Ligabue, la biografia: gli anni Novanta

Ciò che è presente nell’animo di una persona è per lo più un segreto, spesso difficile da svelare agli altri ma sopratutto difficile da scoprire per chi lo custodisce: alle volte, il nostro essere pare così scontato ma è invece molto più complesso di quanto non sembri. La nostra anima è popolata da emozioni e sensazioni fortissime che si annidano negli angoli più segreti e inesplorati, non vengono allo scoperto facilmente e, perché questo avvenga, c’è un costante bisogno di stimoli; solo chi ha la capacità di estrapolarli nel migliore dei modi è ritenuto un vero e proprio artista.
Uno dei cantanti italiani che, dalla fine del ventesimo secolo ad oggi, ha saputo indagare nel migliore dei modi la propria anima, esternando disparate verità invisibili agli occhi, è l’artista emiliano Luciano Ligabue.
Partendo dal suo album di debutto, intitolato Ligabue ed inciso nel 1990, il cantante comincia a spiegare con la canzone ‘Non è tempo per noi‘ come non si trovi in sincronia con le abitudini ed i cliché del suo presente, seguendo fieramente i propri principi che lo spingono a sentirsi “fuori epoca”.

Ci han concesso solo una vita
Soddisfatti o no qua non rimborsano mai;
E calendari a chiederci se
stiamo prendendo abbastanza.

Ligabue dice che sono tempi duri per i sognatori, per chi ha obiettivi diversi, per chi non si sente omologato alla massa e afferma:

… Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai.

Il rocker però si è anche distinto per la sua empatia che ha perfettamente impiegato in quello che è stato uno dei suoi più grandi successi, ‘Piccola stella senza cielo‘, in cui è raccontata la storia di questa “Piccola Stella” che non si rende conto del suo splendore, ammirata ed allo stesso tempo invidiata da tanti, e che ogni giorno rischia il collasso a causa delle sue insicurezze.

Luciano Ligabue
Nel 1993 viene pubblicato l’album Sopravviventi e sopravvissuti che inizialmente non ha riscosso molto successo a causa del fatto che le melodie e i testi fossero ritenuti fin troppo malinconici, ma che con gli anni è stato rivalutato. In questo nuovo lavoro di Ligabue c’è un evidente cambio di prospettive e di toni e, assieme alla sua musica, anche lo stesso interprete ha intrapreso dei cambiamenti, come afferma appunto nella canzone ‘Ho messo via‘.

Ho messo via un po’ di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via un po’ di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perché a sbagliare
sono bravissimo da me.
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà.

Ma, come succede a molti, nemmeno Liga riesce a staccarsi totalmente dal suo passato, nonostante lo voglia, nonostante ci provi ed è evidente che il cantante voglia sottolineare quanto ciò che abbiamo vissuto sia importante e ci renda comunque chi siamo nel nostro presente: è impossibile, in fin dei conti, cancellare tutto.

Ho messo via
un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai perchè
io non riesca a metter via te.

 

Sempre nello stesso album è presente la canzone ‘I duri hanno due cuori‘ nella quale Ligabue elogia la forza di spirito di chi ha sofferto e porta sempre con sé i segni del proprio dolore, che ha cambiato irrimediabilmente la loro visione del mondo.

I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po’ di più.
I duri hanno due cuori
col cuore guasto
odiano sempre un po’ di più.

Nel 1994 segue poi l’album A che ora è la fine del mondo? che è una antologia di brani incisi in tempi diversi e slegati fra loro.

Ligabue: il successo e la svolta

La svolta radicale si compie però con il nuovo disco Buon compleanno Elvis inciso nel ’95 che, oltre ad essere un elogio alla figura più simbolica del rock, è il primo lavoro che il cantante produce senza l’aiuto della sua band storica, con cui ha solcato i primi palchi della sua carriera: i Clan Destino. Questi ultimi vengono sostituiti da La Banda che porta nel sound del cantante ritmi di rock americano e blues.
Di questo album fa parte uno degli inni alla vita ed al divertimento più famoso tra gli italiani, una delle canzoni che ha affermato definitivamente Luciano Ligabue sul panorama musicale della penisola: ‘Certe notti‘.

Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è.
Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te.

Luciano Ligabue

In Buon compleanno Elvis Ligabue inserisce anche un piccolo monologo in cui mostra una piccolissima parte del suo particolare rapporto con Dio – pensiamo però che, nonostante la musica sia un mezzo potentissimo, spiegare ed esternare una parte così importante della psiche umana non è assolutamente un lavoro semplice e da poco.

C’ho un po’ di traffico nell’anima, non ho capito che or’è
C’ho il frigo vuoto, ma voglio parlare perciò, paghi te.
Che tu sia un angelo od un diavolo, ho 3 domande per te:
chi prende l’inter, dove mi porti e poi di’, soprattutto perché?
Perché ci dovrà essere un motivo, no?
Perché forse la vita la capisce chi è più pratico.

Hai un momento Dio?
No, perché sono qua, insomma ci sarei anch’io.
Hai un momento Dio?
O te o chi per te, avete un attimo per me?

Ma ovviamente il nostro viaggio nell’anima del cantante non finisce qui perché nel 1999 pubblica l’album Miss mondo dove sono contenute tre delle canzoni più introspettive del nostro Ligabue: ‘Ho ancora la forza‘, splendido pezzo in cui esplicita la sua voglia di andare avanti nonostante le difficoltà; ‘Una vita da mediano‘ dove, con un brillante parallelismo con il calcio (una delle più grandi passioni del cantante), spiega l’ardua vita di chi è costretto ad essere spettatore della propria esistenza, a viverla in modo fin troppo passivo ed al servizio degli altri; ultima, ma non ultima in termini di bellezza, è ‘Almeno credo‘:

Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smetti di sperare
inizi un po’ a morire.
Credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori,
o almeno credo…
Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave
e che ogni verità può fare bene o fare male.
…Se ti serve chiamami scemo,
ma io almeno credo.

La discografia del cantante è ancora lunga e le emozioni che ha trasmesso al suo pubblico sono incommensurabili, per questo per il momento ci fermiamo qui ma continueremo ad esplorare i luoghi dell’anima di Luciano Ligabue.

Daniela Diodato