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Il Sole: una proprietà privata

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C’era un tempo in cui il potere assoluto di un sovrano veniva pesato in base all’estensione dei territori che governava, a riprova del fatto che l’assolutismo è un concetto relativo. Nessuno però, data l’evidente impossibilità di porre lì bandiera, era mai arrivato a rivendicare il possesso degli astri nel cielo, men che meno il Sole.

Il principio del giusto spazio:

In realtà, durante la corsa allo spazio, quel fantastico periodo in cui gli occhi di tutti erano rivolti al cielo con chissà quali fantasie fantascientifiche per la testa, le Nazioni Unite provarono a porre un freno alla brama di alcuni paesi di sfruttare l’Universo. Era sul finire degli anni ’60 quando un trattato delle UN sancì l’impossibilità di uno Stato di rivendicare il possesso di un astro, fossero essi gli Stati Uniti d’America, o la Russia o il piccolo Lussemburgo. La portata storica di questo trattato fu principalmente il riconoscimento di alcuni capisaldi della corsa allo spazio e dello sfruttamento dello stesso. Sappiamo, infatti, che lo spazio è una risorsa infinita, anzi i rifiuti e i rottami delle missioni in orbita hanno reso sempre più grave il problema della “spazzatura orbitale”, senza poi dimenticare che alcune risorse (quali, per esempio, l’orbita geostazionaria) sono utilizzabili solo previa un’autorizzazione speciale.

Il possesso del sole:

Ecco la foto di colei che ha trovato nel trattato citato poc’anzi la più grande beffa che il diritto romano abbia mai contemplato. Il trattato infatti non fa in alcun punto riferimento ai privati cittadini che possono pertanto essere, ammesso che trovino un notaio disposto a renderli tali, i possessori legittimi di qualsiasi corpo celeste, Sole compreso.

Difatti è proprio al Sole che questa simpatica signora di 55 anni, Angeles Duran, ha rivolto la propria attenzione. Nel 2010 le è infatti balzata alla mente la possibilità di fare del Sole una proprietà privata e, non essendoci alcun atto notarile che ne avesse già definito la proprietà, ha trovato un notaio disposto ad apporre la propria firma a questa colossale pagliacciata.

L’atto notarile vuole infatti essere innanzitutto una prova evidente di quanto il Diritto Romano possa essere carente in alcuni suoi punti, o comunque paradossale nella sua applicazione letterale. Nello specifico l’unico ostacolo da aggirare per affermare il principio di proprietà era quello relativo ai quarant’anni di utilizzo continuativo, ma non occorre certo un giurista a comprendere che ogni giorno il Sole è parte integrante e fondamentale dei nostri cicli biologici.

Come sfruttare una stella…

Ammettiamo per un secondo quindi che effettivamente il Sole venga riconosciuto di proprietà della signora Duran, cosa comporterebbe una simile opera di privatizzazione? Il cuore magnanimo della nuova proprietaria avrebbe previsto il versamento del 50% dei proventi in termini di tasse agli Stati che le riconosceranno il suo singolare diritto, mentre un altro 20% sarebbe investito nel sistema pensionistico spagnolo, un 10% sarebbe poi destinato per la lotta alla fame nel mondo ed un ultimo 10% verrebbe poi destinato alla ricerca. Ed il rimanente 10%? Ebbene, non credete anche voi che un’idea così geniale meriti almeno un 10% di guadagno.

Francesco Orefice

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