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Notte Oscura di Paul Dini: l’ideale di Batman

"Dark Night: A true Batman story" di Paul Dini e Eduardo Risso, DC Comics.

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Batman Notte Oscura

Il lavoro di sceneggiatura, soprattutto per ciò che concerne un personaggio così celebre nell’immaginario collettivo come il Cavaliere Oscuro, non è del tutto semplice.

Non è raro che molti autori di fumetti abbiano fatto fortuna grazie alle storie di Batman, e non è altrettanto raro che molti dei topoi, dei generi e dei marchi di fabbrica degli stessi siano rintracciabili, in maniera anche abbastanza chiara, nelle storie che hanno a che fare con le vicende dello stesso Bruce Wayne o con tutta la serie di villains che, in veste di protagonisti, affollano le storie ambientate a Gotham City.

Dai capolavori noir/hard boiled del maestro Frank Miller, alle storie cervellotiche e psichedeliche di Grant Morrison, fino ai thriller di Jeph Loeb, Batman assume caratteristiche ben definite in ogni autore, venendo modellato  e rimodellato in modo da rendere ogni sua storia degna di essere ricordata nonostante si tratti di un personaggio concepito nel 1939 e particolarmente saturo di pubblicazioni.


Esiste una formula esatta? Probabilmente no, ma la metodologia più spesso applicata è quella di bilanciare un tema particolare, un “intento” narrativo con  l’immaginario tradizionale di Batman in modo che la sceneggiatura non sia sterile, estremamente canonica e senza idee o, al contrario, completamente opposta ai “crismi” del Cavaliere Oscuro.

Cosa succede se l’autore sceglie di scrivere una storia su Batman in cui quest’ultimo non è nemmeno il protagonista, bensì l’autore stesso? È l’esperimento autobiografico compiuto da Paul Dini in “Notte Oscura“.

Notte Oscura

Qualche nota sull’autore

Paul Dini è uno degli autori chiave del colosso DC, nonché vincitore di cinque Emmy Awards.

Da sempre amante di fumetti, collezionismo e della saga di “Star Wars”, riceve diversi progetti di animazione dalle mani dello stesso George Lucas a metà degli anni ’80.

Come sceneggiatore di fumetti, Paul Dini è legato a numerose storie di casa DC, tra cui una lunga serie di graphic novel illustrate dal grande Alex Ross dal 1998 al 2001, ma anche una numerosa serie di storie che hanno come protagonista Batman o i suoi antagonisti: i volumi di Harley Quinn (tra cui il celebre Mad Love), la serie “Batman Black & White“, la fortunata serie Detective Comics del 2006 e alcune graphic novel su Black Canary e Zatanna.

Dini è soprattutto ricordato come scrittore e produttore di diverse serie animate, tra cui l’omonima “Batman” del ’92, “Animaniacs”, “Tiny Toons Adventures” e “Batman Beyond, simboli dell’animazione degli anni ’90.

Notte Oscura rappresenta uno dei suoi lavori più maturi e introspettivi, una graphic novel pubblicata da Vertigo (divisione della DC che si occupa di prodotti indirizzati ai più adulti) che sapientemente unisce autobiografia, flusso di coscienza e narrazione.

Notte Oscura
Paul Dini e Bruce Timm.
Il sodalizio tra i due rappresenterà uno dei più duraturi della DC Comics, sia per le serie animate che per quelle a fumetti.

Notte Oscura: una “vera” storia di Batman

Uscito nel Giugno del 2016 sotto la divisione Vertigo (edito in Italia dalla RW Lion), Notte Oscura è uno dei lavori più recenti di Paul Dini nonché un fumetto profondamente diverso da una pubblicazione standard sull’Uomo Pipistrello.

La prima differenza fondamentale è che lo stesso Paul Dini è protagonista dell’opera, mentre il personaggio di Batman fa da contorno. O meglio, non bisogna aspettarsi la classica ronda del Cavaliere Oscuro in cerca di criminali. Ciò che caratterizza invece il fumetto è una presenza costante dell’Uomo Pipistrello, il quale accompagnerà Dini ora come un custode, ora come una delle tante voci della sua coscienza.

Per quanto l’opera inizi con alcune memorie di infanzia dello sceneggiatore, l’episodio fulcro di Notte Oscura risale al 1993, in cui Dini fu derubato e brutalmente aggredito da una coppia di rapinatori nel cuore di Los Angeles. Il grave trauma, di natura sia fisica che mentale, perseguiterà l’autore per anni e anni, lo farà interrogare non solo sulla propria confidenza e sicurezza, ma anche sull’efficacia di scrivere storie in cui il crimine, alla fine, non l’ha mai vinta.

In “Notte Oscura” è sempre presente questo scontro tra la realtà oggettiva e il supereroe come prodotto di fantasia, relegato ad un universo parallelo, cosa che però diventa un interessante espediente narrativo: Dini infatti dà una forma definita alle tante voci della sua coscienza (in particolare quelle che gli sussurrano di desistere dal proprio lavoro), incarnandole nei personaggi di Gotham.

Notte Oscura
Se da un lato il Joker sembra rappresentare la tentazione che spinge l’autore a procrastinare e ad abbandonare ogni tipo di attività costruttiva, dall’altro, un granitico Batman lo spinge a credere negli ideali dei quali lo stesso supereroe è composto.
Dunque rialzarsi, non cedere dinnanzi alle difficoltà, rispondere con risoluzione e fermezza anche nelle condizioni più avverse.

Per quanto il concetto possa sembrare parecchio scontato, la profondità dell’opera è da ricercarsi nel fatto che il lettore trova una forte connessione – se non addirittura similitudine – con l’indole di un Paul Dini cresciuto in un guscio, in un lavoro sicuro e agognato, e nell’agio economico, sicuramente non pronto ad affrontare gli stessi criminali ai quali il Cavaliere Oscuro dà la caccia ogni notte.

Notte Oscura fa dunque riflettere in maniera molto struggente sulla vera funzione che ha il supereroe nella vita reale, rompendo per un attimo la quarta quarta parete scuotendo la coscienza dell’autore-protagonista e forse quella del lettore.

Notte Oscura
Uno sketch dell’illustratore argentino Eduardo Risso, dall’inconfondibile stile noir

 

Vale infine la pena spendere anche qualche parola sulle tavole di Risso: l’autore argentino riesce in maniera magistrale a destreggiarsi con uno stile realistico a tinte particolarmente cupe. Il blu scuro ed il nero fanno da protagonisti, e sono particolarmente apprezzabili anche nelle scene più crude: lo stesso Paul Dini, al momento della consegna delle tavole, rimase terrificato e si dice che fu anche tentato dallo spedire tutto il lavoro in stampa senza prima finire di revisionarlo.

 

Gioacchino D’Antò

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