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Kingdom Come: una lotta tra dei e umani

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Nel corso dei decenni il fumetto è diventato sempre più una forma d’arte e, come diceva Hugo Pratt, vera e propria “letteratura disegnata“. Naturalmente c’è letteratura e Letteratura ed i fumetti non fanno eccezione;  non tutti infatti sono adatti ad un pubblico maturo.

Tra quelli appositamente pensati per indurre ad una riflessione decisamente più profonda troviamo, tra gli altri, Kingdom Come, scritto da Mark Waid e Alex Ross.

Kingdom Come: l’esilio di Superman

Ambientato in un ipotetico futuro dell’universo DC, esso mostra l’avvento di una nuova generazione di eroi, più violenti e spietati rispetto a quelli della Silver Age. Superman, ritiratosi a vita privata, non viene più percepito come una guida dalla popolazione meta-umana. I suoi compagni hanno smesso di vivere tra gli uomini, ponendosi al di sopra di essi, ciascuno a modo proprio.

Kingdom Come
Superman, ritiratosi a vita privata, dà sfoggio dei propri poteri davanti ai suoi animali

Il primo nemico dell’Uomo d’acciaio

Il fumetto ha più chiavi di lettura, e una di queste può essere individuata nella crescita dei personaggi. Superman, di ritorno dall’esilio, richiama a se alcuni membri della Justice League e si erge a leader dell’intero pianeta: a modo suo un salvatore, forse ad occhi di altri un dittatore (seppur benevolo). Chi non è disposto ad usare i suoi poteri con responsabilità viene internato nel Gulag, una prigione per meta-umani ribelli. Nel corso del fumetto l’Uomo d’acciaio dunque deve combattere, prima che con degli avversari fisici, contro un nemico più insidioso: la propria paura di fallire.

Magog: il vero uomo del domani…

Superman però non è l’unico a nutrire dubbi circa le proprie azioni, dato che esse sono criticate anche da Magog. Quando l’Uomo d’acciaio ritorna dal suo esilio, egli accusa Magog di aver “guidato sei pazzoidi ultrapotenti contro quel patetico del parassita. Un’azione spropositata che ha ucciso un milione di persone”. Tra i sei “pazzoidi” c’era infatti Capitan Atom, sventrato dal Parassita che cercava di difendersi. Purtroppo, ciò ha causato un’esplosione nucleare che ha distrutto buona parte del Kansas. Magog però ribalta l’accusa incolpando Kal-El dell’accaduto: egli è stato acclamato come l’uomo del domani al posto del kryptoniano proprio perchè questi era incapace di cambiare (lo definisce “sorpassato quando io ero ancora un teenager”). Gli umani “hanno preferito l’uomo disposto a uccidere all’uomo che non lo era… e sono morti.”

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Magog accusa Superman di essere scappato dalla prospettiva che fosse lui l’Uomo del domani

…o soltanto un falso idolo?

Benchè non sia un personaggio malvagio Magog è visto come il “Vitello d’oro” biblico, ovvero il falso idolo. Segno, per l’appunto, del tragico errore di considerare “l’uomo disposto ad uccidere” come protettore, rispetto a colui che non lo è. Sarà infatti dopo l’acclamazione popolare di Magog come “difensore di Metropolis” che Superman lascerà la città, privando i meta-umani di una guida; andata via questa figura, crollano tutti gli scrupoli morali.

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Vox Populi: Magog è considerato il nuovo difensore di Metropolis.

Il ritorno di Kal-El e le sue conseguenze

Eppure sarà proprio il ritorno dell’eroe kryptoniano a scatenare, sul breve periodo, gli effetti peggiori. Il Fronte di Liberazione Umano (un’organizzazione composta da vari criminali quali Lex Luthor) esasperato da Kal-El contribuità all’incrinarsi del rapporto tra umani e meta-umani e, quando nel Gulag scoppierà una rivolta, (a cui seguirà il rilascio di tre bombe in grado di sterminare gli eroi da parte dell’esercito) Superman dovrà compiere una scelta che comporterà delle enormi perdite: fermare l’ultimo ordigno (gli altri sono stati disabilitati da Batman e Wonder Woman), rischiando che i meta-umani distruggano il mondo con la loro guerra, o lasciare che esso faccia il proprio lavoro.

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Il FLU (Fronte di Liberazione Umano) si riunisce per fronteggiare la “minaccia” della Justice League.

Tra l’umano e il metaumano: Capitan Marvel

Ma la scelta non sarà soltanto la sua perché un’altra persona, con il potere di fermarlo, dovrà decidere se ostacolarlo nella sua scelta oppure essere al suo fianco. Questi è Capitan Marvel, fino a quel momento sotto il controllo mentale del FLU. A detta di Superman però soltanto lui può effettivamente decidere come agire, in quanto esponente sia della comunità umana (nei panni di Billy Batson) che di quella metaumana.

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Superman impone a Capitan Marvel una scelta: distruggere la bomba, o lasciare che esploda.

Una curiosità finale

Durante un “reclutamento” di Superman in un night club frequentato da superumani si può intravedere un personaggio di un altro universo narrativo: parliamo naturalmente di Rorschach, vigilante mascherato della saga “Watchmen”.

Ricordando il suo motto “nessun compromesso, nemmeno di fronte all’apocalisse” non si può non pensare: “Cosa avrebbe fatto lui, se fosse stato al posto di Superman?”

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“Nessun compromesso, nemmeno di fronte all’apocalisse.”

Marco Giusto

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