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Legge di stabilità: possibili miglioramenti o bocciature dall’UE?

Legge di stabilità: possibili miglioramenti o bocciature dall’UE?

Parlando della “legge di stabilità” 2017, bisogna essere precisi, rigorosi e fare delle premesse. Le virgolette sono doverose perché non vi è alcuna discussione in Aula in merito ai provvedimenti di cui tutti sentiamo parlare da giorni, visto che l’unica base delle speculazioni giornalistiche e dei talk-show sono nient’altro che congetture costruite attorno a slide presentate dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa. Come potete leggere qui, infatti, l’approdo del disegno di legge in Aula è previsto per non prima del 24 ottobre.

Fatta questa premessa che qualunque testata giornalistica seria dovrebbe fare, soprattutto se di rango nazionale, procediamo anche noi con l’analisi dei possibili scenari in caso le misure paventate venissero portate in Parlamento e successivamente approvate, considerando che l’UE ha anche già dato un giudizio di massima sulle misure che potremmo trovare nella legge di stabilità 2017.

Le misure economiche della legge di stabilità

stabilità1. La prima misura sarebbe la più interessante in chiave macroeconomica. L’Esecutivo rinvierebbe al biennio 2018-2019 l’aumento dell’Iva dal 22% attuale al 24%, secondo alcuni, ed al 25,5%, viste le stime Confcommercio del 2014. Sarebbe una buona notizia in quanto l’imposta sul valore aggiunto è una “stangata alla cieca”: non risponde a criteri di proporzionalità, colpendo indistintamente redditi milionari e di poche centinaia di euro. Perché aumentarla? Per incrementare le entrate fiscali, ma il risultato potrebbe essere inverso visto che milioni di italiani finirebbero per consumare meno dopo un simile balzo e l’effetto potrebbe essere contrario a quello desiderato: ecco perché questi continui rinvii di aumenti fanno tremare i consumatori e le associazioni di categoria da anni.

2. Col fine di abbassare la pressione fiscale, il ddl di stabilità dovrebbe -il condizionale è d’obbligo (vedi sopra), ndr- abbassare l’aliquota Ires (imposta sui redditi delle società) dall’attuale 27% al 24%, provando ad inalzare le disponibilità degli imprenditori al fine di farle reinvestire nelle proprie aziende.

3. Altro capitolo interessante sarebbe l’abolizione di Equitalia, definita anche “rottamazione”. Molti l’hanno interpretata come “condono” ed il conduttore di Piazza Pulita, Corrado Formigli, l’ha definita “regalo riservato a chi non ha pagato le tasse o ha evaso il fisco”, ma il Governo si è affrettato, tramite l’esponente di maggioranza e codirettore de “L’Unità” Andrea Romano presente i trasmissione, a precisare “L’unica cosa eliminata sono le sanzioni irrogate dall’Ente di riscossione, mentre restano gli interessi legali e le altre sanzioni amministrative. Questo, come precisato, solo per chi continua a pagare le sue cartelle”.

A domanda di FormigliCome precisato sempre nelle slide, però, giusto?”, Romano glissa vistosamente.

4. Gli studi di settore, da sempre incubo di commercialisti ed imprenditori perché facevano scattare accertamenti fiscali in casi di non compliance, sarebbero attenuati diventando uno strumento di misura della fedeltà dei contribuenti che, non si sa ancora come, sarebbero premiati dall’Esecutivo.

5. Le ditte individuali, in particolare artigiani e commercianti, potrebbero usufruire dell’iri (imposta sul reddito dell’imprenditore) con aliquota del 24% per gli utili reinvestiti in azienda. In caso di prelievo di utili, invece, continuerebbe a vigere la meno vantaggiosa Irpef.

6. Un’importante misura della legge di stabilità potrebbe essere il cosiddetto “pacchetto per la competitività e l’industria 4.0”, che prevederebbe l’estensione al 2017 alla deduzione fiscale del 140% dei beni strumentali per l’esercizio della loro attività, detto superammortamento, e l’iperammortamento del 250% per gli investimenti in innovazione. Sarebbe, inoltre, confermato il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, abolita l’Irpef agricola e garantita una decontribuzione agli agricoltori under 40.

7. Verrebbero garantiti 100 milioni di investimenti per il “Made in Italy” nella speranza di aumentare il fatturato dello stesso di 1 miliardo, senza trascurare il possibile rifinanziamento del fondo di garanzia per le pmi di 1 miliardo.

8. Ciò che, invece, tutti contestano è l’annunciata voluntary disclosure, ossia il rientro volontario a tassazione agevolata dei capitali detenuti all’estero, il quale in passato ha garantito il rientro di 4 miliardi ed oggi potrebbe valerne 2. Se non bastasse economicamente (limite minimo 1,6 miliardi), si sarebbe pensato anche ad una voluntary disclosure interna, che l’economista Alberto Forchielli non ha esitato a definire “L’emersione dell’autoriciclaggio interno” ed esimi avvocati hanno dichiarato potrebbe essere “Una manna dal cielo per la criminalità organizzata che, tramite teste di legno, potrebbe ripulire facilmente i suoi capitali”. A quanto pare la voluntary disclosure potrebbe essere il male minore poiché ci sarebbe un aumento delle accise sull’energia, alcolici e tabacchi nel caso non entrasse il miliardo e mezzo di cui Padoan ha bisogno.

