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U2: le icone degli anni ’80 tra attivismo e megatour

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U2

Gli anni ’80 sono il decennio dell‘attivismo delle rockstar, che scendono in campo per lottare contro la situazione disastrata che vivono gli abitanti del cosiddetto “terzo mondo”; ma sono anche il decennio dei megaconcerti, dei grandi tour con grandi scenografie, del gigantismo rock. Il gruppo che riesce a rappresentare al meglio le due tendenze, e ad essere IL simbolo degli anni ’80 proviene dall’Irlanda: si tratta degli U2.

I primi passi degli U2: il post-punk

Gli U2 nascono nel 1976, quando tutti i membri del gruppo sono minorenni: Larry Mullen jr. (14 anni) , Dave Evans,  detto The Edge (15), Adam Clayton e Paul Hewson, detto Bono Vox (16 anni). La formazione rimarrà la stessa fino ad oggi.

Inizieranno a suonare sotto il nome Feedback, quindi Hype, infine U2, dal Lockheed U-2,  un tipo di aereo spia utilizzato dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.

Di lì a poco inizierà la stagione del Punk, e, subito dopo, del Post-Punk. Gli U2 sono inevitabilmente influenzati dal fenomeno, e il loro primo album, Boy, pubblicato nel 1980, risente tantissimo del lascito di Joy Division e compagni. Il disco, prodotto da giovanissimi, mette al centro tematiche adolescenziali, presenti anche nel successivo October, del 1981, che però presenta alcune novità che saranno al centro della discografia degli U2.

Si tratta delle tematiche religiose ed antimilitariste che renderanno gli U2 i “principi” del rock pragmatico degli anni ’80.

War (1983): Sunday Bloody Sunday

U2 WarGli U2 sbocciano con il loro terzo album, War, del 1983. Le tematiche politiche e socioeconomiche hanno un ruolo sempre maggiore, e inizia a costruirsi il personaggio Bono. Il frontman degli U2 diventerà uno dei personaggi più carismatici della storia del rock, molto lontano dai rockers maledetti di fine anni ’60 o dai ribelli punk di fine anni ’70. Bono fa la parte del predicatore pronto a dispensare invettive contro le ingiustizie del mondo occidentale.

La perla dell’album è sicuramente Sunday Bloody Sunday, che narra il bagno di sangue vissuto dalla popolazione irlandese il 30 gennaio 1972, quando tredici manifestanti irlandesi furono uccisi a Londonderry dall’esercito inglese. L’intero album è caratterizzato da un atteggiamento antimilitarista e pacifista, oltre che dal maturare del sound della band irlandese.

The Unforgettable Fire (1984)

Il tema del rifiuto della guerra è ribadito ancora una volta l’anno successivo, quando viene pubblicato The Unforgettable Fire. Il titolo fa riferimento al fuoco dell’esplosione della bomba atomica ad Hiroshima, a dimostrazione che l’album vuole presentarsi in un dato modo alle masse.

Masse che decretano il successo degli U2, in quanto The Unforgettable Fire è il primo album degli U2 a salire in cima alle classifiche. Il suono degli U2 è ora caratterizzato da un maggiore uso delle tastiere, marchio di fabbrica dell’intero decennio anni ’80, e la scelta evidentemente paga. Inoltre c’è da dire che con The Unforgettable Fire inizia la collaborazione tra U2 e Brian Eno, sodalizio importantissimo per la crescita del gruppo. Nonostante ciò, il suono degli U2 rimane comunque indistinguibile e diverso da quello di tutte le altre band coeve.

L’apice: The Joshua Tree (1987)

U2 The Joshua TreeIl capolavoro maggiormente celebrato dalla critica è The Joshua Tree nel 1987. L’album trae il suo nome dalla tipica yucca di grandi dimensioni presente in California, chiamato così dai Mormoni per creare un parallelo tra la regione dell’ovest degli States con la Terra Promessa.

L’album inizia con una tripletta tra le migliori nella storia del rock, la sequenza Where The Streets Have No Name, I Still Haven’t Found What I’m Looking For e With or Without You. Quest’ultima diventerà il brano più conosciuto degli U2.

Il successo

Ormai gli U2 hanno raggiunto la consacrazione. Da band “alternativa” sono diventati la band più popolare al mondo, e incarneranno al meglio il gigantismo anni ’80 dando vita a tour sempre più spettacolari.

La sperimentazione, il gusto di cambiare ed innovare dal punto di vista musicale continuerà: testimone di ciò è, ad esempio, l’ottimo Achtung Baby del 1991. La svolta avviene alla metà degli anni ’90: è in realtà l’inizio dell’involuzione, della stasi artistica.

La svolta “Pop”, segnata dall’album omonimo del 1997, non sarà accompagnata da un calo di popolarità, anzi, ormai gli U2 sul finire degli anni ’90 hanno raggiunto uno status semi-leggendario, nonostante l’accantonamento parziale delle tendenze pacifiste e la produzione di canzoni commerciali sempre più banali ma sempre tra i primi posti delle classifiche.

Bibliografia

Bigger and Bigger, in E. Guaitamacchi, Storia del Rock, Hoepli 2014

 

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