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Istat: bene potere d’acquisto, +1% nel 2017

Istat: bene potere d’acquisto, +1% nel 2017

In Italia si rafforza la ripresa del settore manifatturiero a cui si associano il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e l’incremento degli investimenti. L’indicatore anticipatore segnala il proseguimento dell’attuale ritmo di crescita dell’attività economica“, queste le parole dell’Istat sulla situazione economica industriale e familiare italiana, a cui si sono aggiunti i dati definitivi del 14 febbraio i quali hanno attestato una crescita dell’economia come non si vedeva dal 2010 (+1,7% rispetto al 2009), ma che comunque non può far cantare vittoria.

Il +1% di quest’anno, infatti, se da un lato è un record, dall’altro non può far dormire sonni tranquilli all’Italia, che registra una crescita minore nei confronti di Unione Europea ed area-Euro. L’Istituto italiano di Statistica sottolinea “A gennaio l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha segnato una diminuzione legata al peggioramento del clima economico e il clima futuro, solo in parte attenuato dal miglioramento del clima personale e corrente”. Insomma la fiducia degli italiani per il trimestre che stiamo vivendo e per quelli futuri è tutt’altro che alta e le istituzioni dovranno lavorare molto su quest’aspetto se vorranno dare una continuità alla crescita italiana nel 2017.

Istat: continua la crisi del commercio al dettaglio

istatL’Istat ha anche affermato “La fiducia delle imprese è migliorata in tutti i principali comparti a eccezione del commercio al dettaglio” testimoniando la crisi dei piccoli commercianti, dovuta anche alle abitudine consumistiche degli italiani che, nella maggior parte dei casi, si affidano alla grande distribuzione. Il che spiegherebbe anche l’aumento della fiducia per i maggiori comparti economici e lo stabile aumento della produzione industriale in termini congiunturali. Nel terzo trimestre 2016, i consumi delle famiglie italiane sono aumentati dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, favoriti dall’incremento del reddito disponibile e del potere di acquisto. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 9,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Altro aspetto incoraggiante è il rafforzamento “del settore manifatturiero a cui si associano il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e l’incremento degli investimenti”, si legge nella nota Istat.

L’istituto di statistica ha precisato che nella stima preliminare del 14 febbraio, le statistiche indicavano un identico aumento congiunturale dello 0,2% ma una crescita tendenziale maggiore, pari all’1,1%. L’aumento è dovuto in buona parte all’aumento degli investimenti fissi lordi +1,3% e dei consumi finali nazionali +0,2%, mentre il valore aggiunto è aumentato dello 0,8% nell’industria, diminuito del 3,7% nell’agricoltura ed è rimasto sostanzialmente invariato nel settore dei servizi. Il severo dato del settore agricolo è dovuto, secondo Coldiretti, al disastro del terremoto e all’inverno estremamente rigido in zone prettamente agricole come Marche ed Abruzzo. C’è da dire che i dati dell’Esecutivo sulla crescita economica erano di un +0,8% e quelli di Istat di +0,9% quindi, seppur di poco, la crescita è stata migliore delle aspettative ed è su quest’aspetto che il Ministro Padoan ha voluto dare una nota politica ai dati twittandoLe stime del MEF -Ministero Economia e Finanza, ndr- sono fatte in maniera rigorosa ed affidabile“.

In un altro tweet si legge “La crescita è frutto di riforme, attenzione ai conti, sostegno ad investimenti pubblici eistat privati“. A queste parole ha fatto sostanzialmente da eco il Primo Ministro, Paolo Gentiloni, che ha twittatoDati Istat su Pil incoraggianti. Governo determinato a proseguire riforme per favorire la crescita“. Se il quarto trimestre italiano ha registrato un +0,4% rispetto al precedente, negli Stati Uniti c’è stato un +0,5% (+1,9% annuale), un +0,6% nel Regno Unito (+2,2% annuale) ed un +0,4% anche in Francia (+1,1% annuale). Filippo Taddei (responsabile economico del PD), dopo i dati ufficiali Istat, ricordando le note positive sulla produzione industriale e la crescita della fiducia nei principali comparti economici, ha dichiarato “Questo fa ben sperare perché conferma che la ripresa misurata dai dati congiunturali ha una solidità inaspettata. Un altro aspetto positivo è che, seppure la crescita italiana rimanga inferiore rispetto alle economie di riferimento, quella differenza continua ad assottigliarsi. Tutti sappiamo quanta ha perso l’economia italiana, non tutti sono egualmente“.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, ha dichiarato “Se c’è la volontà politica, comunque, si possono far quadrare i conti senza tassare nuovamente i cittadini, aumentando la pressione fiscale che ha gia’ raggiunto livelli insostenibili. Si tratta di agire sul lato delle spese e degli sprechi che ancora abbondano come attestano i dossier dei vari commissari alla spending review“. Pochi giornali che hanno riportato queste dichiarazioni hanno precisato che lo sforzo più consistente dovrebbe essere quello per recuperare almeno il 20% dal “pozzo di petrolio” che è la nostra evasione fiscale da oltre 100 miliardi ed avremmo praticamente fatto una manovra. Altri quotidiani, invece, si sono soffermati sul nuovo record della disoccupazione giovanile al 40,2% e della disoccupazione che tocca vette del 12%, il punto più alto dopo il 12,2% di giugno 2016.

Ferdinando Paciolla

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