9. I pensionati vedrebbero:
– la loro area di esenzione pari a quella dei dipendenti, ossia sotto gli 8.125 euro;
– da maggio, l’età pensionabile avvicinarsi di 3 anni e 7 mesi in caso siano 63 anni;
l’introduzione dell’Ape (anticipo pensionistico) social per coloro che raggiungono i 1.350 euro lordi mensili di pensione lorda. I requisiti per l’accesso sarebbero 36 anni di contributi, 30 se si è disoccupati e meno di 36 (ancora non si sa quanti) per professioni particolarmente onerose);

10. Esodati. L’ultima tranche (28.000 persone) potrebbe andare in pensione con le vecchio regole (pre l. 92/2012, nota con il nome di “Legge Fornero”).

11. Nel ddl stabilità sarebbero, inoltre, stanziati 4,5 miliardi per le popolazioni colpite dal terremoto nel centro Italia.

12. Ai Comuni che accolgono migranti sarebbero garantiti 500 euro una tantum per l’accoglienza di ciascun rifugiato.

13. Il Canone Rai in bolletta scenderebbe da 100 a 90 euro viste le lamentele per l’effettivo pagamento di 122 euro (100+Iva) ed il fatto che larga parte dell’evasione è stata recuperata nell’anno solare 2016.

14. Verrebbe introdotto anche il sussidio all’inclusione attiva, cioè 400 euro mensili alle famiglie con reddito inferiore a 3.000 euro annui. Questa misura sarebbe definita “Fondo di non autosufficienza” e dovrebbe essere allargato con un fondo di 500 milioni di euro per le politiche di contrasto alla povertà dal 2018.

15. Per la famiglia sarebbero stanziati 500 milioni fra voucher per asili nido, bonus bebè e sconti fiscali per prodotti alimentari alla prima infanzia.

16. Dovrebbero essere stanziati 50 milioni in più per le borse di studio universitarie, super-borse da 15.000 euro per studenti meritevoli (criteri ancora non disponibili) e borse da 13.000 euro annui per studenti con redditi bassi (da definirsi).

17. La legge di stabilità, inoltre, presenterebbe detrazioni fiscali del 70% per gli involucri degli edifici e del 75% per l’efficientamento energetico dei complessi condominiali.

18. Per la produttività, potrebbe essere prevista detassazione del 10% per premi fino ad 80.000 euro e premi fino a 4.000 e si penserebbe allo stanziamento di 900 milioni totali per assunzione di infermieri, poliziotti, medici e docenti.

19. Potrebbe prevedersi un esonero contributivo di 3.250 euro fino a 36 mesi nel caso della criticatissima alternanza scuola-lavoro.

20. Si dovrebbe procedere ad un aumento di investimenti nel settore sanitario (da 111 a 113 miliardi) per regolarizzare i precari e procedere a nuove assunzioni.

21. Dovrebbero essere garantiti 3 miliardi ai Comuni ed altri 7 in sette anni per il rischio idrogeologico.

Problema coperture

stabilitàVisti questi probabili punti su cui verterà la legge di stabilità (la vecchia legge finanziaria), il nodo centrale della discussione passa all’Unione Europea, in particolare alla Commissione che sta valutando le coperture di tutti i Paesi membri. A Bruxelles, infatti, pare non sia andato giù che l’Esecutivo abbia proposto un deficit del 2,3% a dispetto del 2,2% che le clausole di flessibilità europee garantirebbero alle nazioni rientranti nel fiscal compact; si prevede un’ardua trattativa. Che riguarderebbe, ricordiamolo, la nostra possibilità di ulteriore indebitamento e non quella dell’Europa di “regalarci” capitali freschi da investire.

Se le coperture toccassero – come sempre – l’evasione fiscale, la spending review (2,6 miliardi) e i 7 miliardi una tantum sembrerebbero eccessivi come copertura, secondo Bruxelles, perché costituirebbero circa la metà delle coperture della possibile legge di stabilità, ma la modifica è da apportarsi entro il 16 novembre, altrimenti partirebbe una lettera ufficiale dall’UE, cioè il primo atto dovuto per l’avvio di una procedura d’infrazione e conseguente multa milionaria. Se Renzi da Obama ha detto “Se l’UE vuole meno indebitamento, che non si chiuda nei suoi egoismi sui migranti” e aggiunto “Lo 0,1% di indebitamento in più è dovuto al voler agganciare una crescita superiore all’1% nel 2017”, è pur vero che l’ultima parola spetta alla burocrazia di Bruxelles, la quale è capro espiatorio un po’ per tutti, ma altro non fa che far rispettare patti democraticamente accettati dai nostri Esecutivi con votazioni in Parlamento.

Il capitolo finale di questo racconto potrebbe essere scritto il 16 novembre e noi vi aggiorneremo prontamente in quella data.

Ferdinando Paciolla

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