viscerale che il Maestro nutriva per la sua città natale, ora, ad Aversa, sembra quasi scordato, ingiustamente dimenticato.

Nei giorni degli anniversari di nascita e di morte del Maestro, non un canto, non un fiore ai piedi del suo monumento.

Quel monumento, sito nei pressi della stazione di Aversa, in Piazza Mazzini, è un raro e raffinato esempio di scultura della Scuola napoletana del Novecento. È opera del grande artista calabrese Francesco Jerace.

Cimarosa
Aversa (CE), Piazza Mazzini. Monumento a Domenico Cimarosa realizzato da Francesco Jerace. Fotografia di Nicola Prisco.

Afflitto dall’incuria generale, questo meraviglioso monumento giace da tempo rilegato ai margini della città. Gli aversani, perlomeno quelli ignoranti, pensano ancora che Cimarosa sia stato in vita uno jettatore e che, oggi, incrociare il suo sguardo porti male. Mai condanna fu così ingiusta!

Cimarosa
Monumento a Domenico Cimarosa, particolare. Fotografia di Nicola Prisco.

Il Cimarosa di Jerace, avvolto in una raffinata musicalità d’un panneggio classicheggiante, ha subìto, inoltre, le torture peggiori: il viso sfigurato, le dita d’una mano mozzate, un amorino praticamente scomparso.

Cimarosa: il successo in Russia e in Austria

Tormentato da un clima rigidissimo, nella Russia di Caterina II, Cimarosa visse per tre anni. Il Maestro, fisicamente sofferente, non riesce ancora a concepire il suo capolavoro.

Nonostante ciò, regala alla zarina due opere raffinatissime Cleopatra e La vergine del sole, scritte per Pietroburgo. Evento straordinario, che rallegrò il suo soggiorno russo, è la nascita del secondogenito del Maestro, Paolo Cimmarosa.

Dopo la scadenza del contratto, Cimarosa lascia la Russia e giunge in Austria. All’imperatore Leopoldo II, appassionato di musica, non par vero di avere il Maestro come compositore di corte. In Austria, coccolato dall’imperatore, Cimarosa concepisce il suo capolavoro: Il Matrimonio segreto.

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di quest’opera. La sua magnificenza ci dà la possibilità di conferire al Maestro il titolo di Mozart di Aversa.

Nicola Prisco

Bibliografia e Sitografia

Di Sarno Filomena, I grandi musicisti aversani del Settecento, 2006.

http://www.teatrolafenice.it/media/libretti/15_2769matrimonio_dc.pdf

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