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Amore: dal mito classico alla mela Gimagiona

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Amore

Amore, anima gemella, dolce metà: concetti astratti che per i più romantici esistono davvero; frutto di miti e leggende per i meno sentimentali.

Una tematica quella dell’amore con la “A” maiuscola così vasta ed ampiamente discussa da diventare, insieme alla Morte, il dilemma delle nostre vite. Quello che gli antichi consideravano un demone potente, la follia portata agli estremi, la smania, l’estasi, l’incanto, la voluttà da vivere o rimpiangere, dovrebbe essere una “cosa semplice” eppure la tendenza a razionalizzare la rende più complessa di quanto essenzialmente sia.

Il sentimento, in assoluto, più alto e sublime che ha ispirato scrittori, pensatori, artisti e uomini di ogni tempo e luogo. Un argomento che investe direttamente la sfera emozionale e spirituale dell’essere umano, mettendolo in contatto con i meandri più nascosti della propria interiorità.

Dal panorama musicale a quello cinematografico, dall’ambito letterario a quello delle arti figurative, la fonte ed il leitmotiv di base è in prevalenza proprio l’Amore: il motore che muove il mondo, l’enigma che taluni risolvono nelle equazioni della chimica e tal altri rimandano, invece, all’alchimia. Che sia una questione di magia o di scienza, il tutto confluisce comunque nella visione condivisa che non se ne può fare a meno perché “l’Amore conta e salva l’anima”.

Scegliere la solitudine e l’indipendenza affettiva priva di aspettative verso l’altro o lasciarsi andare alla tenerezza di un’emozione tanto forte da contenerle tutte e che ci mette a nudo lasciando trapelare le nostre più nascoste debolezza e fragilità? Dare retta al cuore o seguire la testa? Credere o non credere nell’Amore e nella possibilità che esista? E’ questo lo stereotipo più ricorrente delle domande che ci si pone dinnanzi al Sentimento per antonomasia e che, in una società frenetica e sempre più superficiale come quella attuale, è quasi visto come una questione “out”, “fuori moda”, un discorso avulso dai contesti moderni.

Infinite sono le leggende inerenti l’anima gemella, quell’ideale di Amore vero in cui riecheggia la pazzia del “per sempre”, l’incastro perfetto che sa di Infinito e di completezza, il paradosso dell’unità nella dualità, la libertà che diventa legame ma mai prigione.

I Giapponesi credono che ogni individuo, sin dalla nascita, avrebbe annodato al mignolo della mano un invisibile filo rosso, il quale lo unirebbe alla propria metà complementare. Due parti di Universo che si attendono e si appartengono da tempi ancestrali e che, per motivi ignoti o semplicemente per volontà condivise, arriva un preciso istante in cui entrano in contatto, riconoscendosi.

Amore: l’anima gemella e il mito dell’Androgino

Il pensiero che due persone che si amano vada a ricomporre un essere unico e preesistente sul piano spirituale è molto antico e si ricollega al mito dell’Androgino di Platone, tratto dal “Simposio” dove il filosofo parla, appunto, d’Amore, di un tempo lontano quando non esistevano differenze di sesso. Gli uomini e le donne erano fusi in una sola creatura ermafrodita, munita di quattro braccia, quattro gambe e due teste. Un essere tanto perfetto da attirarsi l’invidia degli dei che, gelosi, decisero con un fulmine di separare le due parti destinate a cercarsi per ricongiungersi.

Questa versione ricorre anche nella mitologia ebraica e, in quella classica greca vi è pieno riferimento a Ermafrodito, figlio di Ermes ed Afrodite, un giovane di grande bellezza di cui s’innamorò la ninfa Salmacide che lo attirò a sé nel lago, pregando gli dei di unirli per l’eternità.

Amore oltre la morte: Orfeo ed Euridice

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Orfeo e Euridice

Altro mito significativo è quello descritto dal sommo Virgilio, cantato dal grande R. Vecchioni, scolpito dal Canova etc.: Orfeo ed Euridice. La storia dove Amore-Morte-Poesia diventano un trinomio indissolubile.

Orfeo era considerato dai Greci il “poeta dal dolce canto” che con la sua lira riusciva ad ammansire le belve. Figlio della Musa Calliope, sposò la bella Euridice di cui si innamorò anche Aristeo. La donna per sfuggire a quest’ultimo, morì morsa da un serpente ed Orfeo, straziato dalla mancanza dell’amata, scese nell’Averno, dove il suo canto funebre commosse gli Inferi e, il signore dell’Ade gli concesse di riportare sulla Terra la sposa a patto di non voltarsi prima di essere usciti dall’oscuro regno. Quasi giunti a destinazione, Orfeo, impaziente, si voltò perdendo per sempre Euridice, la quale svanì come polvere al vento. Tornato cambiato tra i mortali, il cantore finì per essere fatto a pezzi dalle Menadi durante i Baccanali e i suoi resti, gettati in mare, raggiunsero l’isola di Lesbo, nota a tutti come l’isola dei poeti.

Amore: un racconto moderno

Tra le storie più recenti che, invece, trattano di Vita e d’Amore vi è il breve racconto de “La Mela Gimagiona” di Ganinova Lotulev; un piccolo scritto elementare ma preziosissimo che, attraverso semplici metafore, parla di un viaggio di consapevolezza all’insegna del Sé e delle proprie emozioni.

Un percorso che non esclude difficoltà, fatto di peripezie ed ostacoli da superare, limiti da affrontare per giungere a “casa”, per trovare il centro del proprio essere anche attraverso l’ Amore.

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Racconto moderno

La favola vede protagonista Gimagiona, una mela che, stanca dell’immobilità della sua vita, si stacca dall’albero paterno Diomede e decide di andare ad esplorare il mondo. Cadendo dal ramo, la mela si spacca in due e si mette alla ricerca della metà perduta, intraprendendo un cammino impegnativo ma interessante che le consente di mettersi in gioco, di migliorarsi e vincere quel senso di disagio derivante dallo stare fermi. Al termine del viaggio, Gimagiona ritrova Rinogiava: la sua parte mancante, ciò che aveva perso e che, allegoricamente, può avere tante chiavi di lettura (dall’amore per se stessi a quello verso l’altro).

Un viaggio continuo, fatto di dubbi e paure, incertezze, rotture, incontri, scontri, innamoramenti e delusioni, dolorose separazioni e distacchi, riconoscimenti, unioni, ritorni e ripartenze. Un andare continuo a scavare nelle profondità di noi stessi che, se osservate con coraggio ed onestà, possono condurci verso ciò che tutti cerchiamo: l’Amore.

Quello che per amare è necessario prima imparare ad amarsi!

Pasqualina Giusto

Bibliografia: 

  • “I Dialoghi”,Platone.
  • “La Mela Gimagiona”, Ganinova Lotulev, edito “Nuova Specie”

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