Tfr Trattamento di fine rapporto

Somma Vesuviana. Successo per TFR Trattamento di Fine Rapporto che si conclude in un tripudio di applausi al teatro Summarte.

TFR Trattamento di Fine Rapporto, lo spettacolo andato in scena al teatro Summarte il 25 e 26 maggio, si conclude con calorosi applausi del pubblico. Un successo che si è avvalso del del binomio vincente tra una sceneggiatura dai toni brillanti e l’ottima interpretazione degli attori.

Un cast affiatato con Lucio Pierri / Michelangelo (Operaio); Ernesto Lama / Francesco (Operaio); Davide Marotta / Teng Tsei Chiang (Imprenditore cinese); Rosaria De Cicco / Dott.sa Borromeo (Proprietaria fabbrica); Yuliya Mayarchuk / Karina (Operaia); Massimo Carrino / On. Casalino (Europarlamentare).

TFR Trattamento di Fine Rapporto


Regia di Lucio Pierri. Assistente alla regia Maranta De Simone.

Uno spettacolo che per oltre due ore ha divertito il folto pubblico con scene esilaranti, battute di spirito e colpi di scena.

TFR Trattamento di fine rapporto, ironia amaraTFR Trattamento di Fine Rapporto

Non è impresa semplice tener viva l’attenzione della platea per un tempo così prolungato. Ma non se si tratta della pungente scrittura di Lello Marangio, umorista, autore, regista, sceneggiatore per noti cabarettisti come Peppe Iodice, Lino Barbieri, Biagio Izzo, Lucio Pierri, I Teandria, Nello Iorio, Lino D’Angiò, Alan De Luca, Paolo Caiazzo, Guido Palliggiano, Maria Bolignano, Peppe Maiulli, I Ditelo Voi, Enzo Fischetti e Massimo Borrelli.

Il paroliere della comicità, unitamente al regista, sceneggiatore, attore e direttore artistico del teatro Summarte Lucio Pierri, ha dato alla luce ad uno spettacolo intenso sul piano dei contenuti e del linguaggio.

Tfr Trattamento di fine rapporto: tragicommedia sociale

Protagonisti della commedia sono tre operai disposti a tutto pur di salvare il proprio posto di lavoro in un’azienda di fotovoltaici in fallimento.

Finché la proprietaria cede alle proposte di un imprenditore cinese, che intende trasformarla in un polo industriale. Nel frattempo il suo amante, un europarlamentare colluso con la malavita, tenta di svendere l’attività a criminali che vogliono trasformarla in un centro commerciale.

Per gli operai viene promessa, magra consolazione, un trattamento di fine rapporto.

Tra i temi di grande attualità: la corruzione dei politici che tradiscono il mandato del popolo per usare il potere di cui dispongono al fine di garantirsi il proprio tornaconto. L’ ipocrisia e il buonismo degli imprenditori che si fingono garanti degli interessi dei dipendenti. Ma sempre pronti a snaturare la propria azienda, tradire il made in Italy alla prima offerta di uno speculatore cinese.

E poi ci sono loro, gli operai e i sindacati, uniti nella lotta contro il capitalismo e poteri forti, ma gli alti ideali si piegano quando il potente di turno promette un posto di lavoro.

Tfr Trattamento di fine rapporto: il colpo di scena

L’intreccio si scioglie con un colpo di scena: il disvelamento dell’inganno dei media, che hanno organizzato una farsa per ottenere ascolti in un nuovo programma televisivo. La guerra dei poveri diviene lo spettacolo dalla “(dis)informazione”.

Finta garante dei diritti e della democrazia, si ciba come necrofili delle tragedie umane.

Nooo, non mi fa male la libertà di stampa. Mi fa male la stampa. Mi fa male che qualcuno creda ancora che i giornalisti, si occupino di informare la gente. I giornalisti, che vergogna!

Così scriveva Giorgio Gaber nella sua prosa degli anni ’90. E sembra di riascoltare l’eco del suo Mi Fa Male Il Mondo nel monologo di Davide Marotta. Con toni di denuncia sociale inganni e autoinganni, ricchi e proletari, sono messi in scena in un reality dove ad esibirsi è la corruzione della società tutta.

Lo show non risparmia nemmeno i giornalisti, parte integrante di un teatrino tragicomico: “missionari dell’informazione che il giorno dopo guardano l’indice di ascolto alla televisione”.

TFR Trattamento di fine rapporto, uno spettacolo dall’umorismo pirandelliano.

Sdrammatizza le tragedie della società odierna con un’ironia tagliente. Ricca di deformazioni paronimiche. Ma che lascia al pubblico una risata amara.

Rosa Auriemma

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