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Cimitero delle Fontanelle: fede e superstizione

Cimitero delle Fontanelle: fede e superstizione

L’antico ossario di Napoli, più noto come Cimitero delle Fontanelle, situato in una caverna di tufo nell’antico e popoloso Rione Sanità, è un luogo di culto e di riti, in cui si concentrano storie di leggende e miracoli, oggi meta di un turismo volto a scoprire la fede e la superstizione partenopee.

Molti sono i luoghi segreti e nascosti di Napoli, che racchiudono misteri, leggende e antichi racconti sulla storia locale. Il fascino senza tempo si colora di magia e il Cimitero delle Fontanelle è, ancora adesso, per il popolo napoletano un luogo simbolo di devozione, ricco di tradizioni e rivestito di sacralità.

Il Cimitero delle Fontanelle

Un tempo il cimitero era destinato ad un uso pratico: si seppellivano le salme della popolazione che non riuscivano ad essere sotterrate nelle pubbliche sepolture delle chiese, piccole e grandi,  situate all’interno del perimetro cittadino. L’ossario con il tempo è diventato poi luogo di culto popolare molto amato dal popolo, ma anche luogo in cui si concentrano riti, leggende e racconti di miracoli.

Cimitero delle FontanelleL’atmosfera sinistra e misteriosa che si respira nel Cimitero delle Fontanelle, secondo la superstizione popolare della Napoli del centro, è dovuta alla sacralità del luogo, una cava scavata nel tufo ai margini delle antiche mura.

Numerose sono le leggende e i racconti mistici che si narrano sul luogo sacro, alcune circa la sua origine, altre relative alle presenze che ancora si aggirano dopo anni nei cunicoli della Napoli antica. Tra le storie che animano la fantasia e la saggezza popolare la più famosa è quella riguardo la Testa del Capitano.

Il Teschio del Capitano: la leggenda degli sposi

La leggenda più celebre è legata al Teschio del Capitano; l’osso del cranio è stato collocato ormai da anni in uno scrigno di vetro, affinché l’umidità e le piogge non lo rovinino.

Si racconta che per i napoletani il Capitano fosse un’anima pia e buona: si narra che riuscisse a mettersi in contatto con il mondo dei vivi con lo scopo di aiutare molti fedeli.

La leggenda, che tutti amano raccontarsi nelle fredde sere autunnali, è legata alla storia di due giovani sposi. La versione più comune racconta di una giovanissima donna, prossima al matrimonio, che ogni giorno trascorreva del tempo all’ossario per far visita e omaggiare il teschio del Capitano, simbolo di venerazione e di devozione.

Il promesso sposo della giovane donna, nonostante non comprendesse la di lei venerazione, decise di accompagnarla durante una delle sue visite al Cimitero delle Fontanelle, in quanto incuriosito dal mistero del teschio. Il giovane, che in realtà aveva intenzione di deridere la credenza popolare nata intorno alla figura del Capitano, scese giù nelle grotte sotterranee dell’ossario e, infilando un bastone della cavità oculare del teschio, con tono sagace e grottesco lo invitò a prendere parte alle sue nozze.

Gli antichi, che conoscono la leggenda, raccontano di come uno sconosciuto, vestito da carabiniere, fece visita agli sposi durante la celebrazione delle nozze. Quando il giovane sposo si accorse dello strano invitato, gli si avvicinò sorridendo. L’uomo gli rivelò la sua vera identità, ricordandogli di come lo aveva deriso, invitandolo al suo matrimonio.

A quel punto, lo strano individuo si rivolse al giovane sposo e aprì la giacca della sua uniforme, mostrandosi per davvero: non aveva un corpo umano ma si vedevano solo le ossa. Alla vista dello scheletro, gli sposi si accasciarono improvvisamente ai piedi del Capitano e morirono misteriosamente.

Si tramanda ancora che dopo la decomposizione, le ossa dei due sposini siano stati posizionati quasi all’ingresso del Cimitero delle Fontanelle, nella prima cavità, sotto la statua di Gaetano Barbati.

Cimitero delle Fontanelle

Tra superstizione e magia, miracoli e riti mistici si snocciola la millenaria storia napoletana, che si colora, nelle credenze popolari, di sentimenti come l’ingenuità, la meraviglia e la sorpresa. Le tradizioni e le usanze degli antichi napoletani vengono tramandate nella cultura orale e conservano, ancora oggi, quel profondo senso di mistero e irrazionalità che sta alla base della nostra civiltà.

Sebbene la superstizione popolare non sempre trova spiegazione nella visione più razionale della vita quotidiana, talvolta può essere dimenticata e messa da parte. Ma forte delle sue radici,  il patrimonio di leggende napoletane, in ambito storico e artistico, culturale e ideologico, crea le proprie basi sull’irrazionalità e sulle credenze popolari, ponendosi come uno dei più preziosi retaggi, eredità che va tramandata per preservare e fa conoscere l’identità cultuale partenopea.

L’ossario come luogo di devozione c cultura napoletana

Il principale valore in cui crede il popolo napoletano è l’importanza del passato, delle proprie origini e della propria storia. Le antiche leggende mai dimenticate e i racconti mistici, talvolta poco veritieri, rappresentano il contatto che il presente deve mantenere sempre vivo con la Napoli dei misteri, per tramandare sempre la sacralità e la fede che le credenze popolari hanno sempre esercitato.

Il Cimitero delle Fontanelle, l’ossario, vive di queste memorie e la devozione per un luogo così antico e così misterioso si impone ancora oggi grazie ai ricordi degli antichi. L’ossario con le sue ossa anonime e numerose, con le sue leggende segrete e intrecciate, è considerato uno dei luoghi simbolo della superstizione, della magia e della fede mistica che contraddistinguono la suggestiva cultura napoletana.

Valentina Labattaglia

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