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Testament: tutte le novità sul nuovo album

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Dopo il nuovo video degli Slayer, dopo che i Metallica hanno svelato copertina e title-track del loro prossimo disco, intitolato “Hardwired… To Self-Destruct”, anche i Testament tornano sulle scene annunciando, poco alla volta, tante succose novità su Brotherhood of the Snake, il loro nuovo disco, che tra poco più di un mese arriverà nei negozi di tutto il mondo. Da ciò che è stato possibile sentire, questo nuovo lavoro ha tutte le carte in regola per dare nuova linfa al thrash metal, confermando, ancora una volta, lo stato di grazia della band di San Francisco.

Testament: un nome, una garanzia

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Ecco l’artwork del nuovo album.

Nonostante tutti conoscano i Big Four, ovvero Metallica, Megadeth, Anthrax e Slayer, i Testament hanno sempre rappresentato una delle realtà più esaltanti del metal della Bay Area che, disco dopo disco, hanno costruito e consolidato una reputazione pari a quella dei loro illustri colleghi. Nati nel periodo di massimo splendore del thrash metal, il sound dei Testament si è sempre contraddistinto per i riff aggressivi, veloci, rocciosissimi, ma senza mai perdere di vista l’aspetto della melodia, andando a creare un mix esplosivo, capace di catturare l’ascoltatore sin dalle prime note, e di coinvolgerlo dall’inizio alla fine del pezzo.

Se questo aspetto li ha accomunati ai Metallica, quello che forse ha frenato i Testament dall’ottenere un successo almeno pari a quello riscosso dai Big Four risiede nei numerosi cambi di line up, avvenuti  soprattutto negli anni ’90, in cui il Grunge rappresentava il genere di riferimento, costringendo moltissimi artisti ad adeguare il loro sound rispetto al “nuovo che avanzava”. Se a tutto questo aggiungiamo i problemi di salute che hanno afflitto Chuck Billy, l’iconico e carismatico frontman della band, e la separazione, durata oltre 10 anni, da Alex Skolinck, talentuoso chitarrista solista, possiamo facilmente immaginare che tutte queste battute d’arresto abbiano letteralmente minato il cammino dei Testament che, altrimenti, avrebbero costretto i critici di tutto il mondo a parlare non più di Big 4, ma di Big 5.

Tutti i dettagli di Brotherhood of the Snake

Subito dopo aver svelato il magnifico quanto minaccioso artwork di Brotherhood of the Snake, da Eliran Kantor, già a lavoro con band del calibro di Atheist e Gwar, vengono rivelati altri dettagli di Brotherhood of the Snake, tra cui la tracklist, che comprende 10 tracce:

01. Brotherhood Of The Snake
02. The Pale King
03. Stronghold
04. Seven Seals
05. Born In A Rut
06. Centuries Of Suffering
07. Neptune’s Spear
08. Black Jack
09. Canna-Business
10. The Number Game

Subito dopo è stata pubblicata la title-track, che fa capire sin da subito che i Testament, nonostante lo scorrere del tempo, sono letteralmente inossidabili, andando ad alzare ulteriormente le aspettative sul dodicesimo album della band. Il disco, prodotto da Juan Urteaga ed Eric Peterson, chitarrista e fondatore del gruppo, e mixato da Andy Sneap, sarà pubblicato da Nuclear Blast, e sembra avere tutte le carte in regola per bissare il successo del precedente Dark Roots of the Earth.

Stando alle parole di Chuck Billy ed Eric Peterson, il processo di scrittura di Brotherhood of the Snake sarebbe iniziato nel 2014, due anni dopo la pubblicazione di Dark Roots of the Earth, e nel bel mezzo del tour promozionale dell’album. Il ritmo serrato con cui la band si è esibita, uno show dopo l’altro, avrebbe impedito al gruppo di avere la giusta concentrazione per terminare subito la stesura dei brani, spostando inesorabilmente in avanti il completamento del disco. Ma ora l’attesa è finita, il prossimo 28 Ottobre 2016 potremo finalmente mettere le mani su Brotherhood of the Snake, in modo da poter ammirare, ancora una volta, una band che, nonostante non abbia mai ottenuto il successo che avrebbe ampiamente meritato, riesce sempre a mantenere un livello creativo pari, se non superiore, a quello di tanti suoi illustri colleghi.

Claudio Albero

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