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Tra Biedermeier e Vormärz: come cambia la Germania

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Negli ultimi tempi l’attenzione si è soffermata su autori del periodo storico che va dal 1815 al 1848, tra il Biedermeier e il Vormärz. Gli anni tra il congresso di Vienna e la rivoluzione di marzo sono così pieni di contraddizioni che non è facile trovare un concetto in grado di riassumere le caratteristiche fondamentali di quest’epoca.

Proprio per tentare di delineare un periodo fra i più complessi della storia e cultura tedesca, si cercherà di individuare un fil rouge tra i due movimenti del Biedermeier e del Vormärz. Ciò che si può affermare con certezza è che la caratteristica principale di questo periodo fu la presenza contemporanea delle forze di restaurazione e progressiste.

Gli eventi storici che spiegano il passaggio dal Biedermeier al Vormärz

Con il congresso di Vienna si era tentato di riordinare l’Europa dopo il caos delle guerre napoleoniche e soprattutto di creare le premesse per una duratura coesistenza pacifica. Era però prevalso il punto di vista dei sovrani, che miravano a un ritorno dell’Europa antecedente al 1789 e al generale ripristino dell’epoca assolutistica, cioè a un quasi totale azzeramento delle conquiste della rivoluzione francese.


Deluse e rassegnate per la mancanza di cambiamenti, le forze progressiste tedesche e austriache si rifugiarono nell’interiorità. Contemporaneamente però la voglia di ribellione covava sotto le ceneri e nonostante il severo controllo dei sovrani, nei vari Stati tedeschi e in Austria andava crescendo la pressione rivoluzionaria, che esplose nel 1848 nella rivolta contro una situazione politica non più tollerabile.

Prima della rivoluzione però l’opposizione borghese e liberale, animata dal desiderio di unità territoriale, si era già raccolta nel movimento politico detto Junges Deutschland, «Giovane Germania».

Il movimento politico che pose le basi per la rivolta del 1848

Vormärz
Il parlamento tedesco del 1848 alla Frankfurter Paulskirche

Nel 1817 le aspirazioni dello Junges Deutschland trovarono una prima, inequivocabile espressione quando le associazioni studentesche di orientamento liberale organizzarono una manifestazione all’interno del castello di Wartburg, luogo caro ai tedeschi per aver ospitato Lutero.

Questo raduno “risorgimentale” rappresentò un campanello di allarme per i sovrani che introdussero una severa censura. Quest’ultima si estese anche alle università, potenziali focolai di disordine. Tutto ciò non fece altro che aumentare i sentimenti di rassegnazione e delusione. Inoltre, nel 1835, dopo il raduno del 1832 nella cittadina di Hambach, furono banditi dalla circolazione anche tutti gli scritti dello Junges Deutschland; gli autori furono minacciati di rappresaglie e costretti ad andare in esilio in Francia oppure nella liberale Svizzera, che divenne una delle basi per preparare le successive insurrezioni del 1848.

L’abbandono al Weltschmerz

Man mano che la solida tradizione culturale del classicismo e del romanticismo si rivelava inconciliabile con le nuove idee progressiste, aumentarono anche la confusione e il disorientamento di un’intera generazione che si abbandonò al Weltschmerz. L’unica soluzione a questa fuga dal dolore cosmico era rifugiarsi nell’arte, “scappatoia” che si osserva già negli autori del tardo romanticismo.

Quando però, con il congresso di Vienna, crollò la fiducia nella possibilità di cambiare il mondo, il Weltschmerz romantico venne a sovrapporsi al fallimento. Ai tedeschi e agli austriaci non restò che rassegnarsi, e il dolore cosmico del romanticismo si placò nelle dolci malinconie del Biedermeier.

Dal Biedermeier…

Si è già parlato del Biedermeier, delle sue origini e delle sue caratteristiche soprattutto dal punto di vista letterario. Questo movimento però ha un significato profondo e, come si è già visto, nasce dalla necessità di “guarire” dal Weltschmerz di quegli anni.

L’elemento fondamentale del Biedermeier è l’idillio, condizione indispensabile per la felicità dell’uomo. Questo si traduce in atteggiamenti diversi: la lode della casa, il rispetto al capofamiglia, la glorificazione della madre e la venerazione del bambino. Ma il Biedermeier è anche serenità, affettività senza passione, tranquillità, osservanza diligente delle usanze e delle leggi e devozione ai precetti della religione. Infine, i rapporti sociali sono coltivati all’interno di una cerchia di amici accuratamente selezionati con cui si condividono gli interessi artistici e letterari.

… al Vormärz

Un atteggiamento di rifiuto del Biedermeier animava tutti quegli scrittori per i quali si usa oggi il concetto di Vormärz. La letteratura del Vormärz non aveva un programma poetico, ma prendeva le mosse soprattutto da un intento politico. Precursore di questa tendenza può essere considerato Ludwig Börne, l’autore che meglio rappresenta il nuovo tipo dello scrittore attento agli avvenimenti attuali.

Gli autori della Giovane Germania come Heinerich Heine si schierarono per una letteratura di buona qualità ma allo stesso tempo anche di facile fruizione. Non videro lo scopo della letteratura nell’educazione morale dell’uomo, quanto nel confronto concreto con l’attualità politica. Questo programma, da cui si sviluppò il feuilleton, da una parte era in sintonia con la crescente importanza di giornali e riviste, ma dall’altra costituiva anche una dichiarazione di guerra ai ceti dominanti, la cui reazione scontata fu la censura.

Pia C. Lombardi

Note

Carl Spitzweg, Sentinella che lavora a maglia, 1860.

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