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#Prayfor Peace: per non arrendersi

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#Prayfor

Bruxelles: l’Europa piange ancora

#Prayfor Peace: l’hashtag che commuove il mondo.

Sono passati soltanto quattro mesi dalla strage di Parigi ma il cuore dell’Europa viene ferito ancora e, questa volta, l’obiettivo è stato Bruxelles, capitale belga, altra città simbolo dell’Unione. Dove si nasconde la pace? Oggi, come quella notte del 13 novembre 2015, si provano le stesse emozioni: paura, smarrimento, rabbia. Si sarebbe potuto prevenire l’attentato che ha colpito l’aeroporto e la metropolitana della città belga? Si contano circa 31 morti e 230 feriti. Un nuovo attacco proprio quando venerdì 18 marzo è stato catturato in un quartiere di Bruxelles, Abdeslam Salah, il decimo uomo che faceva parte del commando della strage di Parigi, attentato che causò 130 morti.

#Prayfor

Il mondo si è stretto intorno alla capitale francese nel cordoglio e nel dolore generale, immaginando che quella lunga e silenziosa notte, il cui ricordo profuma ancora oggi di caos, terrore e morte, possa essere dimenticata. Parigi oggi piange di nuovo, come piange Bruxelles. E mentre l’Europa vive nuovamente attimi di atrocità e sofferenze indicibili, la speranza si disperde e l’angoscia dilaga nei cuori delle famiglie colpite dall’attentato. Cosa ci racconteranno adesso? Il web impazza di hashtag, #Prayfor Paris, #Prayfor Sirya, #Prayfor Turkey, e adesso si aggiunge anche #Prayfor Brussel. Si parla di un fallimento dell’Intelligence europea e di una strage “annunciata”, o quanto meno ipotizzabile e prevedibile.

Ma la verità è che non si può più parlare soltanto di ostilità e conflitti politici, economici e di potere. Si è dimostrato, ancora una volta, che il pericolo è ovunque, in Europa come in Asia, in qualunque angolo del mondo. La paura è tangibile nell’aria perché l’odio è dappertutto. Dov’è finita la pace e il senso di sicurezza? La guerra in Siria, i bombardamenti in Turchia, gli attentati in Europa sono il segno concreto che si è passato il confine, tra l’umano e il non umano, quel sottile ed invisibile limite che non ritornerà. L’uomo ha abbandonato la libertà e la pace, ha valicato con le guerre e le armi la potenza dell’amore e ha permesso ai fanatismi e alle ideologie estremiste, che puntano alla distruzione, di prendere il sopravvento sul mondo che egli stesso ha creato, sviluppato e protetto.

#Prayfor

L’odio e il terrore sono le armi più potenti, al momento. Sono le strategie per abbattere qualsiasi speranza nel futuro e qualsiasi possibilità di convivenza nel mondo. L’umanità ha perduto se stessa e sta perdendo il dono più importante, la vita. Si inizia a temere che i sogni di  amore e pace, di perdono e di generosità non possano più rappresentare le difese della nostra epoca e che non possano più ideologicamente fronteggiare il male che ogni giorno si abbatte su di noi. Oggi è un giorno nero, scuro come il velo di morte che cala sull’Europa, di nuovo. #PrayforPeace

#Prayfor Peace, siamo tutti uguali

E mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore”

Cantava Fabrizio De Andrè in La Guerra di Piero. Siamo tutti uomini uguali, con lo stesso diritto alla vita e alla libertà, divisi però da ideologie politiche diverse, opposte e in forte contraddizione, appartenenti a nazioni apertamente in guerra. Di fronte alla vita, però, le barriere e le differenze devono crollare, le discriminazioni e le ostilità devono essere messe da parte per favorire soltanto l’unità, la collaborazione e la cooperazione totale.

L’Europa deve proteggersi insieme e tutelarsi dal terrorismo. Ma il problema che sorge oggi è che, mentre i governi e le istituzioni continuano a parlare di sicurezza unica, strategie militari ed operative, coordinamento tra le agenzie di Intelligence, scambio di informazioni e cordone di protezione politica, la guerra va avanti e la gente comune non crede più nel rispetto, nella tolleranza e nella fiducia. Ogni attentato, ogni strage, ogni bomba che viene lanciata in qualsiasi parte del mondo annichilisce sempre di più la fiducia e la speranza nel futuro perché è sempre più difficile rialzarsi e reagire. Questa consapevolezza porta il nome del dolore, della paura e dell’angoscia.

#Prayfor

Ma è fondamentale non fermarsi, continuare ad andare avanti per credere che qualcosa possa cambiare. Dovremo tutti, occidentali e orientali, europei e asiatici, gente di tutto il mondo, unirci in un grande abbraccio ricordando le vittime e le morti ingiuste, e percepire forte il senso della vita perché la pace, adesso più di prima, è l’unica difesa che ci resta per sopravvivere e per credere che un domani diverso sia davvero possibile.

#Prayfor Peace

Valentina Labattaglia

 

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