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Uno spazio per i Joy Division dove tutto finì

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Siete fan dei Joy Division? Avete la possibilità di dimostrare tutto l’affetto per la storica band inglese contribuendo a realizzare il sogno di un museo.

Joy Division

Prima o poi giunge il momento di riflettere e domandarsi quanto una persona sia veramente grata al mondo della musica, quanto sia veramente riconoscente verso i propri idoli.

Adesso tocca ai fan dei Joy Division: quanto siete riconoscenti alla band che, nonostante il brevissimo periodo di vita, ha cambiato radicalmente il modo di concepire la musica e l’arte?

Il gruppo post-punk inglese, in attività dal 1976 al 1980, autore di canzoni che hanno fatto la storia sia in campo musicale che in campo culturale, ispirando molte band punk ed alternative-rock, ha bisogno di un luogo di culto, ed è quello che un gruppo di fan guidati da Zak Davies vorrebbe offrire.

Un luogo simbolico, ovviamente: questo gruppo di fan ha lanciato una campagna per comprare non un cottage, ma Il cottage, appartenuto al defunto Ian Curtis.

Joy Division

La fine dei Joy Division

Ian Curtis, cantante dei Joy Division, impiccatosi proprio lì a soli 23 anni, dopo aver lasciato grandi capolavori come Love will Tear us apart, pubblicato postumo. Afflitto dal dolore per la vicina separazione  dalla moglie Deborah (che ha recentemente pubblicato un libro dove ha descritto l’umiliazione che prova ogni volta che ascolta Love will Tear us apart, oltre a molti aneddoti divertenti – e non – su Ian) e da continui attacchi epilettici poco prima di un tour in America con la band, con la sua morte ha segnato la fine dei Joy Division e l’inizio dei New Order, la band formatasi dalle ceneri dei Joy Division ma che ha saputo col tempo staccarsi dalla pesantissima eredità.

Si prova a dare un inizio (ed un museo, è questo il progetto) nel luogo dove tutto è finito. Nonostante la buona intenzione, il progetto sembra non decollare, anche se siamo agli inizi. Il cottage ha un valore stimato di 115mila sterline e la campagna ne ha raccolte poco meno di 2000. Se volete contribuire, anche con una singola e simbolica sterlina, fatelo qui.

Diego Sbriglia

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