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DDL Cirinnà: sì del Senato, ma che amarezza

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173: ricordate questo numero, perché è quello che ha permesso al DDL Cirinnà di ottenere la fiducia in Senato. 71 invece sono stati i voti contrari mentre nessun senatore si è astenuto dalla votazione. Si tratta certamente di un passo avanti, una conquista – se vi piace – ma si tratta di una “vittoria” condita da un (bel) po’ di amarezza.

Senatrice Cirinnà: “questo solo primo passo”

È un primo passo, una vittoria con un buco nel cuore. Questa è una legge importantissima ma penso anche ai figli di tanti amici. Ora dobbiamo fare un secondo passo, siamo a metà della scala¹.

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Monica Cirinnà

La Senatrice si riferisce all’eliminazione della Stepchild Adoption dal DDL. Solo così si è potuto arrivare a votare la fiducia. Compromesso? C’è chi preferirebbe usare altre espressioni. In effetti la “storia” del DDL s’è mostrata travagliata sin dall’inizio, con spaccature che rivelano la poca coesione del PD – che pure ha proposto il testo della legge – mentre il Movimento 5 Stelle sembra aver voluto adottare una sorta di tattica del “contenti tutti”. Sì perché i senatori pentastellati non hanno voluto votare l’emendamento detto “canguro” – proposto dal Partito Democratico al fine di evitare l’ostruzionismo fine a sé stesso ed a tratti ridicolo delle opposizioni – probabilmente per la volontà di evitare che fosse negata la discussione parlamentare. Chiaramente risulta una strana decisione, quella del tatticismo, da parte di un movimento che ha sempre millantato assoluta coerenza e trasparenza.
Unendo la poca informazione circa il “canguro” alla volontà di realizzare una delle leggi che i cittadini italiani – la maggior parte, almeno – attendevano con più ansia, è chiaro che la decisione del M5S risulta poco comprensibile.

Ma Monica Cirinnà ha parlato di “vittoria con buco nel cuore“. Chiaramente, il riferimento è rivolto all’eliminazione della Stepchild Adoption dal DDL. L’amaro in bocca è tanto: si è ceduto alle pressioni di coloro i quali dichiaravano gay, lesbiche e transessuali semplicemente delle «checche varie²» preda di crisi isteriche. Ci si riferisce naturalmente alle parole di Roberto Formigoni che ha fatto parte del blocco – insieme, tra gli altri, a Carlo Giovanardi e a Maurizio Gasparri – che ha costretto alla mutilazione del DDL.

Indignazione LGBT

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Il premier Matteo Renzi

Si fa presto a prendere i dati ISTAT e a dichiarare che le coppie omosessuali in Italia sarebbero solo 7.513 su circa 16 milioni di coppie. Naturalmente non si tiene conto delle coppie omosessuali che preferiscono rimanere nell’ombra, costretti da un paese ancora troppo bigotto che sovente rende difficile la vita alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Le associazioni lgbt avevano già dichiarato che non era pensabile modificare il DDL Cirinnà – già frutto di un faticoso accordo nato da altrettanto faticosi – eliminando la Stepchild Adoption. Si trattava semplicemente di tutelare maggiormente quei minorenni che subiscono discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale dei propri genitori. Questo non è stato possibile a causa di paure – immotivate – circa presunti danni che i bambini avrebbero potuto subire. Il PD ha dovuto di fatto cedere all’Ncd di Angelino Alfano perché, altrimenti, non avrebbe avuto i numeri per far approvare il DDL. Matteo Renzi aveva detto «Non possiamo ritardare ancora l’approvazione della legge. Sono decenni che con tutte le scuse si rinvia, si ritarda, si rimanda. Adesso è arrivato il momento di decidere, anche a costo di usare lo strumento della fiducia³ Di fatto, il premier ha ritenuto necessario sacrificare parte del DDL in favore della rapidità.  

La formazione politica di Denis Verdini s’è rivelata decisiva per l’approvazione del DDL. Ma che cosa è stato approvato? Una legge sulle unioni civili senz’altro. Una legge che vada a concedere diritti uguali a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione? No. In Italia esistono due livelli di cittadinanza, A e B. I gay, le lesbiche e, in sostanza, i “non etero” – e i loro figli – si considerano ora cittadini di serie B.

Luigi Santoro

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