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Una famiglia oltre i confini dell’universo: “Saga” di Brian K. Vaughan e Fiona Staples

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La vera famiglia è quella tradizionale, composta da una madre, un padre e i figli. “Saga”, opera bestseller di Brian K. Vaughan e Fiona Staples, è qui per smentire ogni singola parola di suddetta frase. Perché nella famiglia nata dall’amore di Alana e Marko, protagonisti della serie,  non c’è nulla di tradizionale, forse neanche di vagamente normale. Ma andiamo con ordine.

Un amore proibito e altri incomodi

Ambientato in una galassia lontana, a metà tra la fantascienza e il fantasy, ma in chiave del tutto innovativa. “Saga” è una serie a fumetti, edita in Italia dalla Bao Publishing ed oltreoceano dalla Image Comics, ora al settimo volume. Vince gli Eisner Award per tre anni di fila tra il 2013 e il 2015, e di nuovo nel 2017. La storia narra dell’epopea di due giovani soldati appartenenti a fazioni opposte di una centenaria (forse millenaria) guerra galattica tra più mondi.

Non ci sarebbe nessun problema, se non fosse che i due amanti, Alana e Marko, appartengono rispettivamente ai due pianeti principali avversari del conflitto. Lei è di Landfall, i cui abitanti dall’aspetto umano si distinguono per le ali di svariate forme e colori poste dietro la schiena. Lui è di Wreath, la cui popolazione antropomorfa è dotata di uno o più corna sulla testa.

Saga

La loro fuga d’amore è di per sé ritenuta dai più aberrante, contro natura. Tanto che i vertici delle rispettive fazioni mettono il tutto a tacere. Se poi si aggiunge il fatto che i due hanno avuto una bambina, Hazel, dotata sia di ali che di corna, non resta che sguinzagliare assassini freelance e un principe robot che soffre di disturbo da stress post-traumatico per trovare e sopprimere la neo-famiglia.

Aggiungete una baby-sitter fantasma a cui manca la metà inferiore del corpo, un’astronave-albero, un gatto glabro blu che percepisce le bugie, giornalisti anfibio-umanoidi ficcanaso, una foca che sorveglia trichechi al pascolo, pianeti-bordello e molto altro ancora. Insomma, se già normalmente crescere un bambino non è una passeggiata, in “Saga” diventa una delle tante ardue imprese.

Making of “Saga”

Brian K. Vaughan ci stupisce creando una trama intricata, intrecciando le vicende della famiglia protagonista con quelle degli altri personaggi che popolano la galassia di “Saga”, dando a ognuno il giusto spazio e la giusta introspezione psicologica. D’altronde, non poteva essere da meno uno sceneggiatore che ha al proprio attivo la co-creazione di molte serie a fumetti di successo, tra cui “Y-L’ultimo uomo sulla Terra”, “Runaways”, “Ex Machina” e il più recente “Paper Girls”, nonché la serie TV “Lost”.

Ma il vero punto di forza di “Saga”, serie tutt’ora fresca e innovativa, è il disegno. Fiona Staples, già disegnatrice per la DC Comics, possiede uno stile semi-realistico, fluido e sintetico. Il tratto della china varia più o meno drasticamente di spessore, con poche campiture di nero pieno, e racchiude solo i personaggi o gli oggetti in primo piano, mentre gli sfondi sono spesso e volentieri definiti con i colori digitali. Proprio i colori sono altri protagonisti di spicco delle tavole: toni neutri sono accompagnati da tonalità più accese, quasi sgargianti, mentre forme e volumi sono ricavate da poche, grandi pennellate.

Pannolini e sparatorie

Saga“Saga” difficilmente annoia il lettore. Ogni personaggio va incontro a mille difficoltà diverse: dal cambiare un pannolino, al combattere contro il mondo esterno o i propri demoni interiori (a volte anche tutto insieme).  Perché nessuno di loro è completamente “bianco o nero”: protagonista o antagonista che sia, tutti agiscono a seconda di ciò in cui credono, di ciò che gli è stato ordinato o a seconda dei propri trascorsi; spinti dalla sete di vendetta, dalla ricerca di sicurezza, dall’amore.

Al di là della guerra, da cui sono stati tutti colpiti in un modo o nell’altro, al di là del proprio luogo di origine, al di là della propria missione, tutti i personaggi prima o poi devono seguire a modo proprio lo stesso percorso di Alana, Marko e Hazel: mettere sé stessi e i propri valori in discussione, cominciare un’altra volta da zero, ricalcolare la rotta e puntare la nave verso una nuova destinazione.

Flavia de Vita

Fonti

Brian K. Vaughan, Fiona Staples, Saga

Brian K. Vaughan

Fiona Staples

 

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